Prime informazioni su: Carnevale di Forino (AV) 2019

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Gino Di Ruberto [GMAIL]

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Feb 6, 2019, 3:20:53 AM2/6/19
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https://www.bassairpinia.it/attualita/forino-av-partito-il-conto-alla-rovescia-per-il-carnevale-di-forino-2019/

Forino (AV): Partito il conto alla rovescia per il Carnevale di Forino 2019

16/01/2019 bassairpinia.it ATTUALITA', CULTURA e MANIFESTAZIONI, EVIDENZA,
IRPINIA

Il carnevale di Forino si festeggia similmente ai paesi confinanti. Si
distinguono nella tradizione forinese: la Zeza con i mestieri, la storia di
Carnevale, la Zingaresca, il Carcere di Pulcinella, e il ballo ‘o intreccio
o quantomeno anni fa così era. Attualmente la rappresentazione che nella
Terra dei Sette Colli, e’ sopravvissuta all’ incidere del tempo e’ la “Zeza”.
La” Zeza” è tipica di tutti i paesi dell’Irpinia e della Campania in
generale, essa da paese a paese può cambiare il nome dei personaggi e le
battute dei dialoghi, ma ha alla base sempre lo stesso canovaccio. Come è
noto l’azione si avvale di quattro personaggi principali: Pulcinella, sua
moglie Zeza, da cui deriva il nome dell’intera rappresentazione, la loro
figlia Vicenzella e don Nicola, pretendente della mano di Vicenzella. La
storia narra delle vicende di Pulcinella, padre geloso e tanto innamorato
della figlia che non vuole farla sposare, contrariamente alla moglie Zeza,
donna intrigante e ruffiana, che fa in modo che Vicenzella si incontri e
scambi la promessa di matrimonio con don Nicola dottore (‘o studente) in
legge. La Zeza di Forino è in alcune parti cantata ed in altre recitata, è
accompagnata dalla “banda piccola”, dal “ballo ‘o intreccio” e da vari
“personaggi”. Tutto insieme l’intero gruppo di commedianti e di ballerini ha
costumi e cerchi coloratissimi che li rendono molto caratteristici e
allegri. Accanto ai personaggi della Zeza (Zeza, Pulcinella, Vicenzella, don
Nicola e lo Scrivanotto) ci sono a Forino anche quelli dei mestieri, un
tempo numerosissimi come lo scarparo, il ramaro, ‘o pisciaiuolo, ‘o
castagnaro, ‘o ricuttare, ‘o fravecatore, ‘a capere, l’avvocato, ‘a lattare,
‘o dottore, ‘o primarie, ‘o cardinale, ‘o nutare, ‘o prevete e ‘a lavannare.
Insieme ad essi nel corteo carnevalesco si distinguono il cacciatore, la
donna col fuso, lo scalettaro e le fioraie che regalano mimose e raccolgono
le offerte che gli spettatori donano al gruppo. Caratteristica è anche la
Vecchia di Pulcinella, emblema delle negatività che hanno attraversato la
vita della comunità, la Vecchia infatti è cavalcata da Pulcinella,
contrapposizione che ripropone il contrasto tra Quaresima e Carnevale. Fino
ad alcuni anni fa le trame del Carnevale Forinese seguivano queste strade,
ora però tanto e’ cambiato ma lo stesso ha resistito grazie alla tenacia
della sua frazione Petruro , che conserva nella tradizione il valore del
Carnevale locale. Infatti un capitolo a parte ed oggi per la totalità,
merita la Zeza di Petruro di Forino, organizzata negli ultimi anni dai
Lupetti Petruresi e dal Gruppo Folk Ballo Ndreccio. Ma come nasce questa
tradizione così sentita nella popolosa frazione forinese? La “Zeza “fu
introdotta a Petruro verso la fine dell’800 dal cittadino Alessandro
Padiglione che prese spunto da alcuni testi napoletani. Negli anni ’20 del
Novecento la Mascherata di Petruro venne riproposta a più riprese, senza
però una certa continuità. Tornando ai nostri tempi, o ‘ntreccio, ballo da
cui è stato dato il nome al gruppo folk petrurese, é uno dei simboli più
importanti del Carnevale Irpino. Lo stesso da quattro anni si è unito al
marchio brand CARNEVALE PRINCES che vede l’unione sotto un unico simbolo,
tutti i maggiori e migliori carne iale del Carnevale di Forino ma che allo
stesso tempo conserva la sua peculiarità, senza stravolgerla. A Forino il
conto alla rovescia e’ gia’ partito per un Carnevale che si prospetta
davvero esplosivo. Daniele Biondi

