IL MIRACOLO DI VICKA E I TANTI MIRACOLI CHE ACCADONO A MEDJUGORJE O INVOCANDO LA REGINA DELLA PACE, il titolo con cui è venerata nel villaggio bosniaco.
Pensavo al cognato della veggente Vicka, Ivo Juric, ex giovane promessa del basket croato che si ammalò di un tumore, in conseguenza del quale gli venne amputata la gamba e da cui è stato già miracolato, dato che gli era stata data la prospettiva di due anni di vita, ma la veggente Vicka ha detto che quando apparirà l’atteso segno sulla collina delle apparizioni, come promesso dalla Madonna la gamba di Ivo ricrescerà miracolosamente. Questo sarà soltanto uno dei tanti miracoli che avverranno in quel frangente. E pensavo dunque a me, con il ‘secondo cervello’, ovvero l’intestino ormai sfatto, non per tumore ma per una serie di conseguenze che ne avevano molto gravemente compromesso il funzionamento. Non riuscivano nemmeno ad agganciare i punti perché era come cucire sull’acqua o su un tessuto marcio. “Non abbiamo mai visto nessuna persona nelle sue condizioni salvarsi. Quando c’è la VAC (un dispositivo che serve a conservare i tessuti vitali) e un paziente è nelle sue condizioni, sappiamo purtroppo quale sarà il suo destino, nonostante facciamo di tutto per salvarlo. Bisogna crederci sempre. Con lei ora sappiamo che ne vale sempre la pena”. Un’oasi intestinale generatasi dal nulla già nel primo intervento è stata l’inizio del miracolo. Questo dicevano per esempio gli infermieri di sala operatoria o anche i medici, il primario, i chirurghi, ognuno costruendo questo concetto con parole proprie.
Se dunque Ivo Juric conoscerà il miracolo di una spettacolare ricrescita, cosa dovrei dire io che ho un intestino completamente rigenerato? Certo ancora più vitale ma meno spettacolare di un arto che ricresce. E quanti miracoli accadono per mezzo e per merito della Madonna? Ne ho visti a centinaia, dell’anima, del corpo, nell’esistenza delle persone. Ora so perché un operatore sanitario appassionato di vecchie serie TV mentre si adoperava nella sistemazione della mia degenza recitava l’introduzione delle puntate di ‘L’uomo da sei milioni di dollari’: “Steve Austin, astronauta. Un uomo vivo per miracolo. Signori lo possiamo ricostruire, abbiamo adeguate conoscenze tecnologiche. Esiste attualmente la possibilità di creare il primo uomo bionico. Steve Austin sarà un essere nuovo. Diverso dagli altri. Migliore? Sì, più forte, più veloce.” Già, perché sono stato beneficiario di un grande miracolo coadiuvato dalla scienza e dalla collaborazione umana, come sono i veri miracoli, ricordando pure il detto ‘Aiutati che Dio t’aiuta’. Il miracolo asseconda spesso una volontà, a meno che esso non sia finalizzato ad altro, magari proprio a risvegliare la Fede, tra le varie eventualità. Non sono un uomo che è stato salvato per come possibile dalla chirurgia, impresa nel mio caso già disperata, ma ho un intestino completamente rigenerato. Non solo, dato che i miracoli sono performanti, mi ritrovo una respirazione nuova. Non ho mai sofferto di problemi respiratori, grazie anche al sano sport e al fatto che non sono un fumatore, tuttavia mi ha sempre flagellato il cosiddetto ‘naso chiuso’, facendo uso minimo ma costante di decongestionanti nasali. Disagio del tutto scomparso e i miei respiri sono cavernosi, sempre profondissimi come non mai. Quante altre cose scoprirò? L’otorino dell’ospedale mi ha detto che ho un udito davvero bionico, in grado di cogliere sfumature vocali e del suono. Intanto non mi stanco di ringraziare le migliaia e migliaia di persone che hanno pregato per me: lettori, conoscenti, amici, parenti. C’è stata una grande mobilitazione. Se una cosa mi preme dal profondo è quella di non tradire mai, e dico MAI, la Vostra fiducia e il vostro attaccamento.
