Moltissime informazioni:
http://www.o-presebbio.com/
(ottimo sito)
Storia:
http://www.artnapoli.it/Sezioni/storia_presepe.html
http://www.rivistaprometheus.it/rivista/i15/presepi.htm
http://www.ndonio.it/Napoli%20Presepe.htm
http://www.presepi.it/trad_reg/napoletano.html
http://www.alenapoli.org/rubriche/presepe.htm
http://www.campnet.it/aldodegioia/libro9.htm
qualcosa su:
http://www.napolichespettacolo.it/curiosit%C3%A0.htm
Cosa si puo' visitare:
http://www.napolichespettacolo.it/s.gregorio%20armeno.htm
http://www.ospitalitalia.it/cultura_scheda.php.id.3710/Campania/NA/Napoli/Mercato_dei_presepi.html
http://www.portanapoli.com/Ita/Cultura/body_presepe_napoletano.html
http://www.portanapoli.com/Ita/luoghi/body_via-san-gregorio-armeno.html
Fotografie:
http://www.spaghettitaliani.com/Articoli4/ArticoloPresepiFoto.htm
http://www.foto.portanapoli.com/presepe.html
I personaggi del presepe napoletano:
http://www.presepenapoletano.it/rivista/n2/sarcone.htm
http://www.arteferrigno.it/presepe.asp
Informazioni sullo spettacolo "La cantata dei pastori":
http://www.lastoriadinapoli.it/cultura_pietre_pastori.asp
Canzoni dello spettacolo "La cantata dei pastori":
http://digilander.libero.it/nuovacompagnia/1977b.htm
http://www.medivia.it/inglese/canzoni/DOC412.HTM
Un'associazione:
http://www.presepenapoletano.it/amicipresepe/default.htm
Il negozio piu' importante di Via S. Gregorio Armeno:
Ferrigno
Via S. Gregorio Armeno, 8
081/5523148
http://www.arteferrigno.it/intro.htm
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Presepi viventi in Campania:
(date da verificare)
da
http://spazioinwind.libero.it/presepe/altri.htm
Presepe Vivente di Forino (AV)
Presepe Vivente di Pietralcina (BN)
http://xoomer.virgilio.it/spacific/presepev.htm
Presepe Vivente di Salaparuta (BN)
Presepe Vivente di Torca (NA)
http://www.massalubrense.it/presepeviv.htm
Presepe Vivente di Piedimonte Matese (CE)
Presepe Vivente di Cinquevie di Nola (NA) - Si svolge
nella frazione Piazzolla di Nola il 26 e 27 dicembre.
La manifestazione trae spunto da Francesco d'Assisi e
dai brani evangelici di Luca e Matteo e vi partecipano
200 personaggi in costume d'epoca.
Presepe Vivente di Morcone (BN)
http://www.presepenelpresepe.org/
Presepe Vivente di Foglianise (BN)
La Rappresentazione viene allestita dal 1994 nei suggestivi
casali di Palazzo e Barassano e richiama migliaia di visitatori,
affascinati dalla bellezza dei luoghi.
Presepe Vivente di Torre Annunziata
in...@fotoefatti.com
Altre informazioni da
http://www.alenapoli.org/rubriche/presepe.htm
in particolare:
Tra i tanti presepi viventi che vengono ogni anno allestiti su tutto
il territorio campano vale la pena di ricordare quello di Pimonte,
Lettere ed i due di Massa Lubrense (nelle frazioni di San Francesco e Torca)
in provincia di Napoli, Montoro Inferiore in provincia di Avellino e quello
di
Pietrelcina (paese natale di Padre Pio) in provincia di Benevento che dalla
prima rappresentazione del 2000 sta sempre più riscuotendo grandi consensi.
Tutti hanno un comune denominatore che viene rappresentato nella sera di
Natale,
dopo il tramonto, nei borghi medioevali e stradine di campagna, dove
si crea un'atmosfera molto intima, con costumi e musiche d'epoca
romana: la ricostruzione è molto fedele. I presepi viventi campani
hanno infatti una enorme notorietà.
......
Un'altra passeggiata piacevole la si può effettuare a Vico Equense
dove in frazione San Salvatore nei giorni 27, 28, 29, 30 Dicembre
e 1, 5 e 6 gennaio dalle 18.00 alle 21.00 si potrà assistere ad una
bellissima rappresentazione vivente del presepe.
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Presepi in tutta Italia:
http://www.oroincensoemirra.it/
http://www.presepi.it/
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STORIA ARTE PRESEPIALE:
da
http://www.artnapoli.it/Sezioni/storia_presepe.html
Il Presepe Napoletano nasce, come rappresentazione della Natività, nel
1470 per mano dei fratelli Giovanni e Pietro Alemanno. Questo primo
Presepe era formato da figure lignee di grandezza quasi naturale,
prive di accessori che potessero distrarre dall'importanza dell'evento
sacro che rappresentavano, ed erano immagini solenni che invitavano
alla religiosità e alla preghiera.
Nel corso del Cinquecento compaiono i primi mutamenti. In un documento
notarile del 1532 vi è la descrizione di un presepe, con pastori in
terracotta dipinta, realizzato per il nobile Matteo Mastrogiudice da
Sorrento. Troviamo i primi accenni di scenografia con qualche
paesaggio e, oltre al bue ed all'asinello, sempre affiancati alla
Sacra Famiglia, ci sono anche altri animali quale il cane, la capra e
le pecore, due pastori, tre angeli. La struttura del presepe presenta
la grotta in primo piano affiancata da pastori in adorazione ed
Angeli, quindi il sacro monte con altri pastori accompagnati da greggi
ed Angeli in volo che annunciano la buona novella, ed in lontananza il
corteo dei Re Magi. Anche il presepe della cattedrale di Matera e
quello del duomo di Altamura hanno la stessa disposizione, confermando
che quella era la tipologia di struttura diffusa anche nella
provincia. Durante tutto il secolo convissero due tipi di pastori :
quello in legno e quello in terracotta, che diventarono di dimensioni
più piccole, rispetto a quelli quattrocenteschi, verso la fine del
secolo.
