Meditazione di Sant'Atanasio (295-373) - "Chiunque crede in lui (...) avrà la vita eterna"

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May 30, 2026, 11:56:32 AM (2 days ago) May 30
to Innamorati della lode

 Santissima Trinità, Solennità
 


 
 
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo
 
Sono cristiano, mio Dio,
nel nome del Padre,
Insegnami
a rendere evidente
il suo abbraccio nel mio:
gratuito,
creativo,
appassionato
e sempre vivo.
 
Sono cristiano, mio Dio,
nel nome del Figlio.
Insegnami
a rendere trasparente
il suo volto nel mio:
accogliente,
energico,
meravigliato,
positivo.
 
Sono cristiano, mio Dio,
nel nome del Santo Spirito.
Insegnami
a rendere presente
il suo respiro nel mio:
leggero,
giocoso,
potente,
infinito.
 
Sono cristiano, mio Dio,
nel nome della Trinità.
Insegnami
a rendere concreto
il suo Amore nel mio:
incapace di Essere
senza vivere la comunione
di almeno tre Persone.
Amen
 
 
Daniele 3, 52_56 
 
 
A te la lode e la gloria nei secoli.

 
Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri.

 
Benedetto il tuo nome glorioso e santo.

 
Benedetto sei tu nel tuo tempio santo, glorioso.

 
Benedetto sei tu sul trono del tuo regno.

 
Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi
e siedi sui cherubini.
 
Benedetto sei tu nel firmamento del cielo.

 
Canto al Vangelo (Ap 1,8)
Alleluia, alleluia.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
a Dio, che è, che era e che viene.
Alleluia.

 
Vangelo Gv 3,16-18
Dio ha mandato il Figlio suo perché il mondo
sia salvato per mezzo di lui.
 
Santissima Trinità, Solennità-
 
at  Vangelo di Gesù Cristo secondo San Giovanni  (3, 16-18).
 

 
In quel tempo,
disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».


Parola del Signore
 
Meditazione
 
Sant'Atanasio (295-373)
vescovo d'Alessandria,
dottore della Chiesa

Prima lettera a Serapio, n°1, 18-20; PG 26, 373; SC 15
 
 "Chiunque crede in lui (...) avrà la vita eterna"
 
 
Uomini insensati (...), che non smettete di cercare in modo indiscreto sulla Trinità e non vi accontentate di credere che esiste, benché avete per guida l'Apostolo che scrive: "chi infatti s'accosta a Dio deve credere che egli esiste e che egli ricompensa coloro che lo cercano" (Eb 11,6) (...). Nessuno ponga questioni superflue, ma si accontenti di apprendere ciò che è contenuto nelle Scritture. (...)

 
La Scrittura dice che il Padre è sorgente e luce: "Hanno abbandonato me, sorgente di acqua viva" (Ger2,13); (...) "Hai abbandonato la sorgente della sapienza", e secondo Giovanni: "Il nostro Dio è luce". Ora, il Figlio, in relazione alla sorgente, è chiamato fiume, poiché "il fiume di Dio, secondo il salmo, è gonfio di acque" (Sal (65,10). In relazione alla luce, è chiamato irradiazione quando Paolo dice che è: "irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza" (Eb 1,3). Il Padre è dunque luce, il Figlio la sua irradiazione (...), e nel Figlio, è per lo Spirito Santo che siamo illuminati: "Vi dia - dice Paolo - uno spirito di sapienza e di rivelazione per una più profonda conoscenza di lui. Possa egli davvero illuminare gli occhi della vostra mente" (Ef 1,17-18). Ma quando siamo illuminati, è Cristo che ci illumina in lui, poiché dice la Scrittura: "La luce vera, quella che illumina ogni uomo" (Gv 1,9). E ancora è detto che, essendo il Padre la sorgente e il Figlio chiamato fiume, beviamo lo Spirito: "tutti ci siamo abbeverati a un solo Spirito" (1 Co 12,13). Ma, abbeverati dallo Spirito, beviamo il Cristo poiché "bevevano infatti da una roccia spirituale che li accompagnava, e quella roccia era il Cristo" (1 Co 10,4). (...)

 
Essendo il Padre il "solo sapiente" (Rm 16,27), il Figlio è la sua sapienza (1 Co 1,24), poiché "Cristo è la forza e la sapienza di Dio". Ora, è ricevendo lo Spirito di sapienza che possediamo il Figlio e acquistiamo in lui la sapienza (...). Il Figlio è la vita, ha detto: "Io sono la vita" (Gv 14,6); ma si dice che siamo vivificati dallo Spirito, infatti Paolo scrive: "colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi" (Rm 8,11). Ma quando siamo vivificati dallo Spirito, è Cristo che è nostra vita (...): "Non son più io che vivo, ma Cristo vive in me" (Ga 2,20).

 
Quando c'è nella santa Trinità tale corrispondenza e unità, chi potrebbe separare il Figlio dal Padre, lo Spirito dal Figlio o dal Padre? (...) Il mistero di Dio non è dato alla nostra mente con spiegazioni dimostrative, ma nella fede e nella preghiera piena di rispetto.



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