Gino Di Ruberto [GMAIL]

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Feb 22, 2019, 5:41:31 AM2/22/19
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http://www.salutidaforino.it/sdForino_0059.htm

Il Carnevale Forinese

Il carnevale di Forino si festeggia similmente ai paesi confinanti. Si
distinguono nella tradizione forinese: la Zeza con i mestieri, la storia di
Carnevale, la Zingaresca, il Carcere di Pulcinella, e il ballo ‘o intreccio.
La “Zeza” è una rappresentazione tipica di tutti i paesi dell’Irpinia e
La storia di Carnevale
Essa è una scenetta in cui si rappresenta il processo a Carnevale e la sua
condanna a stare in casa senza mangiare e bere e consegnare le chiavi della
dispensa. Carnevale rassegnato accetta la sentenza del Giudice però prima
vuole dare in sposa la sua figlia che è ancora zitelluccia. A contendersi
la povera Zitelluccia sono ‘o Paglietto e ‘o Scrivanotto, ma sarà Pulcinella
ad averla in moglie perché (il testo recita…) “come sempre accade il terzo
goderà”.
La Zingaresca
E’ un canto d’amore tra Pulcinella e la Zingara.
Il carcere di Pulcinella
E’una brevissima rappresentazione in cui il Giudice camminando intorno al
carcere formato dai ballerini dell’intreccio, con a seguito Zeza, Vicenzella
ed altri personaggi, legge degli articoli con cui libera Pulcinella dalla
prigione.

La Zeza di Petruro di Forino

Un capitolo a parte merita la Zeza di Petruro di Forino, organizzata negli
ultimi anni dai Lupetti Petruresi. Ma come nasce questa tradizione così
sentita nella popolosa frazione forinese? La Zeza fu introdotta a Petruro
verso la fine dell’800 dal cittadino Alessandro Padiglione che prese spunto
da alcuni testi napoletani. Negli anni ’20 del Novecento la Mascherata di
Petruro venne riproposta a più riprese, senza però una certa continuità.
Tornando ai nostri tempi, o 'ntreccio, ballo da cui è stato dato il nome al
gruppo folk petrurese, é uno dei simboli più importanti del Carnevale
Irpino.

E’ un ballo processionale, che prevede appunto l' intreccio di cerchi
decorati con nastri variopinti, che creano un effetto particolare ed unico.
La velocità dell' intreccio é vertiginosa e continua, alimentata dalla
tarantella forinese, e cioè la Martignanese, che per tradizione si suona
ancora oggi il Lunedì in Albis durante la tradizionale gita fuori porta in
località Martignano. Il gruppo folk é formato da più di 40 persone tra
ballerini, musicisti e personaggi tipici del Carnevale forinese (Pulcinella,
Zeza, Don Nicola, Scrivanotto, Vicenzella, Giudice, Scignasbruvignata, ect
ect). I personaggi principali di questa farsa sono quattro: don Nicola, lo
studente calabrese; Zeza, la madre ruffiana; Pulcinella, il padre e la
figlia civetta e innamorata. La rappresentazione, interamente cantata, si
sviluppa tra vari contrasti. Infatti, don Nicola è pazzamente innamorato
della figlia di Pulcinella ma quest’ultimo non vuole che la ragazza si
sposi. Zeza, al contrario di suo marito, trama incontri per lo scambio della
promessa di nozze con lo studente; don Nicola, cacciato di casa per l’ennesima
volta, ritorna armato di fucile e spara a Pulcinella tra le gambe. La farsa
si conclude con la costrizione di Pulcinella al consenso delle nozze. Gli
strumenti utilizzati dalla banda musicale, denominata Banda Piccola sono la
ciaramella, la grancassa, il rullante, i piattini e il triccabballacche. Al
fenomeno petrurese si sono interessati anche studiosi di antropologia di
fama internazionale, tanto che una figura rappresentata dalla Zeza petrurese
è stata oggetto di un capitolo del libro Pulcinella - La misteriosa maschera
della cultura europea dell’olandese Hetty Paerl. L’attenzione è posta su Il
carcere di Pulcinella a Petruro di Forino, dove, immortalate le varie fasi
del ballo dal compianto fotografo-antropologo napoletano Gianni Rollin,
viene descritta dettagliatamente questa parte del rituale carnevalesco,
fornendo un'analisi antropologica dei significati di questa esibizione,
unica nel suo genere poiché nessun altro gruppo folkloristico la
rappresenta.
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(guarda messaggio precedente
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(guarda messaggio di tre anni fa
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(guarda messaggio di quattro anni fa
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guarda messaggio di sette anni fa
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