Salve a tutti; come alcuni di voi sanno ho redatto la mia tesi di
laurea (reperibile qui
https://sites.google.com/site/iovotofuorisede/proposta-di-legge
)sul tema dell’effettività del diritto al voto del cittadino in
“mobilità”. Dallo studio è emerso ciò che appunto, ha evidenziato
Stefano :
> elettorale speciale per il voto anticipato, ecc ecc) --> dalla lettura del
> lavoro di Federica Rampulla (correggimi Federica se sbaglio qlc) si può dire
> che sono 3 i sistemi plausibili nel nostro ordinamento:
> a)voto per corrispondenza
> b) voto elettronico
> c) voto anticipato in seggio speciale
>
> Il sistema a) è quello scelto da Ceccanti, è il + semplice da proporre anche
> perchè è stato già realizzato per i cittadini residenti all'estero (è una
> modalità diversa rispetto a quella del voto in consolato che già c'era, è
> stata fatta per far votare tutti quelli che si trovavano lontani dalle sedi
> di consolato), ma io la escluderei per 2 motivi:
> 1° è che è già stato presentato da Ceccanti (anche se per i soli studenti)
> quindi la proposta andrà avanti per conto suo, non c'è bisogno che ne
> facciamo una copia dove si toglie la limitazione relativa agli studenti, al
> limite chiederemo a Ceccanti se in Commisione durante la discussione
> rimuovono questa limitaizone.
> 2° è una metodologia che non prevede il voto presidiato essendo fatto a
> casa, per cui ha dei profili di dubbia costituzionalità che sono stati
> sollevati anche per la legge Tremaglia e inoltre a causa di questo vulnus ci
> sono state inchieste giudiziarie che hanno mostrato come il sistema sia
> tutt'altro che perfetto: ricordate la vicenda del senatore Di Girolamo
> eletto nella circoscrizione estero?
http://it.wikipedia.org/wiki/Nicola_Di_Girolamo
condivido appieno le riserve di Stefano sul punto a)
Per quanto riguarda il voto elettronico presso seggio chiosco, siamo
ancora all'utopia in Italia...meglio cercare di intervenire sulla
legge elettorale esistente o comunque ad innestarsi su di essa.
Per l'appunto il sistema "migliore" sembra essere quello danese.
ma qui si apre un problema essenziale: bisognerebbe ridefinire la
tempistica dell'intero procedimento elettorale (presentazione delle
liste, ricorsi vari ed eventuali nel tre gradi di giudizio...) per
poter giungere alla stampa delle schede per la singola circoscrizione,
da inoltrare poi(anche in via telematica, eventualmente) ai seggi
presso cui il votante in mobilità vuol votare.
E qui, altro problema, non so bene dove reperire queste info sulla
tempistica..rileggerò le leggi elettorali, ma probabilmente ci sarà
anche qualche circolare interna del Ministero dell'Interno che
disciplina in dettaglio, e che al momento non ho trovato.
C'è poi il problema dell'(eventuale) trasferimento materiale della
scheda votata dal seggio di domicilio al tribunale competente per la
circoscrizione di residenza. Per esempio, nel caso dell'elettore
residente ad Enna, al collegio unico sicilia orientale, di cui è
competente la Corte d'Appello di Catania. A mio avviso è molto meglio
cmq che non solo il conteggio ma anche la raccolta delle schede dei
fuori sede avvengano qui e non a livello di singolo comune perchè
oltre ad essere decisamente macchinoso, si porrebbe il problema della
identificabilità del voto ( deve essere fatta menzione del fatto che
uno voglia votare "fuorisede" sul registro elettorale del comune di
residenza: se l'elettore comunica che al posto del suo seggio A vota
nel seggio di domicilio B, nel caso in cui fosse l'unico a votare
fuori sede, la sua scheda elettorale sarebbe in astratto
identificabile dalle altre se venisse consegnata direttamente ad A e
non al livello di ufficio circoscrizionale.)
Quoto Stefano sul punto:
> Credo che sarebbe meglio prevedere la spedizione delle schede votate presso
> i vari seggi speciali sparsi per l'italia (si può prevederne uno per
> capoluogo di provincia per esempio cmq questi sono dettagli da discutere in
> seguito..) verso un unico seggio speciale centrale dove verranno conteggiate
> il giorno delle elezioni e poi trasmesse telematicamente ai tribunali delle
> varie sezioni di appartenenza per aggregarle ai voti espressi nei seggi di
> residenza. Questo è l'unico modo plausibile per evitare che da un comune
> qualsiasi parta una scheda rivolta ad un qualsiasi comune di residenza, in
> questa maniera sarebbe difficilissimo assicurare la sicurezza e l'integrità
> del voto
A questo proposito vorrei chiedere all'avv.Orlando se può chiarire
ulteriormente quello che intende qui:
>Nella mia mente di profano della materia infatti eleggere domicilio
>prima può essere un modo per far coordinare i Comuni coinvolti
>(residenza e voto) nella costituzione dei seggi, in modo che sappiano
>prima come imputare il voto, da esprimere in un seggio speciale, dove
>procedere anche allo spoglio e all'aggregazione dei voti.
>Senza aggiungere spedizioni di schede ulteriori a quelle già previste.
Infine, anche io credo cmq che un giustificante della richiesta di
votare fuorisede debba essere fornito, anche perchè altrimenti si
correrebbe il rischio di abusi e si complicherebbe il tutto (e su
questo potrebbe far leva chi si oppone al nostro disegno di legge).
Ad esempio si potrebbe porre una soglia di chilometraggio minimo di
distanza tra il seggio di residenza e il domicilio presso cui si
chiede di votare. [ della serie: se risiedo a Enna ma sono domiciliata
a Palermo, non è poi cosi impossibile che io rientri a enna per
votare... magari in linea di principio non è giusta una limitazione
del genere ( visto che come dice Stefano, i motivi per cui uno non può
rientrare al seggio sono n, ma è comunque necessaria a mio avviso, per
evitare usi strumentali e derive "comodiste" ) ]
C'è peraltro da dire che questa nostra modifica si dovrebbe riferire
alle elezioni politiche e non alle amministrative (almeno mi sembra
ragionevole che sia cosi, visto che è il livello "piu rilevante" cui
incidere), va bene fino al momento in cui non ci sono le preferenze,
perchè il voto è di lista, altrimenti con la preferenza potrebbe
essere difficoltoso districarsi..
Spero in un vostro riscontro :)
Federica