Fw: scrittori esordienti
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From: Future Shock
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rafm...@infinito.it
Sent: Wednesday, January 28, 2015 6:51 PM
Subject: scrittori esordienti
FUTURE SHOCK
Rivista di fantascienza umanistica
Tanti auguri per il Nuovo Anno
e un consiglio agli scrittori esordienti
Care Amiche,
Cari Amici,
l'uomo - si sa - non ha la conoscenza infusa. Per acquisirla, occorrono anni
e anni di studio e di impegno. Ma, anche se si è stati ligi a tale regola,
alla fine si può arrivare alla conclusione a cui arrivò Socrate: di sapere
di non sapere. È, dunque, inutile l'istruzione? Dobbiamo disertare e
chiudere le scuole? Buttare a mare tutti i libri di testo, enciclopedie
comprese? Non esageriamo! Intanto, l'affermazione del famoso filosofo era
diretta contro il dogmatismo, reo di impedire lo sviluppo della conoscenza.
Quest'ultima, poi, che altro è se non un progressivo accumulo di saperi e di
esperienze, che le generazioni passate trasmettono a quelle successive? Ciò
avviene in tutti i campi.
Ad esempio, nella fantascienza, scrittori e editori di riviste specializzate
danno consigli, raccolti in volume, su come scrivere una storia di
fantascienza. Lo scrittore principiante impara, così, ad evitare le
descrizioni accurate di astronavi e robot, perché finiscono con l'annoiare,
a non esagerare con le divagazioni, a ravvivare la storia immettendovi
elementi di una certa carica emotiva, a non lasciare in sospeso parti della
trama, ad entrare subito nel cuore della vicenda narrata, a rivelare solo
successivamente qualcuno degli antefatti.
Non tutti gli scrittori, però, vedono di buon occhio i corsi di scrittura e
i manuali e le guide per i principianti. Tra questi, c'è il "good doctor"
Isaac Asimov. Per lui, sì, bisogna imparare a scrivere, ma "per imparare a
scrivere bisogna scrivere. Potete leggere libri sull'arte dello scrivere, o
sentire conferenze sull'argomento, o seguire lezioni, o abbonarvi alle
riviste letterarie. Ma tutto questo non farà di voi uno scrittore. È
soltanto scrivendo che si impara a scrivere. Sono i racconti ignobili a far
sì che, prima o poi, si scrivano buoni racconti".
Che fare dopo avere scritto un racconto? Inutile farlo leggere a parenti e
amici. Vi direbbero inevitabilmente che è un bel racconto. Mandarlo ad uno
scrittore? E pensate che, dovendo occuparsi dei propri racconti, abbia il
tempo e la voglia di leggere i racconti degli altri? Non resta, dunque,
secondo il parere di Asimov, che inviarlo ai direttori di riviste. E in caso
di rifiuto? Niente paura: "I rifiuti non piacciono a nessuno, nemmeno a me,
e quando mi capita me la prendo molto. Però mi rimetto a scrivere. E così
dovete fare anche voi" (da Isaac Asimov, Guida alla fantascienza, Mondadori,
pp.46-47).
Cordiali saluti
Antonio Scacco
Ricordo che è ancora valida l'offerta-omaggio di Critica pedagogica della
fantascienza (primo premio per la saggistica "Città di Vecchiano" 2014), di
Fantascienza umanistica, di Racconti del Venticinquennale e di Alieni,
astronavi, robot... a quanti decidessero di sostenere "Future Shock"