La prima volta che dopo la faticosa fisioterapia ho deciso di fare due passi da solo, sono uscito nel corridoio del reparto, a me sconosciuto, dove ho visto un altarino con Padre Pio e la Madonna di Medjugorje, quella di Tihaljina, della copertina libro di preghiere ‘Pregate, pregate, pregate’, che molti di noi hanno da anni. C’era corrente perché le donne delle pulizie avevano aperto le finestre per favorire un ricambio d’aria e la carta velina delle pagine di una Bibbia portatile avevano preso a sfogliarsi per poi fermarsi saldamente. Mi sono avvicinato e ho letto. Era il Salmo 91:
Tu che abiti al riparo dell'Altissimo e dimori all'ombra dell'Onnipotente, dì al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza, mio Dio, in cui confido»/Egli ti libererà dal laccio del cacciatore, dalla peste che distrugge/Ti coprirà con le sue penne, sotto le sue ali troverai rifugio/La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza; non temerai i terrori della notte, né la freccia che vola di giorno, la peste che vaga nelle tenebre, lo sterminio che devasta a mezzogiorno/Mille cadranno al tuo fianco e diecimila alla tua destra; ma nulla ti potrà colpire/Solo che tu guardi, con i tuoi occhi vedrai il castigo degli empi/Poiché tuo rifugio è il Signore e hai fatto dell'Altissimo la tua dimora non ti potrà colpire la sventura, nessun colpo cadrà sulla tua tenda/Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi/Sulle loro mani ti porteranno perché non inciampi nella pietra il tuo piede/Camminerai su aspidi e vipere, schiaccerai leoni e draghi/Lo salverò, perché a me si è affidato; lo esalterò, perché ha conosciuto il mio nome/Mi invocherà e gli darò risposta; presso di lui sarò nella sventura, lo salverò e lo renderò glorioso/Lo sazierò di lunghi giorni e gli mostrerò la mia salvezza.
La Regina delle Grazie e della buona ventura, ovvero la Madonna, non è avara, ma arde di concederci molto di più di quanto osiamo chiedere. Quando ciò non accade dobbiamo interrogarci sulla nostra Fede, su un presunto rapporto utilitaristico e remunerativo della nostra Fede, mentre essa esige un abbandono totale, l’amore per l’amore, il vivere di amore, che deve operare in tanti aspetti della nostra esistenza, che riveste ciò che facciamo, in cui siamo impegnati, e ancora di più si riversa sul nostro prossimo, senza calcoli. Viviamo l’amore senza pensare di meritare o meno e vedremo i frutti abbondare sull’albero della nostra vita. La Madonna piuttosto dice ‘siete lontani’ nell’ultimo messaggio del 25 maggio 2024 a Marija. Se si è lontani non si possono accogliere le grazie, perché esse finirebbero per inorgoglire, per fare danni senza averne coscienza, un po’ come avviene in soggetti che vincono grandi somme alla lotteria, che hanno capito tutto e sanno cosa fare, e poi vanno in disgrazia, mandando pure in malora la famiglia: un classico dei nostri tempi. Dobbiamo saper dare e ricevere senza bilancia, senza calcoli. Dobbiamo imparare da Giobbe. Dobbiamo sapere che per amore siamo stati generati e per il sacrificio di Cristo riconciliati, liberi dalle conseguenze del peccato, e dunque dai sensi di colpa, purché riconosciamo nell’amore l’unica cosa che ‘esiste’, infatti ciò che è contrario all’amore è assenza, vuoto. Satana odia la Madonna perché la creatura più umile e pura tra i viventi è stata rivestita di Grazia, e Satana, un angelo, un essere ‘superiore’ decaduto, non può sopportare questo. Se riconosciamo tutto ciò e viviamo con umiltà si aprono davvero prospettive nuove.