Quando nel 2014 True Detective fece il suo debutto su Hbo tutti si sorpresero a guardare una serie tv per molti versi mai vista prima: la dolente interpretazione di Matthew McConaughey e Woody Harrelson, la disturbante ambientazione in Louisiana e soprattutto la scrittura intrecciata del creatore Nic Pizzolato hanno tenuto incollati molti allo schermo. Purtroppo la seconda stagione che ne seguita nel 2015 (con nuovo cast e nuovi autori) si dimostrata talmente debole che il progetto antologico sembrava dover essere abbandonato. Invece a sorpresa ecco arrivare, quattro anni pi tardi, un nuovo ciclo di episodi, con il ritorno di Pizzolato e un attore straordinario come il premio Oscar Mahershala Ali a catalizzare l'attenzione.
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Come si vede anche nel nuovo trailer disponibile qui sopra, Ali interpreta Wayne Hays, un detective della polizia dell'Arkansas, che opera in particolare nella zona dell'altopiano di Ozarks. Qui, in pieni anni Ottanta, due ragazzini scompaiono misteriosamente senza lasciare traccia e immergendo lo stesso detective in un'indagine che sembra apparentemente non avere soluzione. Ma la struttura narrativa si avvicina a quella della prima stagione, intrecciando dunque diversi piani temporali che attraversano tre decenni: in particolare vediamo lo stesso Hays anziano che cerca di venire a capo di quell'investigazione, mai del tutto pacificato che tutto sia andato nel verso giusto.
Nella prima stagione, in effetti, Rust Cohle (McConaughey) e Marty Hart (Harrelson) ritornavano sui loro passi durante le indagini rivelandosi in qualche modo dei narratori poco attendibili; allo stesso modo qui Hays cerca di lottare contro una memoria che si rivela sempre pi fallace: "Non sai di non ricordare ci che non ricordi", afferma a un certo punto. Sar proprio la ricostruzione non sempre fedele dei fatti ma anche l'evoluzione del personaggio, che vediamo in tre fasi diverse della sua vita, a fare da motore alla storia, che sicuramente scaver nell'umanit complicata di investigatori e vittime.
Nel cast di True Detective troviamo anche Stephen Dorff, nei panni del detective collega di Hays che pare mostrare metodi non del tutto pacifici, e anche Carmen Ejogo, nel ruolo della maestra di uno dei ragazzini scomparsi ma anche interesse amoroso del protagonista. Gli otto episodi che compongono la stagione, diretti da Jeremy Saulnier (Green Room, Hold the Dark), debutteranno negli Stati Uniti il 13 gennaio, per arrivare da noi in contemporanea su Sky Atlantic, il 14 gennaio in versione originale sottotitolata e dalla settimana successiva doppiati in italiano.
Per cercare testimoni e prove, gli investigatori seguono un percorso che comprende lo studio delle caratteristiche della vittima e l'analisi della scena del crimine, ma, nei casi di omicidio seriale, spesso, la mancanza di qualsiasi tipo di relazione precedente al delitto fra assassino e vittima, li rende molto difficili da risolvere. In questi casi, bisogna prestare particolare attenzione allo studio delle vittime, che possono fornire numerose informazioni utili per comprendere la psicologia dell'assassino.
La maggior parte degli omicidi viene commessa per un movente che possiamo definire "classico" (gelosia, vendetta, interesse economico) e, che, quindi, salta subito all'occhio dell'investigatore e lo orienta nelle indagini verso qualcuno che ha un qualche tipo di relazione con la vittima. In un caso di omicidio seriale, ci troviamo di fronte ad un tipo di motivazione interna al soggetto che uccide, un piacere psicologico che non si traduce in tracce materiali evidenti da repertare sulla scena del crimine, per cui si deve affrontare un tipo di investigazione che presenta dei problemi specifici e nella quale necessario l'impiego di tecniche di investigazione particolari.
Al fine di indirizzare le indagini verso la giusta direzione, occorre procedere ad un'attenta analisi della scena del crimine attraverso il sopralluogo. In questa attivit potr essere utile disporre di tecniche di riproduzione fotografica mediante supporti analogici o digitali, per documentare ogni particolare della scena del crimine. In Italia, ad esempio, questa viene analizzata e studiata mediante l'impiego di "sistemi esperti" quali il "Sistema Automatico per i Rilievi Tecnici" (SART) o ricorrendo alle tecniche stereoscopiche della fotogrammetria, memorizzando poi l'intera documentazione multimediale nel Sistema Centrale Informativo della Polizia Scientifica, che permette l'archiviazione digitale delle immagini ed un confronto delle stesse in funzione di alcune chiavi primarie di ricerca.
