I tedeschi, dopo l'ingresso in guerra dell'Italia, fecero affluire alle
edicole italiane due loro publicazioni: SIGNAL e DER ADLER.
Il formato era sul genere del Tempo Illustrato, ma molto ben fatti.
Il grosso delle vendite in Italia veniva fatto dalla Domenica del Corriere e
dalla Tribuna Illustrata. Quest'ultimo era l'unico "foglio" che pubblicava
l'oroscopo, ora caro a tutti i giornali.
Le due riviste "nazi" erano scritte bilingue, in italiano e tedesco.
In quasi tutte le scuole erano stati aboliti francese e inglese in quanto
"lingue del nemico" e spronavano al massimo lo studio dell'idioma del grande
alleato tedesco. Ma i professori di tedesco dovevano essere esigui poco più
delle dita di una mano.
Io acquistavo le due riviste tedesche, che mi sembra costassero intorno ad
una lira (oggi € 0,70).
Per le notizie di guerra erano più tecniche delle nostre. Probabilmente i
lettori in Germania erano più acculturati di noi.
Mi ricordo bei servizi sulle dotazioni belliche dell' Armata Rossa,
spiegazioni tecniche del T. 34, parabellum, katiusce ecc.
DER ADLER, nella primavera del 1944, mi mise in difficoltà con la mia
scuola... potevo essere espulso da essa per aver portato in classe una
"rivista porno".
In quegli anni le riviste italiane erano di una castità unica. DER ADLER in
una pagina a colori pubblico' la foto di una attrice tedesca bionda
pienotta,della UFA , genere Marylin, allora sconosciuta diciottenne in USA.
Grande scandalo! La bionda "deutsch " era in costume da bagno lastex,
sicuramente americano della Catalina o Jantzen (il Tigre è ferrato anche nel
settore beachwear, ci ha lavorato 40 anni ).
Tra tutti gli adolescenti e giovani della mia scuola, quasi nessuno aveva
mai visto una foto di una donna in costume. Al mare andavano in pochissimi.
Quasi sessanta anni fa le ragazze italiane erano infagottate in costumi di
lana della marca Sampeco. Venivano portati al mare i giovani con la TBC.
La bigotta professoressa di italiano, storia e geografia. mi portò dalla
preside, la quale era iscritta alla R.S.I. e con essa ebbi buon gioco a
spiegarle che io acquistavo la rivista del III REICH... che presto con le
sue armi segrete avrebbe vinto la guerra. Così la passai liscia.
La cinematografia dell' UFA non era male.
Ed ora veniamo agli alleati.
Dopo l' 8 settembre 1943 dal cielo caddero dei manifestini. In essi gli
Alleati ci dicevano di dare aiuti ai loro soldati, prigionieri di guerra,
evasi dai campi di concentramento, e di aiutare le prime formazioni
"ribelli", cioè i partigiani; di sabotare al massimo la Wehrmacht
(invertendo i loro cartelli stradali, rompendo bottiglie sulle strade,
gettando zucchero nei cassoni del carburante dei loro automezzi...).
Ecco cosa ne pensava l'amico Pallevizze leggendo il manifestino: "Se avessi
lo zucchero lo getterei al mattino nella Vecchina (la Vecchina era un
surrogato, fatto con ceci, melassa ed altri prodotti torrefatti ) non nel
serbatoio dei deutsch."
Fare la guerra agli alleati costò cinque anni di privazioni: venne a mancare
di tutto, in quanto le materie prime erano nelle loro mani.
Verso la fine dell'anno 1943 , dal cielo incominciò a cadere IL MESE. Era un
volumetto genere READER'S DIGEST, un po' meno di cento pagine.
Con questo giornale mi acculturai sull'antifascismo italiano.
Riportava scritti di Silone e Gramsci. C'erano le foto dei mezzi militari
alleati: la jeep ad esempio. Inoltre raccontava fatti di cronaca dell'Italia
prefascista e fascista, nascosti al popolo, come il delitto Matteotti, De
Bosis, i Rosselli ecc.
Riuscì a procurarmene complessivamente quattro numeri, che nascosi in una
capanna, sotto al fieno.
Con la liberazione arrivano Life e tanti altri giornali alleati.
HOME
Tigre 31 Copyright 1999-2004-