Come RSU della nostra scuola abbiamo suggerito ai dipartimenti di
scrivere così nel verbale:
"Il Dipartimento di (indicare nome), alla luce di quanto previsto
dal Decreto Ministeriale n. 29 del 19 febbraio 2026, che introduce
il riordino dei percorsi quinquennali degli istituti tecnici con
profonde modifiche ai quadri orari e all’impostazione didattica,
ritiene che, in assenza delle necessarie Linee Guida, non sia
opportuno deliberare l’adozione dei libri di testo per le
discipline del primo anno oggetto di riforma. In alternativa, si
propone l’utilizzo di materiali didattici prodotti direttamente
dai docenti.
Tutti i docenti (oppure la maggioranza dei docenti) del
Dipartimento, in coerenza con il documento approvato dal Collegio
dei Docenti, sottolineano inoltre che l’immediata applicazione
della riforma, intervenendo a iscrizioni già concluse, comporta
una modifica sostanziale del percorso di studi scelto da studenti
e famiglie, oltre a determinare una significativa ridefinizione
degli organici del personale.
Si chiede pertanto di predisporre una comunicazione sul sito della
scuola che possa comunicare alle famiglie che in cambiamenti in
corso non sono da addebitarsi a carenze organizzative o di
comunicazione dell'Istituto ma derivano da scelte
dell'amministrazione centrale, alla quale ci si può rivolgere per
avere ulteriori chiarimenti."
Questa la mozione integrale
Istituto d’Istruzione Superiore "Galilei - Pacinotti" Pisa
MOZIONE DEL COLLEGIO DOCENTI
sulla revisione dell'assetto ordinamentale degli Istituti
Tecnici
Il Collegio dei Docenti dell’IIS "Galilei - Pacinotti" di Pisa,
riunito in data odierna, in riferimento alla revisione
dell'assetto ordinamentale degli Istituti Tecnici (D.M. n. 29
del 19 febbraio 2026), esprime quanto segue:
Premesso che
● In data 9 marzo 2026 è stato pubblicato il D.M. n. 29 del
19 febbraio 2026;
● Il decreto prevede l'entrata in vigore delle nuove
disposizioni a partire dall'anno scolastico 2026/2027, senza
alcuna fase transitoria;
● Tale riordino mette in discussione l’idea di scuola della
Costituzione, riducendo il tempo scuola e modificando
sostanzialmente l’offerta formativa presentata alle famiglie
durante l’orientamento;
● Una trasformazione così rilevante è stata definita senza un
confronto reale con le istituzioni scolastiche e i docenti, che
sono stati sostanzialmente esclusi dal processo di elaborazione
della riforma;
● La tardiva pubblicazione dei decreti rende impossibile una
corretta pianificazione degli organici e compromette le
ordinarie operazioni di mobilità del personale.
● Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) ha
espresso pesanti riserve sia sulle tempistiche di attuazione sia
su diversi aspetti curricolari, rilievi che non sono stati
recepiti nel testo definitivo del decreto;
Considerato che
● L'immediata applicazione interviene a iscrizioni concluse,
lede la trasparenza verso le famiglie e priva i genitori di
informazioni essenziali per una scelta consapevole;
● La riforma manifesta una concezione dell’istruzione tecnica
come mero addestramento, orientata alle esigenze del tessuto
produttivo locale a scapito della formazione del cittadino
autonomo e critico;
● L'ampia quota di flessibilità (fino a 7 ore in quinta)
rischia di stravolgere i profili in uscita e di creare un
curricolo frammentato che varia da scuola a scuola, minando il
principio di uniformità del sistema nazionale e il valore legale
del diploma;
● La fusione delle scienze nella disciplina "Scienze
Sperimentali" anticipa l'unitarietà del sapere prima ancora che
siano acquisiti i linguaggi specifici e il rigore metodologico
di fisica, chimica e biologia;
● Nel nuovo indirizzo “Turismo, Beni Culturali e Ambientali”
, la Storia dell'Arte, essenziale per la professione e la
cittadinanza, risulta di fatto cancellata o quanto meno
marginalizzata, contraddicendo nei fatti il titolo stesso
dell’indirizzo.
● La riduzione dell’orario settimanale nella classe quinta
(da 32 a 30 ore) sottrae tempo proprio nel momento di massimo
consolidamento; in particolare, si registra una diminuzione di
33 ore per l’Italiano nell'anno dell'Esame di Stato.
