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Santissima Trinità,
Solennità
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Nel nome del
Padre, del Figlio e dello Spirito Santo
Sono
cristiano, mio Dio,
nel nome del
Padre,
Insegnami
a rendere
evidente
il suo
abbraccio nel mio:
gratuito,
creativo,
appassionato
e sempre
vivo.
Sono
cristiano, mio Dio,
nel nome del
Figlio.
Insegnami
a rendere
trasparente
il suo volto
nel mio:
accogliente,
energico,
meravigliato,
positivo.
Sono
cristiano, mio Dio,
nel nome del
Santo Spirito.
Insegnami
a rendere
presente
il suo
respiro nel mio:
leggero,
giocoso,
potente,
infinito.
Sono
cristiano, mio Dio,
nel nome
della Trinità.
Insegnami
a rendere
concreto
il suo Amore
nel mio:
incapace di
Essere
senza vivere
la comunione
di almeno tre
Persone.
Amen
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Daniele 3,
52_56
A te
la lode e la gloria nei secoli.
Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri
nostri.
Benedetto il tuo nome glorioso e
santo.
Benedetto sei tu nel tuo tempio santo,
glorioso.
Benedetto sei tu sul trono del tuo
regno.
Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli
abissi
e siedi sui cherubini.
Benedetto sei tu nel firmamento del
cielo.
Canto al Vangelo
(Ap 1,8)
Alleluia, alleluia.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito
Santo,
a Dio, che è, che era e che
viene.
Alleluia.
Vangelo Gv
3,16-18
Dio ha mandato il Figlio suo perché il mondo
sia salvato per mezzo di
lui. |
- Santissima Trinità,
Solennità- |
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at Vangelo di Gesù Cristo
secondo San Giovanni (3,
16-18).
In quel tempo,
disse Gesù a Nicodèmo: «Dio ha tanto
amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede
in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti,
non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma
perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui
non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché
non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di
Dio».
Parola del
Signore |
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Meditazione
Sant'Atanasio
(295-373)
vescovo d'Alessandria,
dottore della
Chiesa
Prima lettera a Serapio, n°1,
18-20; PG 26, 373; SC
15 |
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"Chiunque crede in lui
(...) avrà la vita
eterna"
Uomini insensati (...), che non smettete di cercare in
modo indiscreto sulla Trinità e non vi accontentate di credere che
esiste, benché avete per guida l'Apostolo che scrive: "chi infatti
s'accosta a Dio deve credere che egli esiste e che egli ricompensa
coloro che lo cercano" (Eb 11,6) (...). Nessuno ponga questioni
superflue, ma si accontenti di apprendere ciò che è contenuto nelle
Scritture. (...)
La Scrittura dice che il Padre è sorgente e luce: "Hanno
abbandonato me, sorgente di acqua viva" (Ger2,13); (...) "Hai
abbandonato la sorgente della sapienza", e secondo Giovanni: "Il
nostro Dio è luce". Ora, il Figlio, in relazione alla sorgente, è
chiamato fiume, poiché "il fiume di Dio, secondo il salmo, è gonfio
di acque" (Sal (65,10). In relazione alla luce, è chiamato
irradiazione quando Paolo dice che è: "irradiazione della sua gloria
e impronta della sua sostanza" (Eb 1,3). Il Padre è dunque luce, il
Figlio la sua irradiazione (...), e nel Figlio, è per lo Spirito
Santo che siamo illuminati: "Vi dia - dice Paolo - uno spirito di
sapienza e di rivelazione per una più profonda conoscenza di lui.
Possa egli davvero illuminare gli occhi della vostra mente" (Ef
1,17-18). Ma quando siamo illuminati, è Cristo che ci illumina in
lui, poiché dice la Scrittura: "La luce vera, quella che illumina
ogni uomo" (Gv 1,9). E ancora è detto che, essendo il Padre la
sorgente e il Figlio chiamato fiume, beviamo lo Spirito: "tutti ci
siamo abbeverati a un solo Spirito" (1 Co 12,13). Ma, abbeverati
dallo Spirito, beviamo il Cristo poiché "bevevano infatti da una
roccia spirituale che li accompagnava, e quella roccia era il
Cristo" (1 Co 10,4). (...)
Essendo il Padre il "solo sapiente" (Rm 16,27), il Figlio
è la sua sapienza (1 Co 1,24), poiché "Cristo è la forza e la
sapienza di Dio". Ora, è ricevendo lo Spirito di sapienza che
possediamo il Figlio e acquistiamo in lui la sapienza (...). Il
Figlio è la vita, ha detto: "Io sono la vita" (Gv 14,6); ma si dice
che siamo vivificati dallo Spirito, infatti Paolo scrive: "colui che
ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi
mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi" (Rm 8,11). Ma
quando siamo vivificati dallo Spirito, è Cristo che è nostra vita
(...): "Non son più io che vivo, ma Cristo vive in me" (Ga 2,20).
Quando c'è nella santa Trinità tale corrispondenza e
unità, chi potrebbe separare il Figlio dal Padre, lo Spirito dal
Figlio o dal Padre? (...) Il mistero di Dio non è dato alla nostra
mente con spiegazioni dimostrative, ma nella fede e nella preghiera
piena di
rispetto. |
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