da
https://teatrodinapoli.it/pompeii-theatrum-mundi/
POMPEII THEATRUM MUNDI
sesta edizione
16 GIUGNO > 16 LUGLIO 2023
16 giugno 2023 - 17 giugno 2023
CLITENNESTRA
https://teatrodinapoli.it/evento/clitennestra-pompei/
Teatro Grande
23 giugno 2023 - 24 giugno
NOZZE DI SANGUE
https://teatrodinapoli.it/evento/nozze-di-sangue/
Teatro Grande
1 luglio - 2 luglio
MEDEA
https://teatrodinapoli.it/evento/medea-pompei/
Teatro Grande
15 luglio 2023 - 16 luglio 2023
ULISSE, L'ULTIMA ODISSEA...
https://teatrodinapoli.it/evento/ulisse-ultima-odissea/
Teatro Grande
Pompeii Theatrum Mundi, il festival estivo del Teatro Nazionale di
Napoli, giunto alla sua sesta edizione, ritorna in uno dei luoghi più
ammalianti, il Teatro Grande di Pompei, con un programma che rinnova
l’alleanza tra classico e contemporaneo, nel segno della riscrittura e
reinterpretazione del mito tragico.
Dei quattro spettacoli proposti in questa nuova edizione, tre
affrontano il tema della maternità in alcune delle sue declinazioni
più drammatiche.
Clitennestra, che io stesso dirigerò sul mio adattamento del
bellissimo romanzo di Colm Toíbín, La casa dei nomi, è la storia d’una
madre che fa del desiderio di vendetta l’unica, dolorosa, ragione
della propria vita. A vestirne i panni sarà Isabella Ragonese, tra le
nostre attrici di maggiore fascino e temperamento, ormai al culmine
della sua maturità espressiva. In questo magnifico testo del grande
scrittore irlandese le figure classiche della casa degli Atridi,
Clitennestra, Agamennone, Ifigenia, Elettra, Achille, Egisto, sono
sottoposte a una sapiente, quanto inesorabile, umanizzazione. I loro
pensieri e progetti, le loro speranze e disperazioni sono ormai
unicamente mortali. L’orizzonte degli dei è svanito.
In Nozze di sangue di Federico Garcĺa Lorca, il personaggio della
Madre è destinato a sopportare a vita il dolore e le ferite che
risalgono a lontane e sanguinose faide familiari: con la guida
magistrale di Lluís Pasqual, lo interpreterà Lina Sastri, grande
attrice, tra le più amate dal nostro pubblico. Medea trova
nell’uccisione della nuova promessa sposa di Giasone, e del padre di
lei, e poi nell’efferato massacro dei figli, l’unica vendetta
possibile per il torto subito dal marito, desideroso di salire, grazie
alle nuove nozze, sul trono di Corinto. Un personaggio mitico che
nella magnetica, potente, personalità di Laura Marinoni e nella chiave
di lettura d’uno dei nostri registi più sensibili e significativi,
Federico Tiezzi, troverà sfumature intense e perturbanti. A chiudere
il programma, Ulisse, l’ultima Odissea… di Giuliano Peparini,
riscrittura del tutto originale dell’Odissea omerica, in cui si
mescolano prosa, musica, lirica, danza, performance e giochi di luce.
Quattro spettacoli che, promettendo emozioni e suggestioni,
valorizzano e nello stesso tempo sono valorizzati dallo scenario
straordinario del Teatro Grande e del Parco Archeologico di Pompei
guidato da Gabriel Zuchtriegel, con il quale siamo da tempo impegnati
nella condivisione di questo importante progetto. Un rito che anno per
anno si rinnova e si compie nel cerchio affettuoso, e caloroso, del
pubblico che, muovendosi da ogni parte d’Italia, continua a decretarne
il senso di continuità e il successo.
