L'ultimo fattaccio di
cronaca, l'uccisione di una ragazza incinta da parte del suo amante, è avvenuto in una zona che conosco bene - il Triangolo della Grappa,
al confine tra le province di Venezia e Treviso. A pochi chilometri dalla città di Venezia, eppure un mondo a parte. Una differenza non casuale - se a scuola ci insegnano che Venezia fa parte della storia d'Italia, per i veneziani, la terraferma
era qualcosa da
spolpare all'osso, da rubargli il grano, mettere i giovani ai remi e tagliarne tutti gli alberi, per mantenere il mondo che interessava davvero
alla repubblica, e
che si estendeva
per la Dalmazia
giù giù fino a Cipro.
Allora,
c'è un certo Lucio Niero, che gestisce un "club privato" che si chiama Affinity, e a cui piacciono il karaoke, la cocaina e le ragazze. Il nome Affinity ci riporta a una profonda verità del Nordest: si tratta di un paese bilingue, e l'altra lingua non è l'italiano, ma l'anglobale.
Lucio (con la cronaca mediatica è così, diventiamo tutti
intimi e li chiamiamo per nome), uomo sposato con due figli, si mette con una ragazza molto più giovane.
Poi scopre che la ragazza è incinta. Ora, siamo nel Triangolo della Grappa,
mica nell'entroterra napoletano o a Riyadh, e quindi Lucio ha pensato che la fanciulla gli poteva chiedere gli sghei e la moglie non solo il divorzio, ma anche gli alimenti, per cui ha deciso di ammazzarla.
Questa è una cosa logica, ma piuttosto riprovevole, e gli fa perdere dei punti.
Evidentemente Lucio pensava di farla franca, pur essendo l'ovvio e unico sospettabile per
il delitto. Per
fortuna la maggior
parte delle persone
è più astuta di lui, altrimenti avremmo cento delitti
al giorno come il suo.
Passiamo
alla vittima. Che
si chiama Jennifer.
Faccio un breve
calcolo: nel Triangolo della Grappa,
l'80% della gente
è stata almeno una volta in vita sua a Venezia, il 40% a Padova, il 10% a Sharm el-Sheikh, il 5% in Romania, il 2% a Roma (in gita con la parrocchia). Per cui la probabilità che questo
nome poco dogale
venga da qualche
conoscenza personale è praticamente nulla:
è qualcosa che hanno imparato in televisione.
Come tutti i nomi simili, ha sicuramente
un'abbreviazione, che finisce rigorosamente con
la ypsilon: immaginiamo il cellulare
di Jennifer che
blippa e squicqua
con valanghe di
"Jenny tvtb". O
più brutalmente, "Jenny 80 voglia discoparty".
Il padre della povera fanciulla ha messo su una fabbrica di zucchero filato in Bulgaria. Proprio così: zucchero filato,
in Bulgaria.
La mamma di Jennifer si chiama Anna Maria Giannone. Di mestiere lavora oggi al call center di un mobilificio. A un certo punto, decide di riprendere il mestiere che aveva abbandonato anni prima:
quello di cartomante. Il giornalista
del TG3 ci riferisce che anche sua sorella, la quale - incidentalmente - ha un figlio che si chiama Brian, fa la cartomante.
Ora, da quelle parti, conosco scientologist e
squirrel (i seguaci
eretici di Hubbard
scomunicati, denunciati e perseguitati dalla grande Org californiana),
praticanti della magia sessuale di Gurdjieff, ufologi che
parlano una misteriosa lingua extraterrestre, una simpatica satanista (allora) quattordicenne a
cui ho dovuto spiegare il significato
di alcune parole
arabe, diversi Anziani dei mormoni, cavalieri di Malta fasulli, sacerdoti che
vengono iniziati in
un rito omosessuale
dal loro capo, kremmerziani che si riuniscono per preghiere
terapeutiche, una schiera interminabile di
Testimoni di Geova
ed ex-Testimoni
di Geova, tre seguaci del camionista
siriano Basmadji, un
meccanico che si
dichiara Guardiano dell'Anticristo e che
compie orrendi riti
per maledire un
suo ex-amico (il quale risponde adeguatamente, lanciandogli contro lupi mannari notturni molto affamati),
devoti di un ex-frate con l'aria da magnaccia che ha inventato speciali seggi fallici
su cui fa sedere le proprie pazienti...
