Commento diSan Giovanni Crisostomo (ca 345-407) - « Se non vedete segni e prodigi, voi non credete »/ Aaltrodall' Imitazione di Cristo, - « Se non vedete segni e... »

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Mar 15, 2026, 5:14:27 PM (7 days ago) Mar 15
to Innamorati della lode

 


 
PREGHIERA PER LA QUARESIMA

 
Eccomi davanti a Te!
Eccomi inginocchiato davanti al tuo altare.
Io sono polvere e cenere,
io sono colpa e peccato...
 
Come potrò parlare a Te, Signore,
accostarmi alla tua mensa,
ricevere la tua divina maestà in me?
Tu richiedi un cuore puro, umile: io ti porto
un cuore superficiale, pieno di peccati, freddo....
 
Ma se Tu non vieni in me, che cosa sarà di me?
Vieni, Signore Gesù, non guardare i miei peccati: 
perdonami e fammi nuovo.


(Beato Contardo Ferrini)

 
 
Salmo 29
 
Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato.
 
Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato
e non hai permesso ai miei nemici di gioire su di me.
Signore, hai fatto risalire la mia vita dagli inferi,
mi hai fatto rivivere perché non scendessi nella fossa.
Cantate inni al Signore, o suoi fedeli,
della sua santità celebrate il ricordo,
perché la sua collera dura un istante,
la sua bontà per tutta la vita.
Alla sera è ospite il pianto
e al mattino la gioia.
 
Ascolta, Signore, abbi pietà di me,
Signore, vieni in mio aiuto!
Hai mutato il mio lamento in danza,
Signore, mio Dio, ti renderò grazie per sempre.
 
Canto al Vangelo (Am 5,14)
Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!
Cercate il bene e non il male, se volete vivere,
e il Signore sarà con voi.
Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!
 
Vangelo Gv 4,43-54
Va’, tuo figlio vive.
 
- Lunedì della IV Settimana di Quaresima -
 
at  Vangelo di Gesù Cristo secondo San Giovanni  (4, 43-54).
 
 
In quel tempo,
Gesù partì [dalla Samarìa] per la Galilea. Gesù stesso infatti aveva dichiarato che un profeta non riceve onore nella propria patria.
Quando dunque giunse in Galilea, i Galilei lo accolsero, perché avevano visto tutto quello che aveva fatto a Gerusalemme, durante la festa; anch’essi infatti erano andati alla festa.
Andò dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l’acqua in vino.
Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e gli chiedeva di scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire.
Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Il funzionario del re gli disse:
«Signore, scendi prima che il mio bambino muoia».
Gesù gli rispose: «Va’, tuo figlio vive».
Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino.
Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli:
«Tuo figlio vive!».
 Volle sapere da loro a che ora avesse cominciato a star meglio.
Gli dissero:
«Ieri, un’ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato».
Il padre riconobbe che proprio a quell’ora Gesù gli aveva detto:
«Tuo figlio vive», e credette lui con tutta la sua famiglia.
Questo fu il secondo segno, che Gesù fece quando tornò dalla Giudea in Galilea.
Parola del Signore

 
Meditazione
 
San Giovanni Crisostomo (ca 345-407)
sacerdote ad Antiochia poi vescovo di Costantinopoli,
dottore della Chiesa
 
Discorsi su Giovanni, 35
 
 « Se non vedete segni e prodigi, voi non credete »
 

Se non vedete segni e prodigi, voi non credete”. Sembra che il funzionario del re non creda che Gesù abbia la potenza di risuscitare i morti: “Scendi prima che il mio bambino muoia”. Sembra credere che Gesù ignori la gravità della malattia di suo figlio. Per questo Gesù gli fa questo rimprovero, per mostragli che i miracoli sono compiuti soprattutto per guadagnare e salvare le anime. Per cui Gesù guarisce il padre, malato nello spirito, non meno di suo figlio malato nel corpo, per insegnarci che occorre andare a lui non a motivo dei miracoli, bensì per il suo insegnamento, che è confermato dai miracoli. Egli infatti opera miracoli non per i credenti, ma per gli increduli. (...)


Tornato a casa “credette, lui con tutta la sua famiglia”. Coloro che non hanno visto né sentito Gesù (...) credono in lui. Quale insegnamento possiamo trarre da questo fatto? Occorre credere senza esigere miracoli. Non bisogna esigere da Dio prove della sua potenza. Ai nostri giorni, quanti sono coloro che amano di più Dio quando il figlio o la moglie hanno ricevuto qualche sollievo nella malattia! Anche se i nostri desideri non sono esauditi, occorre perseverare lo stesso nell’azione di grazie e nella lode, rimanendo uniti a Dio, nell’avversità come nella prosperità.


Altro:


Meditazione 
 
Dall' Imitazione di Cristo
trattato spirituale del XV secolo
IV, 18

« Se non vedete segni e prodigi, voi non credete »
 
      "Colui che pretende di conoscere la maestà di Dio, sarà schiacciato dalla grandezza di lui" (Pr 25,27 Vulg.). Dio può fare cose più grandi di quanto l'uomo possa capire (...); da te si esigono fede e schiettezza di vita, non una conoscenza universale. Tu, che non riesci a conoscere e a comprendere ciò che sta più in basso di te, come potresti capire ciò che sta sopra di te? Sottomettiti a Dio, sottometti la ragione alla fede, e ti sarà data la luce necessaria.

     Taluni subiscono forti tentazioni circa la fede e il santo Sacramento; può essere un suggerimento del nemico. Non soffermarti sui dubbi che il demonio t'ispira, non discutere con i pensieri che ti suggerisce. Credi, invece alla parola di Dio; affidati ai santi e ai profeti, e fuggirà da te l'infame nemico. Che il servo di Dio sopporti tali cose, è spesso utile assai. Il diavolo non sottopone alle tentazioni quelli che non hanno fede, né i peccatori, che ha già sicuramente in sua mano; egli tenta, invece, tormenta, in vario modo, le persone credenti e devote.

      Procedi, dunque, con schietta e ferma fede; accostati a Lui con umile venerazione. Rimetti tranquillamente a Dio, che tutto può, quanto non riesci a comprendere: Iddio non ti inganna; mentre si inganna colui che confida troppo in se stesso. Dio cammina accanto ai semplici, si rivela agli umili, "La tua parola nel rivelarsi illumina, dona saggezza ai semplici" (Sal 119,130), apre la mente ai puri di cuore; e ritira la grazia ai curiosi e ai superbi. La ragione umana è debole e può sbagliare, mentre la fede vera non può ingannarsi. Ogni ragionamento, ogni nostra ricerca deve andare dietro alla fede; non precederla, né combatterla.

 


 
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