Buona conoscenza della storia greca e romana, della relativa periodizzazione storiografica e dei pi importanti eventi che la caratterizzarono. Buona padronanza dell'archeologia e della storia dell'arte greco-romana, delle relative correnti e degli stili.
Obiettivo del corso fornire una conoscenza complessiva circa l'architettura del mondo antico, attraverso lo studio delle opere pi rappresentative, per periodo o classe tipologica, inserite nel relativo contesto storico-artistico e architettonico; a esse si aggiunger l'analisi dettagliata di alcuni exempla o casi-studio, opportunamente selezionati. Al contempo, oltre a entrare in possesso di nozioni di base sulla forma della citt antica, gli studenti acquisiranno gli strumenti conoscitivi fondamentali circa i materiali, le tecniche costruttive e la decorazione, necessari per lo studio e la comprensione di qualsivoglia edificio antico. Al termine del corso, lo studente sar in grado di descrivere un'architettura, collocarla nel giusto inquadramento storico-artistico, individuarne le principali caratteristiche costruttive e decorative, comprenderne i valori semantici anche in relazione alla funzione.
Unit 1: Introduzione all'architettura antica
Mod. 1. Gli ordini architettonici, dorico e ionico: componenti e relativa nomenclatura. I materiali e le tecniche costruttive. Analisi delle principali modanature e delle relative decorazioni. Vitruvio, la trattatistica e la realt storico-architettonica. Periodizzazione generale.
Unit 2: Architettura greca
Mod. 2. Alle origini del mondo greco: l'architettura dell'Et del Bronzo, tra Creta e Micene. Il palazzo minoico e quello miceneo, le mura ciclopiche e l'architettura funeraria.
Mod. 3. Il Medioevo Ellenico e la nascita della polis. Protogeometrico, Geometrico e Orientalizzante: dal megaron al tempio. I sistemi fittili di copertura e il processo di litizzazione dell'architettura templare.
Mod. 4. Dalla fine dell'Orientalizzante all'Arcaismo. Lo sviluppo del dorico nella madrepatria e i santuari ionico-cicladici. Casi-studio: Delfi e Olimpia.
Mod. 5. La colonizzazione in Occidente, l'urbanistica di fondazione e l'architettura magno-greca e siceliota.
Mod. 6. L'et classica. L'architettura del periodo severo, nella madrepatria e nelle colonie. Il Classico Maturo e l'apogeo di Atene. Il Tardo Classicismo nel Peloponneso e nella Ionia. La nascita e l'introduzione del capitello corinzio. Il caso di Atene.
Mod. 7. L'Ellenismo, la sperimentazione in campo architettonico, le variazioni degli ordini e le reciproche contaminazioni. Analisi di opere significative circa le principali classi tipologiche: l'architettura templare, specie in area egea e microasiatica; basileia; edifici teatrali, odeia e bouleuteria; stoai, ginnasi e palestre. L'urbanistica cosiddetta "ippodamea" e le citt teatroidi.
Studenti non frequentanti
Gli studenti non frequentanti saranno tenuti a curare un approfondimento su un tema concordato preventivamente con il docente, coerente con le tematiche del corso.
La scelta di trattare il tema della luce all'interno dell'architettura della Grecia stato frutto di un interesse particolare verso la valenza che questa aveva nella cultura dell'epoca, valenza molto diversa da quella presente nell'attuale pensiero occidentale, e che deriva da un sistema religioso e culturale ancora radicato, soprattutto inizialmente, nel culto delle divinit ctonie e infere. percepibile, osservando le architetture prodotto di questa cultura, il passaggio da forme in cui l'oscurit l'elemento predominante degli interni, ad un aumento graduale della componente luminosa, a cui corrisponde un'evoluzione delle forme di pensiero che vedono affermarsi le dottrine filosofiche per cui alla luce vengono associati gli alti valori del 'bene' e della conoscenza.
Prima di affrontare uno studio sulle forme della luce nell'architettura dell'antica Grecia, bene soffermarsi sul significato e la definizione del concetto stesso di 'luce'. Oggetto di continuo studio da parte della filosofia e della scienza, questo entrato a far parte gi dalle prime culture di un insieme di simboli, assumendo attraverso i secoli diverse valenze culturali, sociali e religiose.
Nelle forme della cultura e del pensiero, attraverso il susseguirsi di civilt, possiamo trovare degli aspetti ricorrenti, corrispondenti agli elementi fondamentali che vanno a costituire l'universo di ogni essere umano, sia esteriore sia interiore. Tra questi simboli sono le forze della natura, nelle loro forme creative e distruttive, ma anche i concetti di nascita, morte, fertilit, ecc. Tutto quello che appartiene alla vita era incorporato in una rete di significati e simbologie. Cos, anche per la luce, si forma un insieme di sfumature e di corrispondenze di significato. Questo 'universo simbolico' non resta sempre uguale a se stesso, ma cambia con l'evolversi delle culture e con i contatti con gli altri popoli, varia in base alle condizioni geografiche e climatiche, presentando per di solito degli elementi e dei significati di base in comune. Soprattutto nell'ambito religioso, il ruolo simbolico della luce presente gi dalle prime culture, manifestandosi anche nelle architetture dei luoghi di culto, sia dal punto di vista estetico, sia in relazione alle forme del rito. I significati ricorrenti nella simbologia della luce relativa alla spiritualit riconducono ad una forma di passaggio o di trasformazione. Soprattutto nel suo valore cosmogonico la luce determina il passaggio da un universo informe ad un universo formato, mentre a livello microcosmico questo stesso valore di trasformazione si applica all'uomo: l'evoluzione spirituale simbolizzata dalla luce centrale ad esempio nelle cerimonie iniziatiche.
