"O Si è Assunti In Cielo O Si Precipita", mostra di arte contemporanea, Galleria PrimoPiano, Via Foria 118, Napoli, 19 marzo - 2 maggio 2011

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Mar 20, 2011, 1:09:18 PM3/20/11
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http://www.eventiesagre.it/Eventi_Mostre/21049392_O+Si+e+Assunti+In+Cielo+O+Si+Precipita.html

O Si è Assunti In Cielo O Si Precipita.
Mostra arte contemporanea Napoli
dal 19/03/2011 ore 19.00
al 02/05/2011 ore 19.00

Dove:

Via Foria 118
Napoli (NA)


Fonte:
Idraincoming

L'estate forse di Luigi Grassi
Bianco _ Cold Landscapes di Massimo Pastore
Antonella Raio guest artist

Vernissage: sabato 19 marzo 2011 h 19 - 23
Galleria PrimoPiano Via Foria 118 Napoli

Visiting: martedì - venerdì dalle 15:30 alle 19 - sabato e domenica su
appuntamento

La galleria PrimoPiano è lieta di presentare la doppia personale dei
fotografi/artisti Massimo Pastore e Luigi Grassi con la partecipazione di
Antonella Raio (scultura), in un progetto curatoriale di Antonio Maiorino.
Commento musicale originale composto da Mario Petrecca.

Accade, raramente, che un comune sentire si trasformi in Manifesto latente -
meraviglioso ossimoro - che ci fa rilevare una linea continua tra artisti
solo apparentemente distanti per formazione, età o mezzi espressivi. Questi
artisti nuovi rompono sovente la tensione epica stabilendo una distanza
critica nel rapporto con la 'storia' e svelando la verità della finzione
narrativa. Qualcosa d'impalpabile sfugge, elementi magici che, sebbene
descritti realisticamente, producono uno straniamento nei destinatari.

Definiti neorealisti magici poiché giocano apertamente con la realtà ben
consapevoli di un'impossibilità di compiutezza o totalità, rinunciando
all'organicità, all'arbitrarietà del realismo.

La contemporaneità di diversi protagonisti e delle loro umanità attraverso
la performance solipsistica di Pastore nelle opere fotografiche Bianco -
Cold Landscapes , ci riportano ad un parallelismo assurdo e casuale, con
probabili punti di incontro che solcano la stessa traccia dell'assurdo e del
volutamente reale. Un pendolarismo temporale ci conduce a personaggi che
vivono o non vivono più, che non avrebbero mai potuto contemporaneamente
essere in quel luogo. Sebbene nelle storie esposte ci siano indubbie
relazioni tra i personaggi esse scompaiono trasformando il reale in una
serie di monadi e di punti di vista. I soggetti sono lo spazio stesso. Con
la soppressione del tempo oggettivo e traghettando i personaggi all'interno
della psiche il reale si espone in maniera allucinata e bianca dove l'unico
vero ordine è quello analogico del bianco e delle vesti (o di un'unica veste
uguale per tutti). Il continuo sdoppiamento del soggetto è evidentemente non
spiegabile oppure si delinea come onirica ossessione o ancora come analisi
psicologica. Probabile sia dissociazione di un'anima.

Lo sdoppiamento attraversa anche l'opera di Luigi Grassi, L'estate, forse .
Un titolo tutto letterario che è l'incipit di un attraversamento psicologico
del rapporto con il padre. Un'indagine che attinge esplicitamente da
un'elaborazione di punti di vista che si lasciano condurre dalla parola.
Ancora una volta si farà appello al realismo magico kafkiano,
all'inestinguibile fuoco de' La Metamorfosi dove il padre diviene figlio e
il figlio si trasforma in padre in una continua dualità che Grassi sente
propria. La tensione nelle foto di Grassi non è mai data dall'esposizione
del tormento, il conflitto si dirada con magica impalpabile eleganza. Nello
stesso titolo il pendolarismo temporale, l'impossibilità di narrare in
maniera cronologica, l'incapacità di definire una stagione nella sua
pienezza solare.

Nella scultura Il salto , Antonella Raio riprende il tema del doppio, un
narciso che non si ammira più languidamente nello specchio d'acqua ma che
sembra volerlo sfidare. Un giocoliere di memoria donghiana che però non
vuole stupire lo spettatore ma indagare sul proprio io duellando con
l'immagine di un non-io.

La forza di questi artisti è quella di avere manifestamente riportato in
primo piano la necessità di una narrazione composita non scomposta,
un'avanguardia che ritrova in antichi dimenticati maestri un punto di
partenza utilizzando tecniche e mezzi contemporanei, senza timore di essere
tacciati di passatismo o di svilimento di una presunta classicità che spesso
la fotografia e la scultura presumono di possedere come elemento ontologico
e immodificabile.

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