Senza nulla togliere a tutto ciò, vorrei aggiungere una precisazione
che è utile per capire il contesto e quindi quello che dice nei vv.
27-29.
Per prima cosa, bisogna notare che si trattava della rammemorazione
all'interno di un pasto comune, come già lo era stata l'ultima cena di
Gesù. I cristiani liberi e ricchi arrivavano a tale Cena del Signore
già sazi e ubriachi; al contrario, i cristiani poveri arrivavano a
tale agape digiuni e spesso dopo una pesante giornata di lavoro, e
quelli schiavi arrivavano spesso in ritardo, ossia quando i loro
padroni lo permettevano loro. Questa insensibilità dei cristiani
liberi e ricchi verso quelli poveri e schiavi, costituiva tale
indegnità, che cozzava proprio contro l'atto di comunione col
«corpo» (la chiesa) e il suo Capo (il Signore). È in tal senso che chi
«non discerne il corpo del Signore», «mangia e beve un giudizio contro
se stesso», rendendosi indegno e colpevole. Al versetto 27 Paolo
riprende il discorso che aveva interrotto al versetto 22, i corinzi
cosi facendo non stavano mangiando la cena del Signore (v.20).
Chi si disinteressa dei propri fratelli (specialmente se svantaggiati)
nella vita quotidiana, come potrà partecipare a una gestualità
devozionale, che esprime unità e pari consentimento?
la conclusione del discorso è ai vv. 33-34.
Per quanto riguarda la citazione di 2 Cor. 13:5 va contestualizzata
altrimenti si può far dire al testo altro.
Nei versetti precedenti, Paolo afferma che i corinzi lo sottoponevano
alla prova per sapere se Cristo parla per mezzo di lui, ma non hanno
che da mettere alla prova se stessi per vedere che Cristo è in loro,
vivente o operante. Se riconoscono questo non possono dubitare sul
fatto che Paolo, il loro padre spirituale, è un apostolo genuino di
Cristo, perché “la nostra lettera di raccomandazione siete voi” 2 Cor.
3:2 e “voi siete l’opera mia nel Signore”! 1 Cor. 9:1.
Paolo dicendo “esaminatevi per vedere si siete nella fede” li sta
esortando: Come amanti di Cristo, mettetevi alla prova. Fate un
inventario spirituale. Conoscete abbastanza il vostro cammino con Gesù
per sapere che siete amati da lui, che lui non si è allontanato da
voi, che siete redenti. Ma chiedetevi: com’è la mia comunione con
Cristo? Mi sto proteggendo con ogni diligenza? Mi sto affidando a lui
nei momenti difficili? Attenzione!!! non sta dicendo: testate se siete
credenti o se vi siete illusi di esserlo!!
Come dobbiamo esaminare noi stessi? Misurandoci con le meravigliose
promesse di Dio!! Dovremmo chiederci: Attingo alle risorse di Cristo
per resistere al diavolo? Ho accesso alla sua potenza per vincere il
peccato? Vivo continuamente nella gioia, nella pace e nel riposo che
Gesù ha promesso ad ogni credente, senza eccezione?