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Lo scorso 23 dicembre, l’ARaN
e i soliti
sindacati
“pronta-firma”
[tranne la Cgil,
orfana del
governo
“amico”] hanno
sottoscritto
definitivamente
il nuovo CCNL
Istruzione e
ricerca per il
triennio
2022-2024,
ma già scaduto
il 31.12.2024.
Come scrive l’ARaN,
«Le parti
[…] hanno
convenuto di
limitare
questa tornata
negoziale alle
sole materie
del
trattamento
economico e
delle
relazioni
sindacali»,
mentre «la
revisione e
l’eventuale
aggiornamento
degli altri
istituti
normativi sarà
affrontata in
occasione
della
successiva
negoziazione
relativa al
triennio
2025-2027».
Mentre
Ministero, ARaN
e sindacati
firmatari
esprimono
soddisfazione,
e Valditara
auspica «che
entro gennaio
possano essere
assicurati
aumenti ed
arretrati»,
proviamo a
fare qualche
conto su
questo pacco
natalizio.
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