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PREGHIERA PER LA
QUARESIMA
Eccomi davanti a Te! Eccomi
inginocchiato davanti al tuo altare. Io sono polvere e
cenere, io sono colpa e peccato...
Come potrò parlare a Te,
Signore, accostarmi alla tua mensa, ricevere la tua divina
maestà in me?
Tu richiedi un cuore puro, umile:
io ti porto un cuore superficiale, pieno di peccati,
freddo....
Ma se Tu non vieni in me, che cosa
sarà di me? Vieni, Signore Gesù, non guardare i miei
peccati:
perdonami e fammi
nuovo.
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Salmo 29
Ti esalterò, Signore, perché mi
hai risollevato.
Ti esalterò, Signore, perché mi hai
risollevato
e non hai permesso ai miei nemici di gioire su di
me.
Signore, hai fatto risalire la mia vita dagli
inferi,
mi hai fatto rivivere perché non scendessi nella
fossa.
Cantate inni al Signore, o suoi
fedeli,
della sua santità celebrate il
ricordo,
perché la sua collera dura un
istante,
la sua bontà per tutta la
vita.
Alla sera è ospite il
pianto
e al mattino la gioia.
Ascolta, Signore, abbi pietà di
me,
Signore, vieni in mio
aiuto!
Hai mutato il mio lamento in
danza,
Signore, mio Dio, ti renderò grazie per
sempre.
Canto al Vangelo (Am
5,14)
Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di
Dio!
Cercate il bene e non il male, se volete
vivere,
e il Signore sarà con voi.
Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di
Dio!
Vangelo Gv
4,43-54
Va’, tuo figlio
vive. |
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- Lunedì
della IV Settimana di Quaresima
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at Vangelo di Gesù Cristo
secondo San Giovanni (4,
43-54).
In quel
tempo,
Gesù partì [dalla Samarìa] per la Galilea.
Gesù stesso infatti aveva dichiarato che un profeta non riceve onore
nella propria patria.
Quando dunque giunse in Galilea, i Galilei
lo accolsero, perché avevano visto tutto quello che aveva fatto a
Gerusalemme, durante la festa; anch’essi infatti erano andati alla
festa. Andò dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva
cambiato l’acqua in vino.
Vi era un funzionario del re, che aveva un
figlio malato a Cafàrnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla
Giudea in Galilea, si recò da lui e gli chiedeva di scendere a
guarire suo figlio, perché stava per morire. Gesù gli disse: «Se
non vedete segni e prodigi, voi non credete». Il funzionario del re
gli disse:
«Signore, scendi prima che il mio bambino
muoia».
Gesù gli rispose: «Va’, tuo figlio
vive».
Quell’uomo credette alla parola che Gesù
gli aveva detto e si mise in cammino. Proprio mentre scendeva,
gli vennero incontro i suoi servi a dirgli:
«Tuo figlio vive!».
Volle sapere da loro a che ora avesse
cominciato a star meglio.
Gli dissero:
«Ieri, un’ora dopo mezzogiorno, la febbre
lo ha lasciato».
Il padre riconobbe che proprio a quell’ora
Gesù gli aveva detto:
«Tuo figlio vive», e credette lui con tutta
la sua famiglia. Questo fu il secondo segno, che Gesù fece
quando tornò dalla Giudea in Galilea.
Parola del
Signore |
Meditazione San Giovanni Crisostomo (ca 345-407) sacerdote ad Antiochia poi vescovo di Costantinopoli, dottore della Chiesa Discorsi su Giovanni, 35 |
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« Se non vedete segni e prodigi, voi non credete »
“Se
non vedete segni e prodigi, voi non credete”. Sembra che il
funzionario del re non creda che Gesù abbia la potenza di
risuscitare i morti: “Scendi prima che il mio bambino muoia”.
Sembra credere che Gesù ignori la gravità della malattia di suo
figlio. Per questo Gesù gli fa questo rimprovero, per mostragli che
i miracoli sono compiuti soprattutto per guadagnare e salvare le
anime. Per cui Gesù guarisce il padre, malato nello spirito, non
meno di suo figlio malato nel corpo, per insegnarci che occorre
andare a lui non a motivo dei miracoli, bensì per il suo
insegnamento, che è confermato dai miracoli. Egli infatti opera
miracoli non per i credenti, ma per gli increduli. (...)
Tornato
a casa “credette, lui con tutta la sua famiglia”. Coloro che non
hanno visto né sentito Gesù (...) credono in lui. Quale
insegnamento possiamo trarre da questo fatto? Occorre credere senza
esigere miracoli. Non bisogna esigere da Dio prove della sua potenza.
Ai nostri giorni, quanti sono coloro che amano di più Dio quando il
figlio o la moglie hanno ricevuto qualche sollievo nella malattia!
Anche se i nostri desideri non sono esauditi, occorre perseverare lo
stesso nell’azione di grazie e nella lode, rimanendo uniti a Dio,
nell’avversità come nella prosperità.
Altro:
Meditazione Dall' Imitazione di Cristo trattato spirituale del XV secolo IV, 18 |
« Se non vedete segni e
prodigi, voi non credete »
"Colui che
pretende di conoscere la maestà di Dio, sarà schiacciato dalla
grandezza di lui" (Pr 25,27 Vulg.). Dio può fare cose più grandi di
quanto l'uomo possa capire (...); da te si esigono fede e
schiettezza di vita, non una conoscenza universale. Tu, che non
riesci a conoscere e a comprendere ciò che sta più in basso di te,
come potresti capire ciò che sta sopra di te? Sottomettiti a Dio,
sottometti la ragione alla fede, e ti sarà data la luce necessaria.
Taluni subiscono forti tentazioni
circa la fede e il santo Sacramento; può essere un suggerimento del
nemico. Non soffermarti sui dubbi che il demonio t'ispira, non
discutere con i pensieri che ti suggerisce. Credi, invece alla
parola di Dio; affidati ai santi e ai profeti, e fuggirà da te
l'infame nemico. Che il servo di Dio sopporti tali cose, è spesso
utile assai. Il diavolo non sottopone alle tentazioni quelli che non
hanno fede, né i peccatori, che ha già sicuramente in sua mano; egli
tenta, invece, tormenta, in vario modo, le persone credenti e
devote.
Procedi, dunque, con
schietta e ferma fede; accostati a Lui con umile venerazione.
Rimetti tranquillamente a Dio, che tutto può, quanto non riesci a
comprendere: Iddio non ti inganna; mentre si inganna colui che
confida troppo in se stesso. Dio cammina accanto ai semplici, si
rivela agli umili, "La tua parola nel rivelarsi illumina, dona
saggezza ai semplici" (Sal 119,130), apre la mente ai puri di cuore;
e ritira la grazia ai curiosi e ai superbi. La ragione umana è
debole e può sbagliare, mentre la fede vera non può ingannarsi. Ogni
ragionamento, ogni nostra ricerca deve andare dietro alla fede; non
precederla, né
combatterla. |
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