1 Corinizi 14:1-14 Dono delle lingue e profezia

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Simo

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Jun 16, 2011, 1:09:54 PM6/16/11
to Gruppo Giovani vigna vecchia
vv.1) Perché principalmente quello di profezia?

Brevemente la risposta la troviamo al vers. 3, dove dice che chi
profetizza parla agli uomini per edificare, consolare ed esortare,
quindi è un dono principale in quanto i doni sono stati dati proprio
per l’edificazione.

vv.2) Cosa significa parlare in altre lingue? Come fa a tradurre
l’interprete se vengono dette cose non comprensibili?

Parlare in altre lingue significa proferire un linguaggio sconosciuto
agli uomini, ma conosciuto da Dio e dallo Spirito Santo (in spirito
proferisce misteri). In qualche maniera è come se lo Spirito Santo
pregasse Dio completamente al posto tuo, usando come mezzo la tua
bocca (la tua mente non sta quindi lavorando).
Il parlare in lingue come l’interpretare sono doni che vengono da Dio,
quindi chi ha il dono d’interpretazione, riesce a tradurre il
messaggio per via di questo dono. Come per le lingue è lo Spirito
Santo che opera affinché tu riesca ad interpretare, non è qualcosa che
riesce grazie alla tua intelligenza.

Come già detto allo studio ci sono varie posizioni inerenti questi
doni. C’è chi pensa che fossero doni attivi in quel tempo (nascita
prime chiese) quando ancora non si aveva la Bibbia (antico e nuovo
testamento) come l’abbiamo ora, e che poi siano cessati gradualmente.
Poi c’è chi invece pensa che siano doni attivi anche ora e che quindi
vadano ricercati. La prima posizione riguarda più le chiese come
quella dei fratelli, valdese ecc, la seconda visione appartiene più
alle chiese pentecostali.

Come già detto un errore comune è collegare queste lingue, con quelle
descritte nel giorno della pentecoste (atti 2). Quel giorno agli
apostoli fu dato il dono di parlare lingue comprensibili, per gli
uomini provenienti da varie nazioni per parlar loro del vangelo, qui
si parla invece di un linguaggio sconosciuto agli uomini, conosciuto
dallo Spirito, per parlare a Dio. Quindi ha ben poco senso collegare
il parlare in altre lingue (quelle misteriose) con la discesa dello
Spirito Santo descritta in atti.

vv.4) Perché edifica se stesso?

Poiché se non c’è interpretazione nessuno lo capisce, quindi l’unico
che ne trae profitto è lo Spirito di quella persona e quindi la
persona stessa.

vv.5) Cosa s’intende con superiore?

I doni sono stati dati per l’edificazione, perché il bisogno della
chiesa è quello di essere continuamente edificata. Quindi essendo la
profezia data per la crescita della chiesa, chi ha questo dono è più
essenziale di chi parla in lingue (senza interpretazione) il quale
edifica se stesso.

vv.6) Quali sono le differenze tra rivelazione, conoscenza, profezia e
insegnamento?

Allora probabilmente, qui c’è un collegamento, tra rivelazione e
profezia e tra conoscenza ed insegnamento. Però sinceramente non
riesco a dare una definizione alle 4 cose.
Solo una piccola nota sulla profezia. Dal testo emerge che chi
profetizza:
1. Edifica la chiesa
2. Parla agli uomini
3. Esorta
4. Consola
5. Palesa i segreti del cuore

Io quindi vedrei la profezia come un dono molto ampio, che racchiude
vari aspetti.

vv.13) Perché chi parla in altra lingua deve chiedere anche di poter
interpretare?

Perché ha poco senso possedere un dono che non è utile a tutta la
chiesa.

vv.14) Perché anche con intelligenza?

Chi parla in lingue non sta usando la propria intelligenza, fa tutto
lo Spirito. Cosa faremo dunque? Pregheremo si con lo Spirito, ma anche
con l’intelligenza. Questo chiaramente è più difficile, significa che
la nostra mente deve conoscere molto bene quali sono i desideri dello
Spirito, significa avere una profonda relazione con Dio, significa non
segregare lo Spirito Santo in un angolo nascosto del nostro cuore, ma
farlo lavorare attivamente in tutto il nostro corpo. Affinché ciò che
dico usando l’intelligenza possa essere conforme a ciò che direbbe lo
Spirito.
Questa parte a parer mio avvalora il fatto che il dono delle lingue
fosse un dono dato a quel tempo, quando ancora non avevano il canone
delle scritture completo e quindi quando la loro intelligenza poteva
basarsi su ben poche cose rispetto a noi oggi.
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