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Preghiera
degli operai di Dio
Signore
Gesù, tu ci chiami ogni giorno a lavorare nella tua vigna, cioè
a vivere nella famiglia, nella scuola, nella parrocchia, nella città, in
questo nostro mondo, per
renderlo più bello, più umano, più accogliente per tutti.
Tu
non hai preferito solo alcuni di noi, ma
ci chiami tutti, indistintamente, anche
chi è distratto e dimentica il dono del battesimo, chi
crede più nel denaro e nel potere che nella generosità e
nell'umiltà; tu
chiami i bambini, come chiami gli anziani, chiami chi già crede in
te, come
chiami anche chi non ti conosce.
Tu
sei un Padrone buono e ti fidi del nostro lavoro, per
questo anche oggi ci hai chiamati a rendere più bella la tua vigna purificandola
da ciò che la rovina e
noi ti promettiamo il nostro impegno.
Amen.
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Salmo 90
Mio
Dio, in te confido.
Chi
abita al riparo dell’Altissimo
passerà
la notte all’ombra dell’Onnipotente.
Io
dico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,
mio
Dio in cui confido».
«Lo
libererò, perché a me si è legato,
lo
porrò al sicuro, perché ha conosciuto il mio nome.
Mi
invocherà e io gli darò risposta;
nell’angoscia
io sarò con lui.
Lo
libererò e lo renderò glorioso.
Lo
sazierò di lunghi giorni
e
gli farò vedere la mia salvezza».
Canto
al Vangelo (Ap 1,5)
Alleluia,
alleluia.
Gesù
Cristo,
testimone
fedele, primogenito dei morti,
tu
ci hai amati
e
hai lavato i nostri peccati nel tuo sangue.
Alleluia.
Vangelo
Mt 21,33-43.45 Presero il figlio amato, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna . |
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- Lunedì della IX settimana del Tempo Ordinario - |
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t Dal Vangelo di
Gesù Cristo secondo San Marco (12, 1-12)
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In quel tempo, Gesù
si mise a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti, agli scribi e
agli anziani]: «Un
uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca
per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei
contadini e se ne andò lontano. Al
momento opportuno mandò un servo dai contadini a ritirare da loro la
sua parte del raccolto della vigna. Ma essi lo presero, lo
bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò loro di nuovo un
altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo
insultarono. Ne mandò un altro, e questo lo uccisero; poi molti
altri: alcuni li bastonarono, altri li uccisero. Ne
aveva ancora uno, un figlio amato; lo inviò loro per ultimo,
dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma quei contadini
dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e l’eredità
sarà nostra”. Lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori della
vigna. Che
cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e farà morire i
contadini e darà la vigna ad altri. Non avete letto questa
Scrittura: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata
la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una
meraviglia ai nostri occhi”?». E
cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito
infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. Lo lasciarono
e se ne andarono.
Parola del
Signore |
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Meditazione
San
Giovanni Crisostomo (ca 345-407)
sacerdote ad Antiochia poi vescovo di Costantinopoli,
dottore della
Chiesa
Omelia 11 sulla seconda Lettera ai Corinzi, 2-3; PG 61, 89-
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«
Dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri »
«
Cristo ci ha affidato la parola della riconciliazione » (2 Cor
5,18). Qui Paolo mette di nuovo in evidenza la dignità degli
apostoli, mostrando la grandezza del compito loro affidato dall’
immenso amore di Dio per noi. Pur avendo gli uomini rifiutato di
ascoltare colui che egli aveva loro inviato, Dio non ha lasciato
libero corso alla sua ira, non li ha respinti per sempre; ma continua
a chiamarli direttamente e per mezzo dei suoi ministri. Chi potrebbe
convenientemente esaltare tanta sollecitudine?
Hanno
immolato il Figlio venuto per riparare le loro offese, il Figlio
unigenito, della stessa natura del Padre. Il Padre non ha respinto
gli assassini, non ha detto: “Avevo loro inviato il Figlio mio e,
non contenti di non ascoltarlo, l’hanno messo a morte
crocifiggendolo: è giusto che li abbandoni”. Ha fatto invece il
contrario. E dopo che il Cristo ha lasciato la terra, noi, suoi
ministri, siamo stati incaricati di sostituirlo: «Ha affidato a noi
il ministero della riconciliazione. È stato Dio infatti a
riconciliare a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le
loro colpe» (v.19).
Oh
carità infinita che supera ogni parola e ogni intelligenza! Chi è
l’offeso? Dio stesso. Chi fa il primo passo per la riconciliazione?
Ancora lui. (… ) Se Dio avesse voluto chiedercene conto sarebbe
stata finita per noi, poiché «tutti eravamo morti» (2 Cor 5,14).
Ora, nonostante il numero immenso dei nostri peccati, non soltanto
non si è vendicato, ma ha voluto addirittura riconciliarsi con noi;
annullato il nostro debito, non l’ha persino tenuto in alcun
conto. Questo è il modo col quale dobbiamo perdonare i nostri
nemici, se vogliamo assicurarci il perdono di Dio. « Egli ha
affidato a noi la parola della riconciliazione ». |
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