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Carissima Mamma
Celeste
Carissima Mamma Celeste, accoglici nella Tua casa e fa’
che portiamo nelle nostre case il profumo delle tue
virtù.
Abbiamo bisogno di rifugiarci nelle Tue braccia per
ritrovare il coraggio della fede, per sentire l’ardore del Tuo
Amore.
Abbiamo bisogno delle tue carezze, che possono
sciogliere la durezza del nostro cuore. Possano le nostre
labbra pronunciare il Tuo dolce Nome: Mamma.
So che
ascolterai le mie pene, le mie gioie, le mie delusioni e le mie
speranze. Prendimi per mano e guidami per le vie del mondo e
portami alla fine sul Cuore del Tuo dilettissimo
Figlio.
Resta sempre nel mio cuore e nulla mi
rattristerà. Ti offro tutto me stesso. Accetta questa offerta
e rimani sempre con
me.
Amen
(preghiera tratta dal Libro: "Sulle Orme del
Maestro”)
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Salmo 121
Andremo con gioia alla casa del
Signore.
Quale gioia, quando mi
dissero:
«Andremo alla casa del
Signore!».
Già sono fermi i nostri
piedi
alle tue porte,
Gerusalemme!
Gerusalemme è costruita
come città unita e
compatta.
È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore.
Là sono posti i troni del
giudizio,
i troni della casa di
Davide.
Chiedete pace per
Gerusalemme:
vivano sicuri quelli che ti
amano.
Canto al Vangelo
(Gv 15,4.5)
Alleluia, alleluia.
Rimanete in me e io in voi, dice il
Signore;
chi rimane in me porta molto
frutto.
Alleluia.
Vangelo Gv
15,1-8
Chi rimane in me, e io in lui, porta molto
frutto. |
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- Mercoledì
della V Settimana di Pasqua
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at Vangelo di Gesù Cristo
secondo San Giovanni (15,
1-8).
In quel tempo, disse Gesù ai suoi
discepoli:
«Io sono la vite vera e il Padre mio è
l’agricoltore.
Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo
taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più
frutto.
Voi siete già puri, a causa della parola
che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi.
Come il tralcio non può portare frutto da
se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete
in me. Io sono la vite, voi i tralci.
Chi rimane in me, e io in lui, porta
molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.
Chi non rimane in me viene gettato via come
il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo
bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi,
chiedete quello che volete e vi sarà fatto.
In questo è glorificato il Padre mio: che
portiate molto frutto e diventiate miei
discepoli».
Parola del
Signore |
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Meditazione
Filoteo il Sinaita monaco e
igumeno
del monastero del Roveto
ardente
Capitoli nettici, n. 20,
22 |
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«Senza di me non potete
far nulla »
Attacchiamoci con tutte le forze
a Cristo, contro coloro che si sforzano di continuo di scacciarlo
dall'anima, affinché Gesù non se ne vada (cf Gv 5,13) e si allontani
dai pensieri che sono nel luogo dell'anima. Non è possibile
attaccarci a lui con tutte le forze senza che l'anima si dia della
pena.
Cerchiamo di toccare la sua
vita nella carne, per condurre la nostra con umiltà. Consideriamo la
sua Passione per sopportare quanto ci affligge cercando d'imitarlo.
Gustiamo l'ineffabile decisione che lo fece scendere fino a noi:
quando l'anima ne avrà gustato la dolcezza, conosceremo che il
Signore è buono (cf Sal 34,9). Oltre tutto ciò o piuttosto prima di
tutto ciò, crediamolo, abbiamo una fede incrollabile in ciò che ci
dice, accettiamo ogni giorno ciò che la sua provvidenza ci manda. E
qualsiasi cosa ci porti, accogliamola con azione di grazie, nella
gioia con tutto il cuore, per capire di guardare a Dio solo che
governa l'universo con le ragioni divine della sapienza. Quando
facciamo tutto ciò, allora non ci troviamo certamente molto lontano
da Dio, se è vero che la pietà è una perfezione mai compiuta, come
ha detto uno di quegli uomini che possedevano Dio ed erano perfetti
nello
spirito.
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