VIIa sinfonia di Gustav Mahler, con il maestro Pehlivanian e il clarinettista Luigi Pettrone, Teatro San Carlo, 19 - 28 marzo 2010

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Mar 13, 2010, 1:39:51 AM3/13/10
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http://www.napoli.com/viewarticolo.php?articolo=33193

Luigi Pettrone al San Carlo
Il m° Pehlivanian e la sua orchestra presentano la VII di Gustav Mahler


Napoli - Luigi Pettrone, il noto clarinettista pignatarese, è stato
chiamato al teatro del San Carlo di Napoli per partecipare alla
Settima di Gustav Mahler, la famosa sinfonia che sarà diretta dal m°
Pehlivanian nella città partenopea dal 19 al 28 marzo. Non solo. Il
maestro Pettrone è stato chiamato anche a partecipare, nello stesso
teatro, alla Traviata diretta dal m° Giampaolo Maria Bisanti dal 15 al
23 Aprile.

A detta di molti critici musicali, è noto come la «Sinfonia n. 7 in mi
minore» di Gustav Mahler non è soltanto una composizione ma è una vera
e propria impresa: coordinarne i cinque vasti movimenti, renderne le
sfumature, presuppone un lavoro quasi ciclopico per il maestro
direttore d’orchestra.

Il primo movimento della Settima parte con un Adagio, seguito da una
specie di marcia un po' sibillina che presto acquista quel clima
eroico che potremmo accostare a Wagner anche se qui, in Mahler, come
tratto distintivo c'è anche la punteggiatura delle percussioni, che
sono un vero e proprio spettacolo con tamburelli baschi a volte
addirittura in coppia, con glockenspiel e gong, fruste e altre
amenità, fino a strabiliare nel fragoroso finale con due campane e
addirittura una serie di campanacci.

Ed è proprio quello che all'epoca di questa Sinfonia venne criticato:
l'effetto estremizzato della sinfonia, che risulta oggi gradevole ed
elettrizzante con i suoni del tamburo militare, i piatti e i
tamburelli a dare la sveglia al pubblico. Questa Sinfonia di Mahler ha
come caratteristica quella delle fanfare insistite, come nell’apertura
del secondo movimento, col bellissimo corno cui rispondono prima lo
strumento in sordina e poi i curiosi effetti "col legno" di tutti gli
archi. Una particolare menzione, nel corso della Settima Sinfonia di
Mahler, merita sicuramente l' "Andante amoroso" della seconda
Nachtmusik: il m° Pehlivanian in particolare dovrà far emergere il
suono quasi romantico del violino solo su tutti i carezzevoli archi e,
in questa atmosfera raccolta, verranno così ad emergere tutti i suoni
delicati del mandolino e della chitarra, nella loro splendida serenata
notturna.

I fiati si passano il tema principale in un discorso quasi
cameristico, contenendo le loro sonorità e riservando le tinte forti
per lo Scherzo del terzo tempo, con i timpani che bloccano il discorso
musicale, contrappuntati dagli strumenti gravi e gravissimi come il
controfagotto.

Quasi brutale invece il Finale, con i suoi timpani e le rinnovate
fanfare di fiati: campane, campanacci, bordate di suoni in crescendo,
facendo in modo che il m° Pehlivanian e la sua orchestra si possano
muovere come un mare in tempesta nell’immane ed entusiasmante fatica
musicale.

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