Quindi è difficile immaginarsi
una parte d'Italia
più adatta, anche
se l'ultima parola
in merito la lascerei alla nostra affezionata Maga Lisistrata.
Ma il
bello è che per fare la cartomante oggi, non è che fai spargere la voce tra le amiche. No, devi andare in televisione. Anna Maria Giannone era un tempo molto nota come "maga Jennifer" insieme a sua madre Ines Burato, in arte "maga Priscilla". Possiamo
immaginare che nonna
Priscilla abbia cominciato il mestiere
prima delle televisioni private. E
se è così, possiamo dedurre che ancora un certo numero di anni fa, una cartomante veneta (Burato) poteva
aspirare solo a
sposare un terrone
(Giannone). Lo zucchero filato bulgaro
era tutto da venire.
Il 2igugno
del 1999, Il Gazzettino raccontava dell'inchiesta avviata contro mamma e figlia dalla procura di Venezia per "ricavi non dichiarati
per quasi 600 milioni" più l'omesso
versamento dell'Iva. Per non parlare del caso di
una ragazza che, lasciata dal fidanzato,
avrebbe versato oltre duecento milioni
per fare in modo che lui tornasse. E non è finita. Perché una parte di quella cifra, per sua stessa ammissione,
sarebbe stata prelevata dalla cassa
del negozio in cui lavorava. Senza contare che il fidanzato non è comunque tornato con lei.
Il Messaggero
Veneto del 2.03.2002
racconta di una
diversa inchiesta contro le "due veggenti" per truffa aggravata e minacce, in seguito a una decina di denunce.
"Il sistema per entrare in contatto diretto con i potenziali "clienti" era quello usuale: riunioni in sale pubbliche, solitamente strutture alberghiere (anche della
Destra Tagliamento) seguite da brevi consulti in loco (per chi avesse deciso di aderire alla proposta delle veggenti). Dai consulti
veloci si passava,
quindi, a consulti
più accurati ma
anche costosi, riguardanti le usuali
problematiche: amore, salute, denaro. Costo
delle prestazioni dai 100 ai 200 euro. Quando la situazione personale
risultava particolarmente difficile i prezzi raggiungevano i 13 mila euro e più. Spesso le due donne si recavano nelle abitazioni
delle persone che
avevano chiesto un
aiuto, trovandole invase - a loro dire - da energie negative. In questo caso mettevano in atto ulteriori pratiche
(come lo spargimento
di polveri o l'accensione di ceri)
che facevano lievitare i prezzi della consulenza.
Da aggiungere che la trentanovenne, nota
in tv come sensitiva e maestra dell'esoterismo, non è
nuova alle aule
giudiziarie. Nel 2001 è stata condannata due volte,
in altrettanti distinti processi celebrati al tribunale
di Padova: il reato contestato era sempre truffa aggravata.
Una curiosità; una
delle polverine utilizzate nei riti doveva servire in funzione anti guai-giudiziari."
Sarebbe interessante sapere perché
la signora Giannone
è ridotta oggi a lavorare in un call center.
Per tornare in televisione, Maga Jennifer (mamma) ha bisogno di diecimila euro. E non sarà certo il marito a darglieli: su queste cose, le leggi non scritte del Nordest sono chiarissime. Quindi
è contentissima quando glieli presta Lucio Niero. Che riceve il via libera per fare con Jennifer ciò che vuole: la famiglia serve anche a questo.