Roberto Andò
direttore Teatro di Napoli – Teatro Nazionale
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da
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CLITENNESTRA
adattamento e regia Roberto Andò
TEATRO GRANDE 16 giugno 2023 17 giugno 2023
ORARI
16/06/2023 ore 21.00
17/06/2023 ore 21.00
ACQUISTA
https://www.vivaticket.com/it/Ticket/clitennestra/208763
CLITENNESTRA
da La casa dei nomi di Colm Tóibín
adattamento e regia Roberto Andò
con Isabella Ragonese (Clitennestra), Ivan Alovisio (Agamennone),
Arianna Becheroni (Ifigenia), Denis Fasolo (Achille), Katia Gargano
(donna anziana del popolo), Federico Lima Roque (Egisto), Cristina
Parku (Cassandra), Anita Serafini (Elettra)
coro Luna Cenere, Luca De Santis, Eleonora Fardella, Sara Lupoli,
Paolo Rosini, Antonio Turco
popolo Nunzio Abbruzzese, Pia Castiello, Francesca Cercola, Flavio
D’Andrea, Giovanni D’Apice, Valentina Di Leva, Vincenzo Di Leva,
Michele Iazzetta, Domenico Pio Longobardi, Giovanni Martino, Giulia
Martone, Ines Mennella, Pasqualina Pasqua, Giulia Piscitelli, Maria
Teresa Romita, Carmela Ruocco, Alfonso Sibilo, Francesca Pia Russo,
Giuseppe Staiano, Salvatore Testa, Giancarlo Tramontano
scene e luci Gianni Carluccio
costumi Daniela Cernigliaro
musiche e direzione coro Pasquale Scialò
suono Hubert Westkemper
coreografie Luna Cenere
trucco Vincenzo Cucchiara
parrucchiera Sara Carbone
aiuto regia Luca Bargagna
produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Campania Teatro
Festival – Fondazione Campania dei Festival
Durata: 1 ora e 30 minuti (atto unico)
PROGRAMMA
https://teatrodinapoli.it/wp-content/uploads/2023/06/MRC_POMPEI_23_CLITENNESTRA_PROG.pdf
Leggendo il romanzo di Colm Tóibín, La casa dei nomi, ho provato una
grande emozione, e alla fine, quasi senza accorgermene, mi sono
sorpreso a fantasticare sulla possibilità di mettere in scena il
personaggio più grandioso che vi è narrato, Clitennestra. Una figura
che nell’Odissea è presentata come l’anti-Penelope, il prototipo della
donna infedele e assassina. La stessa che quando Ulisse scende nel
mondo dei morti e si imbatte nel fantasma di Agamennone è qualificata
con l’appellativo di “perfido mostro”. Invece, nell’Orestea di
Eschilo, Clitennestra è una regina assetata di potere, autrice di una
vendetta che si prolungherà oltre la morte. Essa uccide il marito
Agamennone che, oltre ad infliggerle gravissimi torti, aveva
sacrificato in nome della guerra sua figlia Ifigenia ed è uccisa a sua
volta dal figlio Oreste, che perseguita da morta fino al delirio.
«Riabilitata» da filosofi e scrittrici, Clitennestra è rimasta a lungo
il prototipo dell’infamia femminile. La sua vicenda è giunta a noi
soprattutto grazie all’Orestea, la trilogia (Agamennone, Coefore ed
Eumenidi) in cui Eschilo, nel 458 a.C., celebrò la fine del mondo
della vendetta e la nascita del diritto. Nel romanzo di Tóibín, la
tragica storia di rancore e solitudine, di sangue e vendetta, di
passione e dolore è narrata da tre punti di vista, ma soltanto le due
donne, Clitennestra e Elettra, raccontano in prima persona e la loro
voce è decisamente la più drammatica. Chi conosce Tóibín sa che egli
compone in ogni suo libro una drammaturgia del dolore e della perdita
ed è interessato al silenzio che si crea attorno al dolore, alla vita
di donne sole che portano con sé il peso di un trauma. Voci che
parlano col timbro speciale conferitole della violenza subita. Se
Clitennestra ci è stata tramandata come un personaggio essenzialmente
negativo, qui finalmente si trovano dispiegate le sue ragioni umane.
Ed è ciò che mi ha attratto di questo testo, per il quale ho subito
individuato una interprete straordinaria come Isabella Ragonese.
