Commento di San Sant'Atanasio (295-373) - « Chi ti ha dato questa autorità? » -

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May 29, 2026, 12:06:46 PM (3 days ago) May 29
to Innamorati della lode

 


 

Preziosità del silenzio



Il silenzio è mitezza

quando non rispondi alle offese

quando non reclami i tuoi diritti,

quando lasci a Dio la difesa del tuo onore.



Il silenzio è misericordia

quando non riveli le colpe dei fratelli,

quando perdoni senza indagare il passato,

quando non condanni, ma intercedi nell'intimo.



Il silenzio è pazienza

quando soffri senza lamentarti,

quando non cerchi consolazione tra gli uomini

quando non intervieni

ma attendi che il seme germogli lentamente.



Il silenzio è umiltà

quando taci per lasciare emergere i fratelli,

quando celi nel riserbo i doni di Dio,

quando lasci che il tuo agire venga interpretato male,

quando lasci ad altri la gloria dell'impresa.



Il silenzio è fede

quando taci perché è Lui che agisce,

quando rinunci alle voci del mondo,

per stare alla sua presenza,

quando non cerchi comprensione

perché ti basta sapere di essere amato da Lui.



Il silenzio è adorazione

quando abbracci la Croce

senza chiedere perché

nell'intima certezza

che questa è l'unica via giusta.



Liberamente tratto dagli scritti di
San Giovanni della Croce

 
Salmo 62


Ha sete di te, Signore, l’anima mia.



O Dio, tu sei il mio Dio,

dall’aurora io ti cerco,

ha sete di te l’anima mia,

desidera te la mia carne

in terra arida, assetata, senz’acqua.


Così nel santuario ti ho contemplato,

guardando la tua potenza e la tua gloria.

Poiché il tuo amore vale più della vita,

le mie labbra canteranno la tua lode.


Così ti benedirò per tutta la vita:

nel tuo nome alzerò le mie mani.

Come saziato dai cibi migliori,

con labbra gioiose ti loderà la mia bocca.



Canto al Vangelo (Col 3,16.17)

Alleluia, alleluia.

La parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza;

tutto fate rendendo grazie per mezzo di lui a Dio Padre.

Alleluia.



Vangelo Mc 11,27-33

Con quale autorità fai queste cose?

 
- Sabato della VIII Settimanaa del Tempo Ordinario -
 
at  Vangelo di Gesù Cristo secondo San Marco ( 11, 27-33).  




In quel tempo, 

Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre egli camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?».

Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi».

Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Diciamo dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo».

E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose»


Parola del Signore

 
Meditazione

Sant'Atanasio (295-373) vescovo d'Alessandria,

dottore della Chiesa

Discorso contro gli Ariani, 2, 78-79
 
 « Chi ti ha dato questa autorità? »

     La sapienza di Dio in persona, il Figlio unigenito, ha creato e fatto ogni cosa. Infatti dice il salmo: “Tutto hai fatto con saggezza” (104,24). (...) Come la nostra parola umana è l'immagine della Parola che è il Figlio di Dio (cfr Gv 1,1), così la nostra sapienza è, pure lei, l'immagine del Verbo che è la sapienza in persona. Perché abbiamo in essa la capacità di conoscere e pensare, diventiamo capaci di accogliere la Sapienza creatrice, e per essa possiamo conoscere il Padre. “Chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre” (1Gv 2,23), e ancora: “Chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato” (Mt 10,40). (...)



     “Poiché, infatti, nel disegno sapiente di Dio il mondo, con tutta la sua sapienza, non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio di salvare i credenti con la stoltezza della predicazione” (1Cor 1,21). Ormai Dio non vuole più, come nei tempi antichi, essere conosciuto attraverso immagini e ombre della Sapienza: ha voluto che la vera Sapienza in persona assuma la carne, diventi uomo, subisca la morte in croce, affinché in futuro tutti i credenti possano essere salvati dalla fede in questa Sapienza incarnata.



     Ecco la sapienza di Dio. Prima si faceva conoscere attraverso la sua immagine nelle cose create (...) ed in questo modo faceva conoscere il Padre. Poi lei, che è il Verbo, è diventata carne, come dice san Giovanni (1,14). Dopo aver distrutto la morte (1Cor 15,26) e salvato l'umanità, si è manifestata più chiaramente e, attraverso se stessa ha manifestato il Padre. E ciò le fa dire: “Che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo” (Gv 17,3). Tutta la terra è stata dunque colmata della sua conoscenza. Poiché c'è una sola conoscenza, del Padre attraverso il Figlio, e del Figlio a partire dal Padre. Il Padre pone in lui la sua gioia, e il Figlio gioisce della stessa gioia nel Padre, come afferma: “Ero la sua delizia ogni giorno, dilettandomi davanti a lui in ogni istante” (Pr 8,30). 

 


 
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