Prometeo, Nuovo Teatro Nuovo, 12 dicembre 2010, 14 gennaio, 6 maggio 2011 + 16 gennaio e 8 maggio

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Dec 10, 2010, 3:29:26 AM12/10/10
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(già segnalato nel messaggio
http://groups.google.com/group/infonapoli-newsletter/msg/5f5d0f46b186b006?hl=it
)

Da:
http://www.napoli.com/viewarticolo.php?articolo=36328

Prometeo al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli


Debutterà domenica 12 dicembre 2010 alle ore 18.00, al Nuovo Teatro Nuovo di
Napoli (in replica il 14 gennaio, il 6 maggio e nelle maratone del 16
gennaio e dell’8 maggio), Prometeo, l’assolo con Massimiliano Loizzi,
scritto da Federico Bellini, liberamente ispirato a “Prometeo Incatenato” di
Eschilo.

Il monologo rientra nella sezione Teatro Anatomico, sei focus ad opera di
sei registi su altrettanti personaggi in uno spazio teatrale circoscritto,
all’interno del progetto Fondamentalismo, a cura del direttore artistico
Antonio Latella.

Lo spettacolo è prodotto dal Nuovo Teatro Nuovo di Napoli e si avvale della
co-produzione del Napoli Teatro Festival Italia e della Fondazione Campania
dei Festival, che sostengono l’attività della compagnia stabile nel biennio
2010-2012. Prometeo, secondo il mito, è colui che ha rubato il fuoco agli
dei per donarlo agli uomini.

Per questa colpa Zeus, attraverso i suoi emissari Potere e Forza, lo
incatena ad una roccia ai confini della Terra. La sua colpa è, quindi, la
rivolta, la ribellione; forse per questo molti commentatori scorgono in
Prometeo la figura che in qualche modo anticipa, prefigura, la condizione
umana, quell’antitesi per cui ci troviamo ad essere, per natura,
assoggettati a qualcosa che ci trascende, ci supera.

Prometeo è quindi, sotto un certo punto di vista, il vero paladino degli
uomini; non soltanto ruba per loro, ma addirittura ne condivide l’essenza,
la situazione esistenziale. “Affrontando questo grande mito – si legge in
una nota di Federico Bellini, autore del testo - non sono riuscito a
liberarmi dall’idea, in fondo piuttosto pessimista, che Prometeo non sia che
la vittima di un doppio tradimento, perpetrato da entrambi, per così dire,
gli schieramenti: gli dei da un lato e gli uomini dall’altro”.

Partendo da questa riflessione, in scena si “racconta” la storia di un
vinto, uno sconfitto dall’esistenza che, incatenato a una panchina di una
squallida città del Nord Italia, vive ogni giorno il suo deformato rapporto
col mondo. Non è un dio, ma un uomo, che, con lucida follia, riscrive
continuamente la sua relazione con le cose, gli oggetti, le altre persone
incontrate quotidianamente.

Tutto è immaginato, la realtà diventa finzione e viceversa. La sua grande
rivolta è semplicemente sostare in quella panchina, fermo, senza aspettare
che un salvatore possa liberarlo da quella condizione. Un uomo che, come
unico vero interlocutore, può avere soltanto quel dio con cui è, appunto, in
naturale antitesi, il dio traditore e sconosciuto che permette il sopruso,
la disuguaglianza, l’ingiustizia; tutte deviazioni dall’umano che trovano
proprio negli uomini, gli altri grandi traditori, degli appassionati
sostenitori.

Prometeo, regia Pierpaolo Sepe
Napoli, Nuovo Teatro Nuovo
domenica 12 dicembre 2010
Inizio rappresentazione ore 18.00
Info e prenotazioni tel 081 4976267 - Email: botte...@nuovoteatronuovo.it

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