Un’attrice in grado di esaltare e modulare i toni complessi, ed
emotivamente risonanti, di Clitennestra. Tóibín non dà giudizi,
accoglie la potenza emotiva che scaturisce da questo personaggio e ne
esplora le azioni confrontandole con le parole che adopera per far
luce nel buio della sua interiorità danneggiata. Ne nasce un teatro di
ombre, di voci, di fantasmi, che si muove dentro e fuori: dentro, tra
i labirinti della mente, fuori in un luogo senza tempo dove vivi e
morti dialogano senza requie.
Roberto Andò
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NOZZE DI SANGUE
di Garcia Lorca, adattamento e regia Lluís Pasqual
TEATRO GRANDE 23 giugno 2023 24 giugno 2023
Orari:
23/06/2023 ore 21.00
24/06/2023 ore 21.00
ACQUISTA:
https://www.vivaticket.com/it/ticket/nozze-di-sangue/208765
NOZZE DI SANGUE
di Federico Garcia Lorca
adattamento e regia Lluís Pasqual
con Lina Sastri (la madre), Giacinto Palmarini (Leonardo), Giovanni
Arezzo (sposo), Alessandra Costanzo (la vecchia), Ludovico Caldarera
(il vecchio), Roberta Amato (sposa di Leonardo), Floriana Patti
(donna), Gaia Lo Vecchio (donna), Alessandro Pizzuto (uomo), Sonny
Rizzo (uomo), Elvio La Pira (uomo)
musicisti Riccardo Garcia Rubì (chitarra), Carmine Nobile (chitarra),
Gabriele Gagliarini (percussioni)
scene Marta Crisolini Malatesta, costumi Franca Squarciapino
coreografie Nuria Castejon
luci Pascal Merat
produzione Teatro Stabile di Catania, Teatro Stabile di Torino –
Teatro Nazionale, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Teatro Stabile
di Palermo
Durata: 1 ora e 10 minuti (atto unico)
PROGRAMMA:
https://teatrodinapoli.it/wp-content/uploads/2023/06/MRC_21-22_NOZZE-di-SANGUE_Programma_4ante.pdf
Il grande maestro Lluís Pasqual, il massimo esperto di García Lorca
vivente, rilegge il capolavoro del poeta andaluso accentuandone
l’aspetto poetico, abbandonando ogni naturalismo. Concepisce lo
spettacolo come una contaminazione tra prosa, danza e canto, basandosi
sulle eclettiche capacità di Lina Sastri.
Il lavoro si presenterà come uno spettacolo di flamenco con sedie in
cerchio e tutti gli attori presenti per l’intera durata. Tre musicisti
accompagneranno parole, canti e danze. Nozze di sangue è uno dei
titoli più folgoranti della storia del teatro del Novecento europeo,
non è altro che la “cronaca di un fatto di vita” di un poeta. A pochi
chilometri da Granada, in una campagna secca, durante una festa di
matrimonio, la sposa fuggì con un lontano parente. Lo sposo tradito li
perseguitò con la sua banda: ci furono coltellate e morti. La notizia
apparve sui giornali. Nella mente del poeta, questa notizia ha fatto
un viaggio profondo e scuro e il suo racconto dei “fatti” è diventato
un urlo contro qualsiasi “convenzione” in amore, è un grido di libertà
nel seguire la passione che brucia due cuori e due corpi in una stessa
fiamma. Nel viaggio del racconto ha creato due personaggi enormi, due
vittime, due donne: la fidanzata e la madre. Quelle che restano e che
dovranno trascinarsi a vita il dolore e le ferite che scaturiscono dal
così detto “cainismo” spagnolo: fratello contro fratello divisi fino
alla morte. La frase della madre «qui, adesso, ci sono due bande, tu
con i tuoi io con i miei» non faceva altro che annunciare la disumana
guerra civile che sarebbe esplosa pochi anni dopo. Poi il poeta è
morto, la guerra è finita, sono passati tanti anni e in una piccola
parte del mondo occidentale la donna ha acquisito un certo livello
della libertà che Lorca esigeva urlando e commovendo dal palcoscenico.
O, almeno, abbiamo leggi che proteggono questa libertà nei suoi
diritti affettivi e sessuali. Poi la realtà è, tante volte, un’altra.
