"La guerra spiegata ai poveri", Galleria Toledo, 16 - 21 marzo 2010

0 views
Skip to first unread message

Assistente2

unread,
Mar 17, 2010, 1:44:25 PM3/17/10
to InfoNapoli Newsletter
Da:
http://www.napoli.com/viewarticolo.php?articolo=33300

"La guerra spiegata ai poveri"
Galleria Toledo rende omaggio a Ennio Flaiano


GALLERIA TOLEDO
16 | 21 marzo 2010

In occasione del centenario della nascita di ENNIO FLAIANO,
personalità artistica fra le più inquietanti del secolo scorso.

Tra giornalismo e arte aderì con impulso produttivo alla creazione
cinematografica e teatrale tra gli anni quaranta–settanta offrendo
significativo contributo al movimento culturale del tempo, con
l’apporto di una vivacità corriva e puntigliosa. Le note biografiche
di seguito riportate ne documentano le tappe, secondo uno schematico
ma significativo esame.

DOPPIA EFFE e ARGOT STUDIO
presentano

La guerra spiegata ai poveri

di Ennio Flaiano

regia Francesco Frangipane

Con (in ordine di apparizione)
Luigi Iacuzio Un cantastorie
Massimiliano Giulio Benvenuto Il presidente
Francesco Cutrupi Il ministro della difesa
Vanessa Scalera Il ministro delle pari opportunità
Davide D’Antonio Il cardinale
Arcangelo Iannace Il ministro dell’economia
Francesco Frangipane Un giovane

I potenti in riunione si accordano per definire i dettagli delle
guerre presenti e delle prossime venture; è la storia, purtroppo
realmente accaduta, di un legame sempre più forte fra potere e potere,
che esclude il valore della vita umana. Un giovane obiettore proverà a
capirne i motivi.

La guerra spiegata ai poveri è un sagace testo di Ennio Flaiano del
1946 che, senza nemmeno stupirci troppo, risulta straordinariamente, o
meglio drammaticamente, attuale e che finisce con l’esserlo sempre più
dato l’esponenziale aumento dei conflitti (oggi nel mondo sono in
corso 27 guerre e 10 nazioni sono sull’ orlo di un conflitto, domani
chissà!), direttamente proporzionali all’aumento della stupidità
umana.

Note di regia

Attraverso un’ironica e pungente satira sull’inutilità della guerra e
sull’inettitudine del genere umano, Flaiano ci regala un imbarazzante
manifesto delle nostre (e non solo!) classi politiche dirigenti, che
si affannano a cercare le più assurde e improbabili motivazioni per
convincere (per altro con successo!) un “povero” giovane ad andare in
guerra e, ahimè, per giustificare, in quanto unica possibilità di
essere Storia, la loro assoluta necessità di guerra; quella in corso,
ma soprattutto “…la prossima!...”.

Lo spettacolo inizia con una conferenza stampa in cui si annuncia
l’imminente entrata in guerra, prosegue in una camera di consiglio in
cui i principali rappresentanti politici e istituzionali (il
presidente, il ministro dell’economia, il ministro della difesa, il
ministro delle pari opportunità e un rappresentante ecclesiastico),
discutono animatamente modalità e strategie belliche ed elencano, come
un vero e proprio “manifesto”, le giuste ragioni della guerra …

Note biografiche

Ennio Flaiano nacque a Pescara nel 1910.

Esordì nel giornalismo come critico cinematografico e teatrale.
Tra narrativa e cinema, la sua attività d’autore.

Il romanzo - Tempo di uccidere, ispirato alla sua stessa esperienza
vissuta in veste di sottotenente durante la campagna d’Africa del
1947 - vinse il Premio Strega (Giuliano Montaldo ne realizzò una
versione cinematografica nel 1989).

Nel 1956 fu pubblicato Diario notturno, nel 1959 Una e una notte
(entrambi Bompiani) ; nel 1960 Un marziano a Roma (Einaudi); nel 1970
Il gioco e il massacro (Rizzoli) cui fu attribuito il premio
Campiello; nel 1971 Un marziano a Roma (Einaudi), Le ombre bianche
(Rizzoli) ne1 1972.

Postumi, infine, andarono alle stampe diciotto volumi, tra i quali
anche due testi cinematografici: Progetto Proust (Bompiani) e Tonio
Kroger (Manni). Quasi tutte le opere citate, con l'aggiunta di
inediti, confluirono nei due volumi delle Opere (Classici
Bompiani),pubblicati nel 1988 e 1990.

Per il teatro scrisse La Donna nell’armadio, Il caso Papaleo e Un
marziano a Roma.

Prestò opera per il cinema come autore di soggetti e sceneggiature,
collaborando con i maggiori registi del tempo(de Sica, Antonioni,
Blasetti, Fellini..) per film indimenticabili : Luci del varietà,
Giulietta degli spiriti, Ladri di biciclette , I Vitelloni, Lo Sceicco
bianco, La Strada, La dolce vita, Le Notti di Cabiria, Otto e mezzo.

Di se stesso scrisse:

« …Roma è la mia vera città. Talvolta posso odiarla, soprattutto da
quando è diventata l’enorme garage del ceto più medio d’Italia. Ma
Roma è inconoscibile, si rivela col tempo e non del tutto. Ha una
estrema riserva di mistero e ancora qualche oasi. A Roma, da giovane,
ho trascorso anni in giro, la notte, col poeta Cardarelli e Guglielmo
Santangelo, due maestri di indignazione e di vita. A Roma ho
conosciuto i primi scrittori, i primi artisti, i giovani che facevano
la fame, le donne che ci facevano compagnia.

Ho cominciato a scrivere molto tardi, satire e note critiche, pensare
alla narrativa. Nell’inverno del ‘46, trovandomi solo a Milano, ho
scritto il mio primo e unico romanzo. Era la "mia Africa", adattata ai
miei panni, un apologo: Tempo di uccidere.

Il libro vinse un premio, la critica lo accolse tiepidamente. Un
critico scrisse che mi aspettava alla seconda prova. Sta ancora
aspettando. Un altro che ero troppo "leggibile". La vecchia Italia dei
capitoletti e della "pagina" mi respingeva. Nel ‘49 Pannunzio mi
chiamò redattore al "Mondo", vi tenni una rubrica che poi raccolsi in
volume, Diario notturno, assieme ad altri scritti. Il cinema mi offrì
in quegli anni una vita economica meno aspra. Ho collaborato con
Fellini ad otto dei suoi film, ho scritto altre storie, per altri
registi. Infine, tutto tempo perso, idee e pagine buttate al vento.
Nel ‘59 un altro volume di racconti, e poi una commedia, Un marziano a
Roma, la sola cosa che mi piace e che andò male … »

Reply all
Reply to author
Forward
0 new messages