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Giorno del Ricordo 2026: Napoli commemora le vittime delle
Foibe e l’esodo giuliano-dalmata al Real Bosco di Capodimonte
Si è tenuta questa mattina, presso il Real Bosco di Capodimonte,
la cerimonia solenne in occasione del Giorno del Ricordo
Data pubblicazione:
10 Febbraio 2026
Descrizione
Si è tenuta questa mattina, presso il Real Bosco di Capodimonte,
la cerimonia solenne in occasione del Giorno del Ricordo, per
onorare la memoria delle vittime delle foibe e degli esuli
istriani, fiumani e dalmati.
Il luogo scelto per la deposizione della corona d’alloro non è
casuale: il Real Bosco ha ospitato per anni uno dei principali
Centri Raccolta Profughi (CRP) della città, diventando un simbolo
indelebile dell’accoglienza napoletana e della sofferenza di
migliaia di italiani costretti ad abbandonare le proprie terre nel
secondo dopoguerra.
Alla cerimonia hanno preso parte, la Vicesindaco Laura Lieto,
Diego Lazzarich, dell'Associazione Nazionale Venezia-Giulia e
Dalmazia con i rappresentanti delle associazioni degli esuli e il
Prefetto di Napoli, Michele di Bari.
- Le dichiarazioni della Vicesindaco Laura Lieto
"Napoli è una città che ricorda. Questo è un posto speciale perché
non tutti sanno che Capodimonte fu il primo rifugio della diaspora
dalmata-istriana che fece seguito alla tragedia delle foibe e al
conflitto, appunto, che ci fu tra Jugoslavia e popolazione
italiana che era localizzata in Istria, nel Quarnaro e nella
Venezia Giulia. Questo è stato un luogo che ha accolto queste
famiglie che poi si sono naturalizzate napoletane. Fu un campo
proprio nella zona in cui oggi ci troviamo; abbiamo delle
ricostruzioni storiche molto accurate di come questo luogo
meraviglioso fu lo spazio di accoglienza di queste persone. E
quindi Napoli è una città dell’accoglienza sicuramente, ma anche
una città che ricorda e che vuole testimoniare rispetto a un
evento storico estremamente controverso, la cui attribuzione è
stata oggetto di grandi dibattiti e grandi conflitti nel nostro
Paese. Ebbene, in un momento difficile come quello attuale, che
tutti noi ci facciamo carico di ricordare innanzitutto le vittime"
- Diego Lazzarich, dell'Associazione Nazionale Venezia-Giulia e
Dalmazia
"Il 10 febbraio è esattamente la data in cui nel '47 fu siglato un
trattato che segnò la fine e la cessione dei territori della
Venezia Giulia e Dalmazia dall'Italia alla Jugoslavia e la fine di
una tragedia che era quella delle Foibe. Però, per certi versi, la
chiusura di una pagina tragica poi aprì una ulteriore pagina
drammatica e tragica, che era quella di un esodo di circa 300.000
persone che si sparse per tutto il territorio. Molte migliaia
arrivarono anche a Napoli, dove c’erano sette dei 109 campi
profughi. Quindi Napoli fu una città che accolse, che accolse
nonostante la difficoltà. Stiamo facendo un lento recupero della
memoria, difficile per certi versi, doveroso per altri; difficile
anche perché molti dei testimoni di quelle vicende direttamente
non ci sono più. Nonostante questo ci stiamo impegnando con il
Comune, con le istituzioni. Abbiamo messo una targa nel 2016; nel
2023 abbiamo intitolato una strada della città che era transitata
tutti i giorni dai profughi: Largo Esuli Istria, Fiume e Dalmazia.
Insomma, un recupero difficile al quale però stiamo lavorando
insieme all’Amministrazione Comunale"
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