http://www.impreseallasbarra.org/index.php/CoopIn questo bellissimo sito si possono trovare informazioni sulle maggiori aziende italiane e sui loro rapporti con la politica ( se interessa).
È a cura di Gesualdi, del centro nuovo modello di sviluppo. Nella cassetta degli attrezzi del buon consumatore critico può stare fra i siti preferiti.
È una fonte inesauribile di notizie nascoste- ma non segrete - che offre spesso punti di vista nuovi e sorprendenti.
Leggetevi cosa dice di coop ( ma anche delle altre gdo, che male non fa).
Alla luce deglisviluppi finanziari degli ultimi giorni si può dire che coop, seppur dotata di certificazione che testimonierebbe il contrario... sfrutta" indirettamente" i lavoratori della filiera per comprarsi le assicurazioni sai, ed eccovene il link al medesimo sito.
http://www.impreseallasbarra.org/index.php/Fondiaria-SAIWlado
Il giorno sabato 11 gennaio 2014, <
gb...@interfree.it> ha scritto:
> IO CONDIVIDO E SOSTENGO, ANCHE COME SOCIA COOP, perchè ritengo che la COOP, essendo più attenta di altre organizzazioni di GDO, vada maggiormente coinvolta.
>
> HO GIà SCRITTO il 6 gennaio A DIVERSI INDIRIZZI MAIL COOP :
filo.d...@adriatica.coop.it,
in...@centroitalia.coop.it,
filod...@estense.coop.it (non ho trovato un indirizzo mail diretto di Coop Italia) questa mail che aveva in allegato l'analisi della composizione del costo delle arance e mandarini:
>
> "risposta molto utile, BRAVI Popolo delle Arance e grazie
> concordo molto sulla quota di solidarietà migranti che dovrebbe essere versata anche da Coop Italia per ogni acquisto.
> cosa dice la COOP??
> Giglia, socio Coop"
>
> Penso che chi lo ritiene potrebbe inviare analoghe comunicazioni via mail alle coop di consumo, come sappiamo le mail se arrivano da molti contribuiscono a sensibilizzare e a riconoscere le ragioni della proposta.
>
> ciao
>
> Giglia
>
>
>
> On Fri, 10 Jan 2014 22:40:15 퍝, Gasbo wrote:
>
> Cari gasbisti,
>
>
> eccoci al riprendere delle attività per il 2014!
>
>
>
> Vi scriviamo per dire che il GASBO ha aderito alla iniziativa di SOS Rosarno in programma per domani 11 gennaio. SOS Rosarno in occasione dei 4 anni delle rivolte dei braccianti di Rosarno, per sensibilizzare le persone sul fatto che poco è cambiato in questi anni, ha lanciato una iniziativa in tutta Italia:
>
>
http://www.sosrosarno.org/news/item/159-11-gennaio-2014-giornata-di-sostegno-alla-resistenza-contadina-e-bracciantile.html
>
> Il gruppo di Bologna che organizza l’acquisto di agrumi di SOS Rosarno, che si chiama "Il popolo delle arance", ha organizzato una distribuzione di volantini davanti IPERCOOP del centro Nova domani dalle 10 alle 13 e quello di Borgo Panigale.
>
>
>
> Ecco alcune informazioni che ci arrivano da "Il popolo delle arance":
>
>
>
> Il motivo per cui ci rivolgiamo a Coop è che ad essa riconosciamo un credito che altri soggetti non hanno e siamo certi che sia sensibile alle critiche motivate che provengono dai soci e dai cittadini in genere.
> La critica che muoviamo a Coop parte da un dato oggettivo: la retribuzione dei lavoratori agricoli dipende dal prezzo di vendita dei prodotti. E il prezzo di vendita lo fanno i grandi acquirenti come Coop.
>
> Se Coop compra le arance ad un prezzo inferiore al costo di produzione è evidente che i soggetti dai quali acquista non possono ricevere un'equa retribuzione. Ciò che contestiamo non è dunque il ricarico che Coop - giustamente - applica per compensare i costi di commercializzazione, ma - al contrario - il basso costo d'acquisto che Coop impone agli agricoltori, spingendoli a rivolgersi ai caporali che garantiscono la raccolta a qualunque prezzo, piuttosto che ai lavoratori regolarmente assunti e retribuiti.
>
> Quindi chiediamo che Coop riconosca al produttore un prezzo equo che consenta di sostenere i costi di produzione e della regolare assunzione della manodopera e siamo certi che i soci Coop comprendano bene il valore di questa richiesta e la condividano.
>
>
>
> …
>
>
>
> Noi non pretendiamo di conoscere tutte le ragioni che portano al prezzo finale ma, in presenza di una situazione tanto grave in cui decine di migliaia di braccianti sono praticamente costretti in schiavitù e centinaia di piccoli produttori sono costretti a chiudere l'attività, a svendere e abbandonare i loro terreni (che poi sono spesso oggetto di speculazioni ambientali o preda di imprese di origine dubbia), crediamo sia lecito e doveroso chiedere più trasparenza; chiedere che il prezzo inizi a tener conto anche dei costi sociali collegati alla produzione; e chiederlo innanzitutto a chi prima di altri si è dotato di un bilancio di sostenibilità
>
> ** Per “Arance Navel BIO” Fonte: sito web
http://www.e-coop.it/>
>