Oltre a queste accezioni pi metafisiche, per, la luce assumeva molti altri significati, pi immediati: rappresentava il calore, la fertilit, la vita. In particolare, all'interno della diade luce-oscurit, era collegata ai valori di bene e male, vita e morte, giorno e notte, maschile e femminile, conosciuto e ignoto 1. Spesso questi significati sono riconoscibili anche nella sensibilit odierna, nonostante lo sviluppo tecnologico e l'allontanamento dai ritmi naturali li abbiano resi molto meno sentiti, e meno presenti nella vita quotidiana: con il sopravvento della ricerca scientifica il significato pi intimo e istintivo dei fenomeni naturali viene quasi a mancare, soppiantato dalle spiegazioni razionali.
I fenomeni luminosi, cos importanti nella cultura e nella simbologia, sono stati da sempre oggetto dell'attenzione di tutti quelli che si sono posti il problema del come e del perch delle cose. Molte teorie sono state quindi sviluppate per spiegare cosa sia la luce e come funzioni, in realt per queste risalgono tutte a non prima del VI o V secolo a.C. Prima della filosofia e della scienza, infatti, era la religione a tentare di spiegare il mondo attraverso la mitologia. Con il progresso del sapere scientifico questa conoscenza 'simbolica' del mondo per venuta meno, o comunque ha un'importanza notevolmente minore.
La luce come la intendiamo noi oggi, dopo secoli di ricerca scientifica, un'energia, costituita da uno spettro di radiazione elettromagnetica che si diffonde sotto forme di onde, e di cui solo una parte per noi visibile. La percezione visiva di un oggetto avviene solo quando una radiazione con una lunghezza d'onda tra i 400 e i 700 nm riflessa da un oggetto e assorbita dai nostri occhi, portandocene l'immagine. La situazione per si complica con le nuove teorie di inizio Novecento, le quali attribuiscono alla luce anche propriet tipiche delle particelle: si passa cos al concetto di dualismo onda-particella, per cui tutta la materia (in particolare elettroni e fotoni) esibisce propriet sia corpuscolari sia ondulatorie. Senza inoltrarsi qui in spiegazioni troppo complicate, chiaro che, per quanto riguarda lo studio dei fenomeni luminosi e dell'ottica, il pensiero e la ricerca scientifica sono ancora in evoluzione.
Un campo nel quale la ricerca molto attiva quello che studia l'influenza della luce sul comportamento. Nell'analizzare i fenomeni luminosi all'interno delle architetture, infatti, oltre alla misura delle intensit, della direzione e dei livelli di luminanza importante capire l'effetto generale che questi hanno sui fruitori. L'illuminazione un elemento fondamentale nella percezione dello spazio, e in qualche modo influisce sulle nostre emozioni determinando il nostro comportamento. Recentemente quindi molti studi si sono concentrati sul modo in cui la luce agisce sul nostro organismo,2 riconoscendo effetti a breve e a lungo termine, sia a livello emotivo e comportamentale, sia a livello fisiologico, agendo quindi sul sistema nervoso autonomo e sugli ormoni.3 Concentrandosi soprattutto sugli effetti a breve termine, cio su quelli che influenzano direttamente le nostre sensazioni immediate relativamente ad uno spazio, sono stati riconosciuti tre stadi nella reazione umana all'ambiente: cognitivo, emozionale e connotativo4. Questo significa che nella valutazione di un ambiente il primo processo quello percettivo, di effettivo assorbimento di informazioni sul luogo in cui ci si trova: le sue dimensioni, i colori, le aperture, le condizioni di luce, l'articolazione interna, ecc. A seguito di questa stima veloce del luogo, si ha una reazione emotiva verso di esso, vi si associano cio delle sensazioni, soprattutto a livello inconscio.5 Il terzo fattore soggettivo, riferibile alle esperienze personali del soggetto e alla sua attitudine. Il movimento nello spazio avviene in base ai risultati di queste valutazioni, per cui sar preferito un percorso piuttosto che un altro, saranno individuati dei luoghi in cui fermarsi, verr definito un obiettivo finale da raggiungere.
Tutti gli studi indicano che la luce influenza in modo decisivo la scelta di un percorso, orientando l'individuo in un ambiente altrimenti indifferenziato, e che in generale si attratti da essa.6 Questo indica l'importanza della componente luminosa in un ambiente, che infatti ne determina non solo la percezione, ma soprattutto la fruizione.
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