Notte dei falò, Nusco (AV), fino al 17 gennaio 2012

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Gino Di Ruberto [GMAIL]

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Jan 14, 2012, 2:26:07 PM1/14/12
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Nusco s’illumina nella Notte dei falò
Da domani e fino a martedì rivive la secolare tradizione tra luce,
musica e sapori

Nusco- I fuochi illuminano le vie, le piazze, l’intero centro
storico. Nusco s’illumina nell’attesa Notte dei falò. Un rito di
identificazione ed aggregazione sociale che vedrà, a partire da
domani, il borgo più bello d’Irpinia immergersi in una dimensione
quasi surreale. Una dimensione attuale e lontana nel tempo.

Un rito tra sacro e profano. Una storia secolare che affonda le sue
radici nella tradizione contadina e artigiana. I tanti falò
preparati tra le vie del centro storico animeranno un rito che si
ripete da quattro secoli. Una festa che unisce tradizione e
modernità, in una rivisitazione autentica della memoria secolare di
una comunità. Un evento che, edizione dopo edizione, si arricchisce
di nuovi elementi con l’obiettivo di comporre un mosaico dove
trovino spazio antichità e contemporaneità, valore culturale ed
antropologico, ma anche promozione e fruizione turistica di un
luogo, di un territorio.

L’edizione 2012 si terrà nelle giornate di oggi, domenica e martedì,
giorno di Sant’Antuonu. Ricco il programma stilato
dall'Amministrazione Comunale di Nusco, guidata dal sindaco Giuseppe
De Mita. Spettacoli folkloristici, musica popolare, gastronomia
tipica, produzioni vitivinicole docg, tutti ingredienti di una delle
feste più antiche che l’Irpinia e la Campania possono annoverare. Il
rito dell’accensione dei falò viene accompagnato dall’esplosione di
suggestivi fuochi pirotecnici e da tanta musica.

Laboratorio etno-popolare a cielo aperto. Il centro storico di
Nusco si trasformerà per l’occasione in un grande laboratorio
etno-popolare a cielo aperto. Si potranno degustare i piatti tipici
dell’inverno con pietanze interamente cucinate alla brace. Domenica
la manifestazione continuerà per l'intera giornata, fino a tarda
notte, con musica e canti popolari. Martedì invece, giorno della
festa di Sant'Antonio Abate il fuoco della tradizione con
“Sant’Antuonu – Maschere e suoni”.

La storia narra che l’accensione dei fuochi unisce motivazioni sacre
e aspetti profani e richiama antiche consuetudini medievali
reintegrate nel Seicento. Un’ipotesi accreditata mette in relazione
i fuochi di Nusco di altri paesi irpini, con la peste del 1656, un
flagello che nella sola Nusco fece 1200 vittime. I falò furono
accesi per la prima volta in quell’occasione come rimedio e difesa
dal diffondersi del contagio. Da allora il rito si ripetersi
colorandosi ogni volta di nuovi significati.

Fuochi liberatori che lavano via sogni cattivi ed antiche zavorre e
cercano di scacciare gli affanni dela quotidianità. Fino a qualche
anno fa la raccolta della legna secca, donata dai fedeli nuscani,
iniziava il 13 dicembre, giorno i Santa Lucia. Vi era un forte
antagonismo tra i diversi rioni perchè il proprio “Sant’Antuonu
fosse il più grande e costruito con maggiore arte. Il mondo
contadino, nella sera del 17 gennaio, in pieno inverno, spesso con
il maiale fumante sulle graticole, ritrovava il gusto di stare
inseme per esaltare i valori della comunità. Nusco in coincidenza
della manifestazione di chiusura dei fuochi, aprirà le
manifestazioni provinciale dedicate al Carnevale. Gruppi di
commedianti e ballerini in costumi coloranti sfileranno per il
centro storico spostandosi da un fuoco all’altro.

La festa di Sant’Antuonu era anche l’occasione per preparare gustose
pietanze, a base di maiale. In onore del Santo. Sant’Antuonu
infatti, a parte le sue virtù taumaturgiche, è famoso per il
porcellino , simbolo di salute e benessere. Fino agli anni sessanta
infatti, la comunità cristiana nuscana “adottava” un maiale che,
benedetto dal parroco, era lasciato libero di circolare per le
strade e paese alla ricerca di cibo. Era il “purciellu ri
Sant’Antonio”. Era di tutti e di nessuno e, nel mese di gennaio, il
porcellino, ben ingrassato dalla pietà popolare, “incontrava il suo
destino” e la parte più pura del suo grasso serviva ala preparazione
di un unguento prodigioso nella cura dell’herpes zoster, volgarmente
chiamato “fuoco di Sant’Antonio”. Le ricette tipiche di questa festa
sono tantissime: si tratta di raffinati e gustosissimi piatti
tipici... come le ottime patate sotto la cenere, le salsicce
arrostite e le cigole di maiale...

Fabrizia Barbarisi

14 GENNAIO 2012
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guarda messaggio dell'anno scorso
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