● L'eccessiva flessibilità legata ai "Patti educativi" con le
imprese locali rischia di produrre una sottomissione dei saperi
alle esigenze contingenti del profitto privato, abdicando alla
funzione di emancipazione sociale e culturale propria della
scuola pubblica.
● la Riforma si inserisce in una più ampio tentativo di
trasformazione dell’ordinamento degli Istituti Tecnici, tra cui
la proposta del modello "4+2" in cui la densità dei nuovi
programmi già comprime il tempo necessario allo studente per
l'elaborazione critica, favorendo l’acquisizione meccanica di
nozioni tecniche a scapito di una compiuta maturazione
culturale.
● La riduzione delle ore dedicate alle lingue straniere rende
più difficile l’acquisizione di competenze stabili, e questo
penalizza i futuri diplomati tecnici in un contesto sempre più
globale, dove la capacità di mediazione linguistica e culturale
è considerata una necessaria competenza trasversale.
Rilevato inoltre che
● Si registra una riduzione di 561 ore nel quinquennio dalle
materie di base e caratterizzanti (Italiano, Geografia, Lingue,
Scienze, TIC e TTRG), impoverendo i prerequisiti necessari per
le discipline di indirizzo;
● Negli Istituti Tecnici Economici il monte ore di Geografia
crolla da 12 ore a sole 4, con l'assurda scissione in due
micro-insegnamenti (geografia generale e geografia economica o
turistica) con programmi e testi separati;
● L'eliminazione del biennio comune cristallizza precocemente
i percorsi, impedendo agli studenti di correggere scelte fatte a
13 anni e aumentando il rischio di dispersione scolastica;
● È prevista l'anticipazione dell'Alternanza Scuola Lavoro
(ASL) alla classe seconda, età in cui gli studenti mancano della
maturazione relazionale e delle competenze tecniche per
affrontare un ambiente di lavoro in modo non puramente
esecutivo;
● Si paventa la perdita di posti di lavoro per i docenti
precari e la riduzione di cattedre per il personale di ruolo.
● La riforma si inserisca in una visione neoliberale della
scuola che trasforma la funzione docente da mediazione culturale
a mera facilitazione di competenze esecutive, mettendo in
discussione la libertà di insegnamento garantita dalla
Costituzione.
● Si determina una impossibilità oggettiva di procedere ad
un'adozione consapevole dei libri di testo per le nuove
discipline (quali ad esempio "Scienze Sperimentali"): la mancata
definizione delle classi di concorso impedisce ai docenti di
valutare i testi in relazione alle proprie competenze e ai nuovi
profili d'uscita, esponendo le famiglie a spese per sussidi
didattici potenzialmente inadeguati o provvisori, in un mercato
editoriale non ancora assestato sulla riforma.
Ritenuto che
● Le professioni del futuro e l'accesso all'istruzione
terziaria richiedano basi teoriche solide e flessibilità
cognitiva, non un'obsoleta anticipazione di competenze
operative;
● Un ancoraggio troppo stretto alle aziende locali precluda
agli studenti la mobilità geografica e professionale in un mondo
interconnesso;
● Lo Stato debba assicurare a ogni studente le stesse basi
civiche e culturali: la scuola deve essere palestra di pensiero
critico e democrazia.
Il Collegio dei Docenti dell'IIS "Galilei - Pacinotti" di Pisa
1. Esprime forte dissenso rispetto alle modalità e alle
tempistiche di attuazione della riforma;
2. Chiede la revoca del provvedimento o, in subordine, il
rinvio al 2027/2028, per garantire la salvaguardia degli
organici, il rispetto delle scelte delle famiglie e l'unitarietà
del titolo di studio;
3. Reputa necessario che la scuola fornisca adeguate
informazioni sul riordino ai genitori degli studenti iscritti
alla classe prima per l'a.s. 2026/2027;
4. Sollecita le OO.SS. a proclamare lo stato di agitazione e
ad avviare una campagna di assemblee;
5. Chiede alla Dirigente Scolastica di trasmettere la
presente mozione ai seguenti organi competenti:
○ Ministro dell'Istruzione e del Merito;
○ Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana;
○ Ufficio Scolastico Provinciale di Pisa;
○ Assessore alla Scuola della Regione Toscana;
○ Assessore alla Scuola del Comune di Pisa;
6. Dispone la massima diffusione del presente documento,
anche attraverso l'invio agli organi di stampa e la
pubblicazione sui canali istituzionali.
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