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Preziosità
del silenzio
Il
silenzio è mitezza
quando
non rispondi alle offese
quando
non reclami i tuoi diritti,
quando
lasci a Dio la difesa del tuo onore.
Il
silenzio è misericordia
quando
non riveli le colpe dei fratelli,
quando
perdoni senza indagare il passato,
quando
non condanni, ma intercedi nell'intimo.
Il
silenzio è pazienza
quando
soffri senza lamentarti,
quando
non cerchi consolazione tra gli uomini
quando
non intervieni
ma
attendi che il seme germogli lentamente.
Il
silenzio è umiltà
quando
taci per lasciare emergere i fratelli,
quando
celi nel riserbo i doni di Dio,
quando
lasci che il tuo agire venga interpretato male,
quando
lasci ad altri la gloria dell'impresa.
Il
silenzio è fede
quando
taci perché è Lui che agisce,
quando
rinunci alle voci del mondo,
per
stare alla sua presenza,
quando
non cerchi comprensione
perché
ti basta sapere di essere amato da Lui.
Il
silenzio è adorazione
quando
abbracci la Croce
senza
chiedere perché
nell'intima
certezza
che
questa è l'unica via giusta.
Liberamente
tratto dagli scritti di San
Giovanni della Croce |
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Salmo 62
Ha
sete di te, Signore, l’anima mia.
O
Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora
io ti cerco,
ha
sete di te l’anima mia,
desidera
te la mia carne
in
terra arida, assetata, senz’acqua.
Così
nel santuario ti ho contemplato,
guardando
la tua potenza e la tua gloria.
Poiché
il tuo amore vale più della vita,
le
mie labbra canteranno la tua lode.
Così
ti benedirò per tutta la vita:
nel
tuo nome alzerò le mie mani.
Come
saziato dai cibi migliori,
con
labbra gioiose ti loderà la mia bocca.
Canto
al Vangelo (Col 3,16.17)
Alleluia,
alleluia.
La
parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza;
tutto
fate rendendo grazie per mezzo di lui a Dio Padre.
Alleluia.
Vangelo
Mc 11,27-33
Con
quale autorità fai queste cose? |
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- Sabato della VIII Settimanaa del Tempo Ordinario - |
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at Vangelo di Gesù Cristo
secondo San Marco ( 11, 27-33).
In
quel tempo,
Gesù
e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre egli
camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi
e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O
chi ti ha dato l’autorità di farle?». Ma
Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi
dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni
veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi». Essi
discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”,
risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Diciamo
dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti
ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a
Gesù dissero: «Non lo sappiamo».
E
Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio
queste cose»
Parola del
Signore |
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Meditazione
Sant'Atanasio
(295-373) vescovo d'Alessandria,
dottore
della Chiesa
Discorso
contro gli Ariani, 2, 78-79 |
« Chi
ti ha dato questa autorità? »
La
sapienza di Dio in persona, il Figlio unigenito, ha creato e fatto
ogni cosa. Infatti dice il salmo: “Tutto hai fatto con saggezza”
(104,24). (...) Come la nostra parola umana è l'immagine della
Parola che è il Figlio di Dio (cfr Gv 1,1), così la nostra sapienza
è, pure lei, l'immagine del Verbo che è la sapienza in persona.
Perché abbiamo in essa la capacità di conoscere e pensare,
diventiamo capaci di accogliere la Sapienza creatrice, e per essa
possiamo conoscere il Padre. “Chi professa la sua fede nel Figlio
possiede anche il Padre” (1Gv 2,23), e ancora: “Chi accoglie me
accoglie colui che mi ha mandato” (Mt 10,40). (...)
“Poiché,
infatti, nel disegno sapiente di Dio il mondo, con tutta la sua
sapienza, non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio di salvare i
credenti con la stoltezza della predicazione” (1Cor 1,21). Ormai
Dio non vuole più, come nei tempi antichi, essere conosciuto
attraverso immagini e ombre della Sapienza: ha voluto che la vera
Sapienza in persona assuma la carne, diventi uomo, subisca la morte
in croce, affinché in futuro tutti i credenti possano essere salvati
dalla fede in questa Sapienza incarnata.
Ecco la
sapienza di Dio. Prima si faceva conoscere attraverso la sua immagine
nelle cose create (...) ed in questo modo faceva conoscere il Padre.
Poi lei, che è il Verbo, è diventata carne, come dice san Giovanni
(1,14). Dopo aver distrutto la morte (1Cor 15,26) e salvato
l'umanità, si è manifestata più chiaramente e, attraverso se
stessa ha manifestato il Padre. E ciò le fa dire: “Che conoscano
te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo” (Gv
17,3). Tutta la terra è stata dunque colmata della sua conoscenza.
Poiché c'è una sola conoscenza, del Padre attraverso il Figlio, e
del Figlio a partire dal Padre. Il Padre pone in lui la sua gioia, e
il Figlio gioisce della stessa gioia nel Padre, come afferma: “Ero
la sua delizia ogni giorno, dilettandomi davanti a lui in ogni
istante” (Pr 8,30). |
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