Spettacolo in programma per la Stagione 2023/24
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da
https://teatrodinapoli.it/evento/medea-pompei/
MEDEA
di Euripide, regia Federico Tiezzi
TEATRO GRANDE 1 luglio 2023 2 luglio 2023
Orari
01/07/2023 ore 21.00
02/07/2023 ore 21.00
ACQUISTA
https://www.vivaticket.com/it/ticket/medea/208764
MEDEA
di Euripide
traduzione Massimo Fusillo
regia Federico Tiezzi
con (in ordine di apparizione) Debora Zuin (nutrice), Riccardo
Livermore (pedagogo), Laura Marinoni (Medea), Roberto Latini
(Creonte), Alessandro Averone (Giasone), Luigi Tabita (Egeo), Sandra
Toffolatti (il nunzio), Francesca Ciocchetti (prima corifea),
Simonetta Cartia (prima coreuta)
coro Alessandra Gigli, Dario Guidi, Anna Charlotte Barbera, Valentina
Corrao, Valentina Elia, Caterina Fontana, Francesca Gabucci, Irene
Mori, Aurora Miriam Scala, Maddalena Serratore, Giulia Valentini,
Claudia Zappia
responsabile coro Simonetta Cartia
figli di Medea Matteo Paguni, Francesco Cutale
con la partecipazione degli allievi e delle allieve dell’Accademia
d’Arte del Dramma Antico
produzione INDA – Istituto Nazionale del Dramma Antico
Durata: 1 ora e 45 minuti (atto unico)
C’è un prima e un dopo nel mito di Medea. Il prima è la Colchide, la
terra incognita, oltre molte colonne d’Ercole, una terra di forza
naturale, un’origine, la “terra natale” in cui «dire sé stessi» di
Heidegger. E c’è un dopo, che è Atene, regno di Egeo e dell’apollineo,
pronto a essere invaso dal dionisiaco di Medea. Nel mezzo c’è Corinto:
feroce turning-point le cui carte sono state però già date prima. Il
prologo musicale che ho chiesto di comporre a Silvia Colasanti nasce
da questa intuizione: in proscenio, addormentata, Medea sogna il mondo
del prima. Un mondo tribale e lontano, una “terra del rimorso”
demartiniana ancorata al mondo naturale, minerale, animale, il cui
totem è un uccello. Questo prima della donna straniera, barbara, che
da immigrata affronta il purgatorio del disprezzo e dell’esclusione, è
la chiave del mio spettacolo. La Colchide come un’alterità lontana
eppure inalienabile, una profondità interstellare: un grande Autre
lacaniano, dove i codici regolari delle cose si mescolano, si
confondono, si oltrepassano. Anche Giasone è, a sua volta, un
portatore di violenza: ma una violenza di tipo diverso – simbolica,
oggi diremmo “neocapitalista”. Una violenza dettata dalle convenienze
politiche, dinastiche, economiche.
A quella violenza simbolica, Medea risponde con una violenza “reale”.
Ho quindi impostato la tragedia non come una rappresaglia individuale,
ma come uno scontro fra due diverse concezioni della forza. È un clash
fra culture, tra la società tribale e rituale della Colchide e la
polis fondata sulla legge. Uno scontro fra una società arcaica e una
società post-industriale. Tra Ordine e Disordine. Medea afferma la
superiorità della forza del suo mondo contro quello di Giasone;
contrappone la distruzione fisica della famiglia alla distruzione
simbolica che le avanza Giasone. In un certo senso, è proprio lei che
“vince”: come ha scritto Roland Barthes parlando del marchese de Sade,
la lettera vince sempre sul simbolo; l’evento prevale sulla struttura
che lo giustifica; il corpo viene prima di ogni metafora. Soccombono i
figli, soccombe l’idea stessa del futuro.
Resta solo il silenzio.