Come abbiamo detto, un caso di omicidio seriale presenta dei problemi peculiari rispetto ai casi tradizionali di omicidio di cui bisogna tenere conto nell'investigazione. Uno dei problemi principali riguarda la corretta valutazione della cosiddetta "reciprocit letale" (o interrelazione), cio l'inquadramento, nel suo significato reale, di ogni elemento isolato nella scena del crimine, dei movimenti dell'assassino e della vittima, di cosa abbia potuto collegare vittima e carnefice, del motivo per cui il serial killer ha ucciso proprio quella persona, per collegarlo ed interpretarlo in base all'analisi degli elementi riscontrabili.
L'investigazione in un caso di omicidio seriale inizia soltanto quando gli investigatori identificano una probabile serie di omicidi correlati tra loro. Il riconoscimento della serie avviene se si verifica almeno una delle seguenti condizioni: (1)
In ogni modo, l'investigazione su un caso di omicidio seriale comporta numerosi altri problemi, aggravati dalla necessit di collaborazione tra agenzie di controllo diverse, in tutti quei casi in cui l'assassino seriale si sposta nel commettere i diversi omicidi della serie. Il problema maggiore senz'altro la "cecit da collegamento", cio l'incapacit di individuare l'esistenza di uno stesso progetto strategico ed esecutivo in pi casi di omicidio e la mancanza di una corretta comunicazione tra le diverse agenzie di controllo. La "cecit da collegamento" la difficolt principale che impedisce in molti casi di affrontare adeguatamente e tempestivamente un caso di omicidio seriale, mentre sarebbe di fondamentale importanza riuscire ad identificare immediatamente il pattern esecutivo dell'assassino, dato che all'inizio ancora in fase di sperimentazione e, quindi, pi facile che possa commettere degli errori e lasciare indizi sulla scena del crimine.
Il profilo psicologico pu esser definito come l'elaborazione delle principali caratteristiche comportamentali e di personalit di un individuo, ottenibili dall'analisi dei crimini che il soggetto stesso ha compiuto. R.H. Holmes preferisce chiamarlo profilo socio-psicologico, dato che non si limita ad ipotizzare tratti della personalit, ma deve includere anche informazioni socio-demografiche come et, sesso, razza, occupazione, istruzione ed altri fattori simili. (2) La costruzione di un profilo si basa sulla premessa fondamentale che una corretta interpretazione della scena del delitto pu indicare il tipo di personalit del soggetto che ha compiuto il crimine.
Il profilo psicologico nato negli Stati Uniti negli anni '60 e, negli anni successivi, stato sviluppato e perfezionato dall'F.B.I. e ormai viene utilizzato abitualmente nei casi di crimini violenti in cui le tecniche di indagine tradizionali non sono particolarmente efficaci. Come sostiene John Douglas (3), agente speciale dell'F.B.I. ed esperto di profili psicologici, non si tratta n di magia n di telepatia, ma semplicemente di una tecnica in cui si applicano i modelli comportamentali all'analisi dei reati, osservando attentamente la scena del crimine, i rapporti di polizia, le dichiarazioni dei testimoni e i risultati dell'autopsia.
L'omicidio in cui presente una motivazione sessuale uno dei crimini pi difficili da risolvere, dato che, in questo caso, il tipo di relazione estraneo/estraneo tra assassino e vittima, rende poco efficaci i tradizionali metodi d'indagine, perch l'opportunit riveste un ruolo pi importante rispetto al movente. Quando si affronta un caso di omicidio a matrice sessuale, bisogna sempre tenere presente che quell'assassinio potrebbe far parte di una serie ed necessario procedere partendo dagli unici elementi a disposizione: la vittima e la scena del crimine. Entrambi questi aspetti possono fornire informazioni utili sulla personalit dell'assassino e l'analisi investigativa criminale (cio l'esame psicologico del crimine) aiuta a comprendere la relazione esistente tra la vittima, il colpevole e la scena del crimine.
Al fine di indirizzare le indagini verso la giusta direzione, importante realizzare un profilo psicologico del potenziale autore del delitto. Per stilare un "profilo psico-comportamentale" efficace indispensabile considerare diversi elementi specifici dell'omicidio seriale, in particolare di quello con connotazione sessuale. Questi elementi sono:
importante tenere sempre presente che il profilo psicologico ha natura probabilistica e non d assolutamente una certezza totale. Per ci che riguarda l'accuratezza e l'affidabilit del profilo una ricerca dell'F.B.I. su 192 casi di omicidio relativi all'anno 1994 nei quali, durante le indagini, stata adoperata questa tecnica, ha dato i seguenti risultati: (4)
Il criminologo americano David Canter (6) propone un modello di profilo psicologico alternativo a quello dell'F.B.I. Una delle differenze fondamentali fra il modello di profilo psicologico proposto dall'F.B.I. e quello elaborato da Canter che quest'ultimo viene costruito partendo da una base empirica sulla quale lavorare, mentre quello dell'F.B.I. basato quasi interamente sulle intuizioni del profiler. L'F.B.I., inoltre, non dedica particolare attenzione alla vittima, mentre Canter considera le informazioni su di essa di vitale importanza per lo sviluppo del profilo investigativo.
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