E' nella la prima metà del 1600 che incomincia a nascere la figura
dell'artista che si dedica anche alla creazione di pastori. Michele
Perrone fu uno di questi, noto per le sue sculture lignee si dedicò
con notevole successo a questa attività, altrettanto bravi furono i
suoi fratelli Aniello e Donato. Accanto al legno, nella seconda metà
del secolo incominciarono a comparire altre innovazioni, pastori in
cartapesta più piccoli rispetto ai precedenti, ed ancora manichini di
legno con arti snodabili e vestiti di stoffa. Furono proprio questi
manichini di legno snodabili che segnarono la svolta verso il presepe
del 700, anche se spesso continuarono a convivere le due tipologie. Il
committente è, con queste nuove figure, protagonista e parte attiva,
potendo far assumere ai pastori le posizioni che vuole e potendo (in
questo modo) arricchire maggiormente la scena come meglio crede. I
manichini di legno sono snodabili, alcuni dispongono di un incavo per
alloggiarvi la "pettiglia" della testa, altre volte invece la testa è
tutt'uno con il corpo, altri ancora , nel caso di figure femminili,
sono calvi per poter portare parrucche intercambiabili. Questo sarà,
come dicevamo, l'anello di congiunzione con il presepe del 700.
La Natività posta nella grata-stalla, l'Annuncio della buona Novella
ai pastori dormienti, la Taverna con gli avventori che cenano, sono i
tre momenti che domineranno il presepe del 700.
La natività per gran parte del secolo sarà rappresenta a quasi sempre
con la Madonna seduta su di un sasso e San Giuseppe in piedi in una
grotta-stalla, successivamente, anche grazie alle grandi scoperte
archeologiche dei Borbone, le scenografia talune volte diventerà un
rudere di tempio pagano; L'annunciazione invece lasciò poche
interpretazioni da parte degli architetti presepari; La taverna,
invece, fece sbizzarrire non poco, sia gli artisti che i committenti.
L'episodio della taverna è da leggersi, molto probabilmente,
nell'episodio della mancata ospitalità offerta alla Sacra Famiglia,
l'esposizione delle vivande fatta in maniera abbondante nei costumi
dell'epoca dove gli avventori erano allettati ad entrare dinnanzi a
simili viste, ed inoltre l'esposizione adempiva delle prescrizioni
dell'epoca che obbligava gli osti ad esporre le carni fresche. E' in
questo secolo che il presepe napoletano raggiunge il suo più alto
splendore.La meraviglia delle scene costruite con dovizia e ricchezza
di particolari, la plasticità dei volti dei pastori, creavano nei
visitatori diletto e meraviglia. Il presepe di questo secolo è un
nuova forma di spettacolo dove troviamo spaccati di vita quotidiana
che riflettono la cultura dell'epoca, gli storpi e i diseredati
rappresentati non senza sarcasmo, l'opulenza dei nobili orientali e
delle loro corti a simboleggiare i privilegi dei nobili, l'osteria con
l'avventore e l'oste a rappresentare la bonomia del popolo . Il tutto
con una ricchezza inaudita attraverso sete e stoffe, gioielli, ori ed
argenti che dovevano dimostrare il proprio status socio-economico.
Luoghi di queste rappresentazioni non furono solo le chiese ma anche
le stanze dei privati, chiaramente più facoltosi, che attiravano un
pubblico numeroso e di ogni estrazione sociale.
Tra le collezioni private più importanti non si può non ricordare
quella del principe Emanuele Pinto, che ricevette perfino la visita
della Viceregina austriaca . Di questo presepe il Napoli-Signorelli ci
descrive più di altra cosa la magnificità del corteo dei Re Magi. Il
principe di Ischitella, fu un grande collezionista di presepi. Ne
aveva di ogni materiale e disposti in ogni stanza del suo palazzo, che
andavano a sommarsi a quello grande. Nel tempo, però, il grande
presepe del principe Pinto non restò l'unico da ammirare nella città.
A questo se ne aggiunsero degli altri come quello reale. Tutto ciò,
però, non può che indurci alla riflessione che il presepe stava via
via perdendo la sua misticità per trasformarsi sempre di più in una
rappresentazione profana diretta ad affermare, anch'esso il prestigio
della famiglia.
Il tutto, però, alla fine del secolo incominciò a finire, infatti le
collezioni private incominciarono a smembrarsi, come testimonia il
Napoli-Signorelli. Il principe Emanuele Pinto fu costretto ad
impegnare i gioielli dei Re Magi e gli ori delle popolane per far
fronte ad una momentanea carenza di liquidità. Quando pio finirono
anche gli ultimi presepari discepoli dei grandi maestri il presepe
napoletano iniziò il suo inesorabile declino, i grandi presepi
andarono scomparendo e si predilessero quelli più piccoli, quasi a
voler dimostrare che i pastori napoletani, data la loro pregiata
fattura, potevano magnificamente esistere senza quelle scene che
avevano contribuito a renderli famosi in tutto il mondo.