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Tu
sei la mia luce
Signore,
tu sei la mia luce;
senza
di te cammino nelle tenebre,
senza
di te non posso
neppure
fare un passo,
senza
di te non so dove vado,
sono
un cieco
che
pretende di guidare un altro cieco.
Se
tu mi apri gli occhi, Signore,
io
vedrò la tua luce,
i
miei piedi cammineranno
nella
via della vita.
Signore,
se tu mi illuminerai
io
potrò illuminare:
tu
fai noi luce nel mondo.
Carlo
Maria Martini |
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Salmo 99
Presentatevi
al Signore con esultanza.
Acclamate
il Signore, voi tutti della terra,
servite
il Signore nella gioia,
presentatevi
a lui con esultanza.
Riconoscete
che solo il Signore è Dio:
egli
ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo
popolo e gregge del suo pascolo.
Varcate
le sue porte con inni di grazie,
i
suoi atri con canti di lode,
lodatelo,
benedite il suo nome.
Buono
è il Signore,
il
suo amore è per sempre,
la
sua fedeltà di generazione in generazione.
Canto
al Vangelo (Gv 8,12)
Alleluia,
alleluia.
Io
sono la luce del mondo, dice il Signore:
chi
segue me avrà la luce della vita.
Alleluia.
Vangelo
Mc 10,46-52
Rabbunì,
che io veda di nuovo! |
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- Giovedì della VIII Settimana del Tempo Orinario - |
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at Vangelo di Gesù Cristo
secondo San Marco (10, 46-52).
In
quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli
e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco,
sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno,
cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà
di me!».
Molti
lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte:
«Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù
si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli:
«Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello,
balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora
Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco
gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse:
«Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo
seguiva lungo la strada.
Parola del
Signore. |
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Meditazione
San
Gregorio Magno (ca 540-604)
papa,
dottore della Chiesa
Omelie
sul Vangelo, n° 2; PL 76, 1081 |
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« Ma egli gridava ancora più forte »
Ogni
uomo che conosce le tenebre che fanno di lui un cieco (...) gridi con
tutta l’anima: “Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!”.
Ma sentiamo anche ciò che segue alle grida del cieco: “Quelli che
camminavano avanti lo sgridavano, perché tacesse” (Lc 18,39). Chi
sono? Sono coloro che rappresentano i desideri del nostro essere nel
mondo, portatori di turbamento, i vizi umani ed il loro tumulto, che
vogliono impedire la venuta di Gesù in noi, turbano il pensiero
mettendovi la tentazione e coprendo la voce del cuore in preghiera.
Succede spesso infatti che al loro apparire la volontà di rivolgerci
nuovamente a Dio (...) e lo sforzo di allontanare i peccati con la
preghiera siano contrariati: la vigilanza dello spirito si
indebolisce a contatto con loro, essi mettono confusione nel cuore,
soffocano il grido della preghiera. (...)
Cosa ha
fatto il cieco per ricevere la luce, malgrado questi ostacoli? “Ma
lui continuava ancora più forte: "Figlio di Davide, abbi pietà
di me!" (...) Sì, più ci assale il tumulto dei desideri, più
dobbiamo rendere insistente la nostra preghiera. (...) Più è
coperta la voce del cuore, con maggior vigore essa deve insistere,
fino a coprire il tumulto dei pensieri invadenti e giungere
all’orecchio fedele del Signore. Ognuno, penso, si riconoscerà in
quest’immagine: quando ci sforziamo di volgere il cuore da questo
mondo verso Dio (...), tante sono le cose inopportune che ci pesano e
che dobbiamo combattere. E’ uno 'sciame' che a fatica il desiderio
di Dio cerca di levare dagli occhi del cuore. (...) Ma perseverando
vigorosamente nella preghiera, noi fermiamo nello spirito Gesù che
passa. Come racconta il Vangelo: “Gesù allora si fermò e ordinò
che glielo conducessero” (v. 40). |
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