L’introduzione dei “posti orario” rivoluziona
l’assegnazione delle supplenze. I docenti devono ora
gestire cattedre su più scuole, con il rischio di sanzioni
in caso di rinuncia. Scopri come navigare il nuovo sistema
La complessa partita delle 150 preferenze per
l’assegnazione delle supplenze è ufficialmente scattata
giovedì scorso. Un rito estivo che, anche quest’anno, porta
con sé il consueto carico di incognite per migliaia di
colleghi precari. L’algoritmo ministeriale, che storicamente
ci ha abituati a malfunzionamenti e storture fin dalle prime
tribolate nomine informatizzate, è stato riprogrammato per
ridurre il numero complessivo dei contratti e rimediare ai
diversi errori che si sono verificati nel tempo. Il
meccanismo ideato da viale Trastevere è ingegnoso:
accorpando i frammenti orari, scenderà abbastanza
drasticamente il bacino formale del precariato.
Questa operazione di cosmesi statistica rischia di
penalizzare pesantemente chi non compilerà l’istanza con la
necessaria perizia certosina e la conoscenza dei
cambiamenti.
L’era dei «posti orario»
La novità strutturale più impattante riguarda i
cosiddetti posti orario. Fino allo scorso
anno, molti docenti preferivano non inserire tutte le
preferenze per attendere comodamente piccoli spezzoni nella
propria scuola e maturare punteggio. Quest’anno chi adotta
questa strategia rischia di rimanere a mani vuote. Le regole
prevedono che un posto orario non sia un semplice spezzone,
ma un posto costruito ad hoc dagli Uffici Scolastici
Territoriali unendo vari frammenti orari, anche
inferiori alle sei ore, per formare le cattedre, rispettando
le tabelle di viciniorietà con il limite imposto di massimo
tre scuole spalmate su non più di due comuni.
Il meccanismo del posto orario si preannuncia come un
vero e proprio salto nel buio perché, oltre a non conoscere
le sedi disponibili, non si conosce neppure in anticipo
l’esatta composizione degli accorpamenti territoriali.
L’amministrazione, infatti, predispone gli abbinamenti solo
in una fase successiva, lasciando all’algoritmo ministeriale
il compito di assegnare l’incarico prendendo come unico
riferimento logistico la sede capofila. Spuntare la
disponibilità per i posti orario esterni aumenta certamente
le chance matematiche di assunzione, ma espone al pericolo
di sanzioni contrattuali pesantissime in
caso di rinuncia, qualora le sedi abbinate d’ufficio si
rivelassero proibitive. L’assegnazione di un posto orario è,
però, strettamente collegata alla scelta iniziale del
candidato.
Chi compila la sezione per gli spezzoni orari
puri dovrà obbligatoriamente indicare il limite
minimo e massimo di ore desiderate, ad esempio, un minimo di
7 ore per la secondaria. Se l’ufficio scolastico rileva 10
ore vacanti in un istituto e 8 ore in un altro, si crea un posto
orario intero da 18 ore per quel candidato che,
fino allo scorso anno, avrebbe concorso per il singolo
spezzone, dovendo poi cercare il completamento. Il docente
riceve così una nomina equivalente a una cattedra completa,
unendo in un solo passaggio amministrativo due frazioni
orarie distinte, pur dovendo prestare servizio su due sedi
lavorative. Per la scuola primaria la
questione dei posti orario rappresenta una novità assoluta,
storicamente per l’infanzia e la primaria non esistevano le
cattedre orario esterne, ma quest’anno il sistema le ha
introdotte per ridurre il numero complessivo dei contratti.
Le nuove regole per infanzia e primaria
Ipotizzando che l’ufficio scolastico territoriale rilevi
uno spezzone residuo di 12 ore in un istituto comprensivo e
un altro spezzone, sempre di 12 ore, in un altro istituto
vicino, fino allo scorso anno, il sistema informatico
avrebbe gestito i due frammenti come spezzoni separati,
assegnandoli magari a due precari diversi. Oggi
l’amministrazione, ancor prima di far girare l’algoritmo, li
accorpa d’ufficio creando un unico «posto orario» da 24
ore settimanali complessive. A livello di scelta
delle 150 preferenze, bisogna sapere che l’accettazione del
“posto orario”, magari indicando la disponibilità su comuni
diversi, farà sì che il sistema assegni l’incarico da 24
ore. Il docente avrà uno stipendio intero, ma dovrà
articolare il suo servizio, incluse le canoniche due ore di programmazione,
su due scuole diverse, operando sempre entro il limite
contrattuale di massimo tre scuole e due comuni.