Ci dà un'idea del giro di affari della telecartomanzia il
fatto che Anna Maria dirà poi ai giornalisti, "Contavo
di restituirglieli tre quattro mesi dopo - dice ora Anna Maria - magari con un paio di migliaia di euro di interessi."
Lucio Niero però è un cialtrone. Anche questo
è un dato importante, perché è strutturale alla civiltà
postindustriale. E' un cialtrone perché cerca di fare il furbo e non ci riesce: infatti, i diecimila euro li prende da un tipo che si chiama Denis Borsetto (no, non mi sono inventato né il nome né il cognome). "Il quale un mese dopo - riferisce il Gazzettino -
si presenta da lui con il conto: rivuole indietro
i 10mila, più altri 10mila come interessi e 3mila euro per ognuno dei tre mesi successivi."
Da questo apprendiamo che
ci sono anche quelli più furbi dei maghi.
A questo punto, Lucio va con la pistola a casa di Anna Maria per farsi dare da lei i soldi; Anna Maria lo denuncia, Borsetto
finisce in carcere,
e quindi si scopre che nemmeno lui è tanto furbo.
Poi si
scopre che Jennifer
è incinta.
Al telegiornale dicono
che Jennifer ha
deciso di chiamare
il proprio futuro
figlio "Evan con
la acca". Ora, la acca in venetoglobale è un oggetto che si può spostare da varie parti: Evhan, Evanh, ma più probabilmente Hevan.
Mi vengono in mente due possibili derivazioni. Una è dal persiano, Hêvân, che significa "animale"
e deriva a sua volta dall'arabo.
L'altra è... beh,
più o meno, l'idea che in inglese si usa un gran numero di acche che si possono distribuire
in giro con una certa libertà.
Quando sparisce Jennifer, papà Tullio
sistema i suoi affari a Sofia e arriva in Veneto con calma (quattro o cinque giorni dopo), per annunciare alla stampa...
sì, avete indovinato:
«Per me Jennifer è stata venduta agli zingari per prenderle
il bambino e poi venderlo."
Non
poteva, infatti, mancare la Leggenda della Zingara Rapitrice.
Come tutti sapete, Lucio Niero aveva invece invitato
Jennifer per un
incontro. Una sana
famiglia camorrista lo avrebbe già fatto fuori da un pezzo; una famiglia inglese avrebbe
deciso che era meglio per il futuro di Hevan (o Evhan) non averci niente a che fare. Ma siamo nel Nordest, dove le persone sono più ragionevoli,
e comunque ci potrebbero scappare un
po' di soldi.
Lucio la strangola e la seppellisce in una buca. Lascia passare un po' di tempo, prende il telefonino di lei, e manda ai genitori di Jennifer questo SMS:
«Sono
quasi arrivata a
Nova Gorica al casinò, sono in ottima compagnia di una futura mamma e di suo fratello, se saremo stanche ci fermeremo a Parenzo, torno domani o al massimo lunedì».
Lucio era convinto che avrebbero creduto
che una ragazza
che doveva partorire
tra dieci giorni
si sarebbe incontrata con un'altra
futura mamma per
andare al casinò.
E probabilmente aveva ragione: nella Grande Fabbrica dello
Zucchero Filato, la
cosa era perfettamente credibile.
UN SOLO COMMENTO MIO: NON SIAMO ALLA FRUTTA, SIAMO IN COMA DA 12 ANNI E NON CE NE SIAMO ACCORTI PERCHE'
NON CE L'HA ANCORA DETTO LA TV. QUANDO QUALCUNO AVRA' IL CORAGGIO DI ANDARE DIETRO IL VIDEO E DIRE CHE E' ORA DI STACCARE LA SPINA POTREMO ESALARE L'ULTIMO RESPIRO......
E FORSE
STAREMO MEGLIO DOPO,
SIA CHE CI SIA UN ALDILA' SIA CHE SI FACCIA COMPAGNIA AI VERMI...