2) V.4 Com’è possibile che non ha coscienza di alcuna colpa?
Paolo non è cosciente di aver mancato o sbagliato nel suo servizio nei
confronti della Chiesa di Corinto, ma, dato che il giudizio non è una
prerogativa umana, non si fida di questa sua constatazione poiché non è questo
che può giustificarlo (giustificato: scagionato, dichiarato non colpevole). L’”
assoluzione di Paolo” non dipende dalla stima che egli fa della propria opera,
ma dipende dal Signore.
3) V.5 In che senso ed entro quali limiti non si può giudicare nulla?
Come già affermato prima noi credenti non siamo chiamati a dare nessun tipo di
giudizio, ciò non vuol dire che non si possono esprimere i propri pareri a
riguardo! Paolo critica l’innata tendenza umana di voler giudicare, esprimere
un verdetto e quindi agire di conseguenza. Il credente però, avendo ricevuto lo
Spirito Santo, è chiamato a discernere ciò che è umano/carnale da ciò che è
spirituale. Criticare ed esprimere un giudizio sull’operato di Paolo, come
facevano i Corinti, è qualcosa di carnale ; “Infatti il Signore svelerà ciò che
è nascosto nelle tenebre e svelerà i pensieri dei cuori”: i Corinti (ma si può
benissimo applicare a noi oggi) di certo non lo facevano con buone intenzioni,
con un cuore e una mente puri.
4) V.6 Cosa significa per: “queste cose”? Cosa significa “praticare il non
oltre quel che è scritto” ?
Paolo finora ha parlato della funzione dei ministri/servitori/amministratori,
particolarmente di se stesso e di Apollo. Per capirlo meglio si potrebbero
rendere il versetto: Ora ,fratelli queste cose che vi ho scritto sulla
posizione dei servitori, le ho applicate a me e ad Apollo a mo’ di esempio,
affinchè impariate attraverso il nostro esempio a non fare oltre ciò che è
scritto.
Oltre ciò che è scritto sarebbe come dire non andare oltre l’insegnamento
della Scrittura, fare di testa propria senza considerare ciò che il Signore ha
detto e insegnato. Basti pensare al cattolicesimo per rendersi conto di cosa
comporta lì”andare oltre ciò che è scritto”!!!
5) V.8 Cosa significa?
I Corinzi sono sazi, cioè non sentono la mancanza di nulla; sono ricchi e sono
giunti a regnare! Sembrerebbe che i Corinzi si sentivano sicuri e soddisfatti,
uno stato molto pericoloso: Apocalisse 3:17 ce ne da l’idea. Essi al posto di
progredire nella vita cristiana si ritenevano già “arrivati” e autosufficienti,
credevano di aver raggiunto uno stato tale che né Paolo né gli altri apostoli
non avevano mai detto di aver raggiunto. Paolo si augura che essi siano davvero
nella posizione splendida e regale che essi immaginano, addirittura regnano! E
allora, Paolo, e gli altri potrebbero partecipare a tutto questo splendore e
goderne con loro. Ma purtroppo per loro il desiderio non è stato soddisfatto:
Magari voi veramente regnaste!