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Io
desidero te
Io
desidero te, soltanto te, il
mio cuore lo ripete senza fine. Sono
falsi e vuoti i desideri che
continuamente mi distolgono da te.
Come
la notte nell'oscurità cela
il desiderio della luce, così
nella profondità della mia incoscienza risuona
questo grido: io
desidero te, soltanto te.
Come
la tempesta cerca fine nella pace, anche
se lotta contro la pace con
tutta la sua furia, così
la mia ribellione lotta
contro il tuo amore, eppure
grida: io
desidero te, soltanto te.
Rabindranath
Tagore |
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Salmo 147
Celebra
il Signore, Gerusalemme.
Celebra
il Signore, Gerusalemme,
loda
il tuo Dio, Sion,
perché
ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in
mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.
Egli
mette pace nei tuoi confini
e
ti sazia con fiore di frumento.
Manda
sulla terra il suo messaggio:
la
sua parola corre veloce.
Annuncia
a Giacobbe la sua parola,
i
suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Così
non ha fatto con nessun’altra nazione,
non
ha fatto conoscere loro i suoi giudizi.
Canto
al Vangelo (Mc 10,45)
Alleluia,
alleluia.
Il
Figlio dell’uomo è venuto per servire
e
dare la propria vita in riscatto per molti.
Alleluia.
Vangelo
Mc 10,32-45
Ecco,
noi
saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato. |
- Mercoledì della VIII settimana del tampo Ordinario -
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at Vangelo di Gesù Cristo
secondo San Marco (10, 32- 45).
In
quel tempo,
In
quel tempo, mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù
camminava davanti ai discepoli ed essi erano sgomenti; coloro che lo
seguivano erano impauriti. Presi
di nuovo in disparte i Dodici, si mise a dire loro quello che stava
per accadergli: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio
dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo
condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, lo derideranno,
gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre
giorni risorgerà». Gli
si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli:
«Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli
risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua
destra e uno alla tua sinistra». Gesù
disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il
calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono
battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro:
«Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui
io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia
destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per
i quali è stato preparato».
Gli
altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e
Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete
che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni
dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è
così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore,
e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il
Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per
servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Parola del
Signore |
Meditazione
Sant'Alfonso
Maria de' Liguori(1696-1787),
vescovo e dottore della Chiesa
Opere,
t.14
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«
Dare la propria vita in riscatto per molti »
Un
Dio che serve, che spazza la casa, che si dedica a lavori penosi –
quanto uno solo di questi pensieri dovrebbe colmarci di amore! Quando
il Salvatore ha cominciato a predicare il suo Vangelo, si è fatto
«il servo di tutti», dichiarando lui stesso che «non era venuto
per essere servito, ma per servire». È come se avesse detto che
voleva essere il servitore di tutti gli uomini. E, al termine della
sua vita, non si è contentato, dice san Bernardo, «di aver preso la
condizione di servo per mettersi al servizio degli uomini; ha voluto
prendere la forma del servo indegno, per lasciarsi colpire, e subire
la pena che era dovuta a noi, a causa dei nostri peccati».
Ecco che
il Signore, obbediente servo di tutti, si sottomette alla sentenza di
Pilato, per quanto ingiusta sia, e si consegna ai suoi carnefici...
Così, Dio ci ha tanto amato, da voler obbedire come schiavo, per
amore nostro, fino a morire e a morire di una morte dolorosa e
infame, il supplizio della croce (Fil 2,8).
Ora, in
tutto questo, obbediva non in quanto Dio, ma in quanto uomo, che
aveva assunto la condizione di schiavo. Un certo santo si è
consegnato come schiavo per riscattare un povero, e si è attirato
l'ammirazione del mondo per questo atto eroico di carità. Ma cos'è
questa carità in confronto a quella del Redentore? Essendo Dio e
volendo riscattarci dalla schiavitù del diavolo e della morte che
avevamo meritata, si fa lui stesso schiavo, si lascia legare e
inchiodare sulla croce. «Perché il servo diventasse maestro, dice
san Agostino, Dio ha voluto farsi servo».
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