Commento di San Cirillo di Gerusalemme (313-350) - «Abbiate fede in Dio »

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May 28, 2026, 11:57:17 AM (4 days ago) May 28
to Innamorati della lode




 

La vita in due


Grazie, Signore,

perché ci hai dato l'amore

capace di cambiare

la sostanza delle cose.


Quando un uomo e una donna

diventano uno nel matrimonio

non appaiono più come creature terrestri

ma sono l'immagine stessa di Dio.


Così uniti non hanno paura di niente.

Con la concordia, l'amore e la pace

l'uomo e la donna sono padroni

di tutte le bellezze del mondo.


Possono vivere tranquilli,

protetti dal bene che si vogliono

secondo quanto Dio ha stabilito.

Grazie, Signore,

per l'amore che ci hai regalato.


Amen


San Giovanni Crisostomo

 

Salmo 95



Vieni, Signore, a giudicare la terra.


Dite tra le genti: «Il Signore regna!».

È stabile il mondo, non potrà vacillare!

Egli giudica i popoli con rettitudine. R.


Gioiscano i cieli, esulti la terra,

risuoni il mare e quanto racchiude;

sia in festa la campagna e quanto contiene,

acclamino tutti gli alberi della foresta. R.


Davanti al Signore che viene:

sì, egli viene a giudicare la terra;

giudicherà il mondo con giustizia

e nella sua fedeltà i popoli. R.



Il Signore ama il suo popolo.


Cantate al Signore un canto nuovo;

la sua lode nell’assemblea dei fedeli.

Gioisca Israele nel suo creatore,

esultino nel loro re i figli di Sion.


Lodino il suo nome con danze,

con tamburelli e cetre gli cantino inni.

Il Signore ama il suo popolo,

incorona i poveri di vittoria.


Esultino i fedeli nella gloria,

facciano festa sui loro giacigli.

Le lodi di Dio sulla loro bocca:

questo è un onore per tutti i suoi fedeli.


Canto al Vangelo (Gv 15,16)

Alleluia, alleluia.

Io ho scelto voi, dice il Signore,

perché andiate e portiate frutto

e il vostro frutto rimanga.

Alleluia.


Vangelo Mc 11,11-25

La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le nazioni.

Abbiate fede in Dio!


Venerdì della  VIII settimana del Tempo Ordinario -

at  Vangelo di Gesù Cristo secondo San Marco    (11, 11-26).




[Dopo essere stato acclamato dalla folla, Gesù] entrò a Gerusalemme, nel tempio. 

E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l’ora tarda, uscì con i Dodici verso Betània.

La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all’albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l’udirono.

Giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto:

La mia casa sarà chiamata

casa di preghiera per tutte le nazioni”?

Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».

Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città.

La mattina seguente, passando, videro l’albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l’albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».


Parola del Signore

 
Meditazione 
 


San Cirillo di Gerusalemme (313-350)

vescovo di Gerusalemme e dottore della Chiesa


Catechesi battesimale, n° 5

 
« Abbiate fede in Dio » 


     Sta scritto: «È difficile trovare un uomo fedele!» (Pr 20,6). Non dico che tu debba rivelare la tua coscienza a me, ma che mostri a Dio la sincerità della tua fede, Dio che prova mente e cuore e conosce i pensieri degli uomini (Sal 7,10;94,11). Gran cosa un uomo che possiede la fede: è più ricco degli arciricchi. Il fedele infatti possiede tutti i beni del mondo, in quanto li disprezza e li calpesta; al contrario, i ricchi di beni materiali, benché ne abbiano in abbondanza, finiscono col mancare di quelli dell'anima. Più ne ammassano, infatti, più si consumano per la brama di quanto loro manca. Invece, e questo è il colmo del paradosso, l’uomo che ha fede è ricco nella sua povertà perché sa che bisogna avere solo di che coprirsi e di che nutrirsi; quindi si accontenta e disprezza le ricchezze.


     Non soltanto noi, che di Cristo portiamo il nome, viviamo la fede. Tutti gli uomini, anche estranei alla Chiesa, possiedono qualcosa di simile alla fede. Vincolo di fede chiamiamo il patto che unisce nelle nozze persone estranee l'una all'altra; sulla fede si fonda anche l'agricoltore fiducioso di raccogliere i frutti, perché nessuno senza fiducia s'assoggetterebbe a fatiche. Per fede gli uomini solcano il mare affidandosi con fiducia a un piccolo legno. (..) Sulla fede insomma si fonda la maggior parte delle imprese umane (...); tutti credono a dei principi.


     La lettura di oggi vi ha però chiamato alla vera fede, e vi ha indicato la via che dovete anche voi seguire per piacere a Dio. (...) Per Daniele, come leggiamo, la fede chiuse la bocca ai leoni (Dn 6,23). (...) «Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno» (Ef 6,16). (...) La fede dà all'uomo tanta forza da farlo camminare sul mare (Mt 14,29). Per il paralitico di Cafarnao ebbero fede quelli che lo portarono e calarono dal tetto (Mt 9,2). La fede delle sorelle di Lazzaro ebbe tanto potere, che richiamò il morto dalle porte degli inferi (Gv 11). (...) Questa fede data gratuitamente dallo Spirito supera tutte le forze umane, per cui chi la possiede può dire a questo monte: «Spostati da qui a lì», ed esso si sposterà (Mt 17,20).

 
 
 
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