Naturalmente se non viene scelta l’opzione del posto orario
l’algoritmo non proporrà la cattedra assemblata,
considerandola incompatibile con la richiesta. Il rischio di
aspettare un singolo spezzone al buio, perciò, è quello di
rimanere senza l’ incarico desiderato: molti vecchi
spezzoni, prima gestiti con ampia autonomia dalle scuole,
saranno assorbiti e inglobati nella costruzione di questi
nuovi posti orario.
La stretta sulle rinunce
Il nuovo assetto abbandona la sanzione annuale per
abbracciare l’intero ciclo di vigenza delle graduatorie.
Un elemento che va ponderato con estrema cautela. Chi
rinuncia a una nomina da Gps, o non prende
servizio, perderà il diritto a conseguire supplenze al 30
giugno e al 31 agosto per ben due
anni. In caso di rinuncia prima della presa di
servizio, al docente sarà consentito accettare
esclusivamente supplenze brevi e saltuarie tramite le graduatorie
di istituto, ma se si abbandona l’incarico dopo
aver preso servizio, la sanzione si aggrava ulteriormente e
viene preclusa anche la possibilità di accettare le
supplenze brevi per l’intero biennio.
Sostegno e continuità didattica
Molti credono erroneamente che la continuità sul
sostegno sia legata all’alunno. Dal punto di vista tecnico e
amministrativo, la conferma avviene unicamente sulla scuola.
Per la compilazione bisogna sapere che il docente è tenuto a
specificare in piattaforma per quale tipologia di contratto
è disponibile a essere confermato, 31 agosto, 30 giugno o
spezzone, a prescindere dal contratto che aveva l’anno
precedente. L’accettazione non è automatica: il candidato
deve inserire le 150 preferenze, e la conferma si
perfezionerà solo se il suo nominativo verrà processato
positivamente dall’algoritmo nella «fase zero». Se la
continuità viene chiesta su due scuole diverse da due
famiglie diverse, il docente potrà scegliere quale
mantenere.
Correttivi all’algoritmo e centralità del merito
La novità assoluta che scardina l’assetto in vigore
dall’anno scolastico 2020/2021, è che il software ora
analizza le disponibilità sopravvenute e “torna indietro” a
ripescare, nel rigoroso rispetto del punteggio,
gli aspiranti che nei turni precedenti erano rimasti senza
incarico a causa dell’assenza di cattedre vacanti tra le
proprie preferenze. Il mancato incrocio tra le 150
preferenze e i posti del primo bollettino non determina più
l’esclusione definitiva dalla procedura
informatizzata, ma garantisce la partecipazione ai
successivi scorrimenti qualora si liberino le sedi ambite:
questa profonda revisione restituisce centralità al merito
rispetto alla pura casualità temporale delle nomine,
determinando di fatto un assorbimento più massiccio dei
contratti al 31 agosto e al 30 giugno direttamente dalle graduatorie
provinciali (Gps) e imponendo al personale
precario una pianificazione strategica ancora più minuziosa
nella complessa fase estiva di compilazione
dell’istanza.
Il
Ministero ha introdotto alcune
modifiche tecniche per sanare storture storiche. I docenti
di ruolo che usufruiscono dell’
ex articolo 47 per
accettare un incarico su un’altra classe di concorso
verranno bloccati automaticamente dal sistema se proveranno
a selezionare gli spezzoni, essendo per loro previste
contrattualmente solo cattedre intere. Per i titolari di
legge 104, la
precedenza non garantirà più la cattedra economicamente più
vantaggiosa, come il 31 agosto, ma opererà correttamente
assegnando la sede disponibile più vicina nel comune in cui
si presta l’assistenza.
Gestione delle graduatorie di istituto e invio istanze
Le scuole non dovranno più attendere una comunicazione
provinciale per iniziare a convocare dalle graduatorie di
istituto: il sistema terrà in memoria i dati e allerterà il
singolo istituto in tempo reale non appena i candidati in Gps per
quella specifica scuola saranno esauriti.
Un’ultima opzione di salvaguardia riguarda l’inoltro:
sarà possibile annullare la domanda già inviata in qualsiasi
momento, a patto che il sistema non sia già entrato nella
fase attiva di lavorazione dell’algoritmo, ciò è utile a chi
attende il ruolo o l’assegnazione provvisoria