Il green pass (certificato verde COVID-19) introdotto dal decreto-legge 105/2021 come condizione per l’accesso ad una serie di luoghi (bar, ristoranti, piscine, musei, palestre, sagre e fiere) costituisce l’ennesimo attacco alle nostre libertà e ad una vita sociale normale. È chiaro ormai che il governo persegue l’intenzione di distruggere la vita per come la conoscevamo e di demolire le piccole attività di impresa che costituivano il tessuto produttivo e sociale del paese. Vogliono istigare i cittadini a polarizzarsi su due fronti opposti, vaccinati contro non vaccinati, sull’onda delle menzogne diffuse dal governo.
È ora di reagire su diversi fronti. Anzitutto con la disobbedienza civile e con il boicottaggio delle attività che chiederanno il green pass. Ma anche con un’azione in giudizio. Chiederemo che il Tribunale civile di Roma vieti al governo, al Ministero della Salute e a tutte le forze dell’ordine di attuare la normativa illegale sul green pass. Far dipendere l’accesso ad un bar o ad una palestra dal possesso di un simile documento costituisce anzitutto un reato, quello di estorsione. Inoltre, la normativa in questione è inapplicabile perché contrastante con il diritto dell’Unione Europea e comunque si tratta di norme incostituzionali.
Noterete che l'IBAN per il pagamento dell’onorario è di una banca belga (basta impostare bonifico SEPA, Europa senza commissioni). Purtroppo, abbiamo riscontrato difficoltà da parte delle banche italiane per gestire i pagamenti che arriveranno e temiamo che ci possano essere delle “interferenze” per l’attività che stiamo svolgendo. Siamo certi della Vostra comprensione. Imposte e fatturazione sarà tutto in Italia, verrà emessa fattura elettronica che potrete trovare nel Vostro cassetto fiscale.
Il ricorso è aperto a tutti, sia ai comuni cittadini che ai gestori delle attività interessate dalla norma. Dobbiamo essere in tanti a reagire contro questo ennesimo scempio dello stato di diritto e dei più elementari principi di civiltà giuridica