2 comunicati Associazione Consumatori su Microsoft

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Luca Palombi

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Sep 17, 2006, 2:06:07 PM9/17/06
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ANTITRUST: MICROSOFT E I SUOI VENDITORI NON SONO IN POSIZIONE DOMINANTE
DI MERCATO, MA E' DIRITTO DEI CONSUMATORI RICEVERE RIMBORSO SE NON
VOGLIONO WINDOWS SUL PC

Lo scorso 27 Ottobre 2005 avevamo chiesto all'Antitrust di verificare se
Microsoft e le aziende che vendono i propri pc di fatto obbligando i
consumatori ad avere installato il sistema operativo Windows, non
stessero abusando della propria posizione dominante di mercato (qui il
testo del ricorso:
http://www.aduc.it/dyn/documenti/docu_mostra.php?id=126588).
L'Autorita', dopo la seduta dello scorso 20 luglio 2006, ci ha
comunicato che secondo lei questo abuso non c'e': per Microsoft
l'Autorita' ritiene che quanto da noi segnalato non vi e' riferibile, ma
lo sarebbe per le imprese produttrici di hardware che pre-installano
Windows nei computer. "Dalle informazioni raccolte –continua l'Autorita'
garante della Concorrenza e del Mercato- e' inoltre emerso che sul
mercato vi sono imprese che offrono prodotti che non installano tale
sistema operativo e che comunque i consumatori possono rifiutare
l'installazione di Windows e ricevere un rimborso".
Noi non ci accontentiamo di quanto ha deciso l'Autorita' per due motivi:
1 – il fatto che ci siano accordi tra Microsoft e i produttori di
hardware al punto tale che l'"accoppiata" rappresenti quasi il 100% del
mercato, non ci sembra che giovi ad un mercato concorrenziale e libero.
Comunque, questa Autorita', per esempio, ritiene che non ci siano abusi
di posizione dominante neanche per Telecom riguardo alla telefonia
fissa, per l'Enel riguardo all'energia elettrica, per la Rai riguardo la
comunicazione tv, etc...quindi non ci stupiamo piu' di tanto!!!
2 – non e' cosi' semplice e lineare, come invece dice l'Autorita',
ricevere il rimborso del costo del sistema operativo da un produttore
che vende il pc con Windows pre-installato. Tant'e' che noi, dal 25
novembre 2005, siamo in causa con la Hewlett-Packard italiana srl,
titolare del marchio Compaq, proprio per avere questo rimborso che ci
viene negato
(http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=129117).

Comunque, prendiamo atto e facciamo tesoro di quanto afferma l'Antitrust
sui rimborsi, per dare forza alle richieste di rimborso che noi
consigliamo ai consumatori
(http://www.aduc.it/dyn/sosonline/modulistica/modu_mostra.php?
Scheda=129428).
Sara' un motivo in piu' per cercare di ottenere dai produttori questo
rimborso o per vincere le cause, ma –RIBADIAMO- non e' un rimborso che
e' nella quotidiana vita commerciale, perche' non ci risulta che sia
stato ottenuto senza le messe in mora e le cause.


MICROSOFT/ANTITRUST. ITALIA PAESE DEL LIBERO MERCATO? NO E' IL PAESE DI
CHI SI BALOCCA COL LIBERO MERCATO A SPESE DEI CONSUMATORI

Abbiamo gia' diffusa la notizia che l'Antitrust ha bocciato un nostro
ricorso in cui chiedevamo di verificare se Microsoft e i produttori di
hardware che installano su tutti i loro pc il sistema operativo Windows,
operassero in abuso di posizione dominante
(http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=152591). Ci
torniamo sopra per una constatazione e una denuncia che crediamo non sia
secondaria per comprendere il nostro sistema di controllo della liberta'
di mercato, quello che passa attraverso l'attivita' dell'Autorita'
Garante della Concorrenza e del Mercato.
Per gli stessi motivi per cui noi abbiamo chiesto all'Antitrust italiano
di intervenire, la Fair Trade Commission della Corea del Sud ha
riconosciuto Microsoft colpevole di abuso di posizione dominante, e
l'azienda fondata da Bill Gates si e' adeguata alla condanna cominciando
a distribuire su quel mercato una versione del sistema operativo
"Windows xp" priva dei programmi Messenger e Media Player. Inoltre, e'
bene ricordare che, sempre per motivi simili,
l'Antitrust europea lo scorso luglio ha inflitto a Microsoft una multa
da 280,5 milioni di euro che va ad aggiungersi all'ammenda di 497
milioni di euro imposta nel 2004 sempre per abuso di posizione
dominante. La questione e' ancora aperta, ma la condanna in prima
istanza non ci sembra fatto secondario.
La denuncia che facciamo e' che se ne deduce che l'Italia non e' tanto
il Paese del libero mercato e che i provvedimenti presi dal ministro
allo Sviluppo Economico Pierluigi Bersani sulle liberalizzazioni, fanno
sorridere per l'ambito limitato a cui si rivolgono, per il loro tepore
e, soprattutto, per le reazioni e non-applicazioni che piu' o meno tutti
gli interessati stanno facendo. Con un gioco di parole che sono una
tremenda realta', possiamo serenamente affermare che il nostro e' il
Paese in cui le Autorita' preposte ai controlli si baloccano col libero
mercato e, come sempre, a spese dei consumatori.

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