Federico Tiezzi
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ULISSE, L’ULTIMA ODISSEA…
regia Giuliano Peparini
TEATRO GRANDE 15 luglio 2023 16 luglio 2023
ORARI
15/07/2023 ore 21.00
16/07/2023 ore 21.00
ACQUISTA
https://www.vivaticket.com/it/ticket/ulisse-l-ultima-odissea/208766
ULISSE, L’ULTIMA ODISSEA…
da Omero
libretto Francesco Morosi, Giuliano Peparini
regia Giuliano Peparini
con Giuseppe Sartori (Ulisse), Giulia Fiume (Penelope), Massimo
Cimaglia (barbone), Alessio Del Mastro (Telemaco), Giovanna Di Rauso
(Circe), Gabriele Beddoni (Argo / un barbone)
performer Gabriele Baio, Michele Barile, Andrea Biagioni, Luca
Capomaggi, Mariaelena Del Prete, Gloria Ferrari, John Cruz, Antonietta
Dalmini, Gianlorenzo Dedonno, Gianmaria Giuliattini, Luca Gori,
Raffaele Iorio, Claudio Lacarpia, Danilo Maragioglio, Theo
Legros-Lefeuvre, Christian Pace, Carlo Padulano, Andrea Raqa, Andrea
Tenerini, Giuseppe Troise, Giulio Hoxhallari, Giuseppe Savino
con la partecipazione degli allievi e delle allieve dell’Accademia
d’Arte del Dramma Antico
scene Lucia D’Angelo, Cristina Querzola, costumi Valentina Davoli
coreografie Giuliano Peparini
musiche Reuben and the Dark
produzione Istituto Nazionale del Dramma Antico
In un aeroporto come tanti nel mondo, molti passeggeri sono bloccati a
causa di una tempesta. Ci sono disturbi meteorologici in tutto il
paese.
La sala di attesa si affolla di tanti passeggeri che non sono riusciti
a tornare a casa, aspettando ore ed ore fino all’annuncio del ritardo
massiccio dei voli prenotati o delle cancellazioni. Tra di loro, c’è
chi è costretto a dormire sul pavimento o sul sedile, per i disagi
causati dai ritardi aerei.
Ma, mentre l’aeroporto è costretto a chiudere le piste a causa di
queste forti precipitazioni, inizia improvvisamente un altro viaggio.
Tra questa folla impaziente, un militare non immagina che il suo
incontro con un uomo senza età lo condurrà in una ricerca vertiginosa
attraverso l’Odissea e il mito di Ulisse. Nella filiazione e
nell’eredità di Jean Cocteaum che nella sua epoca si sforzò di
“risuonare la pelle dei miti ” per renderli accessibili a tutti i
pubblici, in particolare modernizzando il mito di Orfeo al cinema,
Giuliano Peparini traspone l’universalità del personaggio di Ulisse
nei panni di un uomo contemporaneo che si trova di fronte alle stesse
sfide del leggendario eroe dell’Odissea e che quindi vi assomiglia
nelle sue discipline umanistiche. Il DNA artistico del regista
Giuliano Peparini, la sua reputazione, originalità e successo,
rimangono la chiave di questa creazione originale. Sul palco la musica
del gruppo di ispirazione folk-rock Reuben and the Dark, la danza
contemporanea e il teatro dialogano in modo fluido, restando al
servizio del testo classico originale di Omero, indossato dagli attori
della Compagnia Inda. Proiezioni e luci completano la visione poetica
di questi quadri, che Giuliano Peparini desidera condividere con il
pubblico. Oltre ai viaggi lontani o fermi, scegliendo di trattare il
tema di Ulisse, Giuliano Peparini parla del nostro tempo: mette in
scena un uomo del XXI secolo che si cerca. Non è nel giusto luogo ed
è felice solo quando è in movimento. Non appena ha lasciato i suoi
bagagli da qualche parte e crede di aver raggiunto il suo obiettivo,
la sua stabilità, è già in cerca di un viaggio e un’esperienza nuova.
Giuliano Peparini
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guarda messaggio precedente
https://groups.google.com/g/infonapoli-newsletter/c/6W6Ig9zPypg
guarda messaggio dell'anno scorso
https://groups.google.com/g/infonapoli-newsletter/c/38hmQhekY5A
guarda messaggio di due anni fa
https://groups.google.com/g/infonapoli-newsletter/c/rXYz8keETQg
guarda messaggi di cinque anni fa
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