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Forino (AV): Partito il conto alla rovescia per il Carnevale di Forino 2019
16/01/2019
bassairpinia.it ATTUALITA', CULTURA e MANIFESTAZIONI, EVIDENZA,
IRPINIA
Il carnevale di Forino si festeggia similmente ai paesi confinanti. Si
distinguono nella tradizione forinese: la Zeza con i mestieri, la storia di
Carnevale, la Zingaresca, il Carcere di Pulcinella, e il ballo ‘o intreccio
o quantomeno anni fa così era. Attualmente la rappresentazione che nella
Terra dei Sette Colli, e’ sopravvissuta all’ incidere del tempo e’ la “Zeza”.
La” Zeza” è tipica di tutti i paesi dell’Irpinia e della Campania in
generale, essa da paese a paese può cambiare il nome dei personaggi e le
battute dei dialoghi, ma ha alla base sempre lo stesso canovaccio. Come è
noto l’azione si avvale di quattro personaggi principali: Pulcinella, sua
moglie Zeza, da cui deriva il nome dell’intera rappresentazione, la loro
figlia Vicenzella e don Nicola, pretendente della mano di Vicenzella. La
storia narra delle vicende di Pulcinella, padre geloso e tanto innamorato
della figlia che non vuole farla sposare, contrariamente alla moglie Zeza,
donna intrigante e ruffiana, che fa in modo che Vicenzella si incontri e
scambi la promessa di matrimonio con don Nicola dottore (‘o studente) in
legge. La Zeza di Forino è in alcune parti cantata ed in altre recitata, è
accompagnata dalla “banda piccola”, dal “ballo ‘o intreccio” e da vari
“personaggi”. Tutto insieme l’intero gruppo di commedianti e di ballerini ha
costumi e cerchi coloratissimi che li rendono molto caratteristici e
allegri. Accanto ai personaggi della Zeza (Zeza, Pulcinella, Vicenzella, don
Nicola e lo Scrivanotto) ci sono a Forino anche quelli dei mestieri, un
tempo numerosissimi come lo scarparo, il ramaro, ‘o pisciaiuolo, ‘o
castagnaro, ‘o ricuttare, ‘o fravecatore, ‘a capere, l’avvocato, ‘a lattare,
‘o dottore, ‘o primarie, ‘o cardinale, ‘o nutare, ‘o prevete e ‘a lavannare.
Insieme ad essi nel corteo carnevalesco si distinguono il cacciatore, la
donna col fuso, lo scalettaro e le fioraie che regalano mimose e raccolgono
le offerte che gli spettatori donano al gruppo. Caratteristica è anche la
Vecchia di Pulcinella, emblema delle negatività che hanno attraversato la
vita della comunità, la Vecchia infatti è cavalcata da Pulcinella,
contrapposizione che ripropone il contrasto tra Quaresima e Carnevale. Fino
ad alcuni anni fa le trame del Carnevale Forinese seguivano queste strade,
ora però tanto e’ cambiato ma lo stesso ha resistito grazie alla tenacia
della sua frazione Petruro , che conserva nella tradizione il valore del
Carnevale locale. Infatti un capitolo a parte ed oggi per la totalità,
merita la Zeza di Petruro di Forino, organizzata negli ultimi anni dai
Lupetti Petruresi e dal Gruppo Folk Ballo Ndreccio. Ma come nasce questa
tradizione così sentita nella popolosa frazione forinese? La “Zeza “fu
introdotta a Petruro verso la fine dell’800 dal cittadino Alessandro
Padiglione che prese spunto da alcuni testi napoletani. Negli anni ’20 del
Novecento la Mascherata di Petruro venne riproposta a più riprese, senza
però una certa continuità. Tornando ai nostri tempi, o ‘ntreccio, ballo da
cui è stato dato il nome al gruppo folk petrurese, é uno dei simboli più
importanti del Carnevale Irpino. Lo stesso da quattro anni si è unito al
marchio brand CARNEVALE PRINCES che vede l’unione sotto un unico simbolo,
tutti i maggiori e migliori carne iale del Carnevale di Forino ma che allo
stesso tempo conserva la sua peculiarità, senza stravolgerla. A Forino il
conto alla rovescia e’ gia’ partito per un Carnevale che si prospetta
davvero esplosivo. Daniele Biondi