1 Corinizi 11:17-34 La santa cena

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Beccio

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May 31, 2011, 3:16:54 AM5/31/11
to Gruppo Giovani vigna vecchia
vv. 19) “E’ necessario che ci siano fra voi delle contese”. Come
leggerlo?

Qui Paolo sta iniziando a riprendere i corinzi per il modo in cui si
riunivano e in questo non li loda. Gli era giunta voce che vi erano
divisioni nell’assemblea, e capiamo così che anche all’epoca
esistevano. In questo versetto però si può vedere come tali divisioni
di idee, viste nel senso di idee diverse su alcuni aspetti, siano
necessarie sia per riconoscere coloro che veramente stanno attaccati
al vangelo senza cadere in vane discussioni, sia per filtrare falsi
insegnamenti. Le divisioni di cui si parla qui possono essere viste
quindi in senso positivo, ovvero diversità di idee su alcuni aspetti
“secondari” in grado magari anche di far crescere e fortificare
l’assemblea.

vv.25) Nuovo patto nel sangue di Gesù?

Paolo ricorda ciò che Gesù fece la notte in cui fu tradito. Il nuovo
patto è stato compiuto proprio per mezzo del sangue di Gesù Cristo,
ovvero tramite la sua morte e la sua risurrezione. Nel vecchio patto
era necessario offrire continuamente sacrifici animali e spargere il
loro sangue sull’altare (vedi per es. Esodo 24:1-11), ma con l’unico
sacrificio di Cristo Gesù e il suo sangue versato per noi, è stato
stabilito il nuovo patto, ovvero la salvezza per grazia per mezzo
della fede. (Per approfondire: Ebrei 10:1-18.)

vv. 27-29) Senso generale?

Vedendo nel contesto tutti questi versetti si può capire come Paolo
stia riprendendo ancora una volta di corinzi sul loro atteggiamento
nel prendere il pane e il vino per ricordare la morte del Signore
Gesù. C’è un chiaro richiamo diretto alla singola persona che si
accinge a prendere il pane ed il vino senza aver accettato Gesù Cristo
come personale salvatore. Il fatto di esaminare se stessi può essere
una chiave per capire il “degnamente” o “indegnamente” e comunque da
questi versetti emerge come sia una responsabilità personale. (vv.28 &
2° Corinzi 13:5). E’ bene far comprendere il significato della cena
del Signore a coloro che non lo sanno ma poi spetterà ad ogni singola
persona decidere se accostarsi o meno a tali simboli.

vv.30) In che senso che molti sono infermi, malati e molti muoiono?

Qui si possono vedere le conseguenze del giudizio di cui si parla ai
versetti precedenti su coloro che, nonostante sappiano benissimo il
significato della cena del Signore, prendono comunque il pane ed il
vino in maniera volontaria senza preoccuparsi troppo del discernere il
corpo del Signore e di accettarlo come personale salvatore.
(attenzione comunque a non generalizzare ed accusare persone inferme e
malate di non riconoscere Gesù come il Signore)

Lidia

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Jun 1, 2011, 11:47:28 AM6/1/11
to Gruppo Giovani vigna vecchia
Senza nulla togliere a tutto ciò, vorrei aggiungere una precisazione
che è utile per capire il contesto e quindi quello che dice nei vv.
27-29.
Per prima cosa, bisogna notare che si trattava della rammemorazione
all'interno di un pasto comune, come già lo era stata l'ultima cena di
Gesù. I cristiani liberi e ricchi arrivavano a tale Cena del Signore
già sazi e ubriachi; al contrario, i cristiani poveri arrivavano a
tale agape digiuni e spesso dopo una pesante giornata di lavoro, e
quelli schiavi arrivavano spesso in ritardo, ossia quando i loro
padroni lo permettevano loro. Questa insensibilità dei cristiani
liberi e ricchi verso quelli poveri e schiavi, costituiva tale
indegnità, che cozzava proprio contro l'atto di comunione col
«corpo» (la chiesa) e il suo Capo (il Signore). È in tal senso che chi
«non discerne il corpo del Signore», «mangia e beve un giudizio contro
se stesso», rendendosi indegno e colpevole. Al versetto 27 Paolo
riprende il discorso che aveva interrotto al versetto 22, i corinzi
cosi facendo non stavano mangiando la cena del Signore (v.20).
Chi si disinteressa dei propri fratelli (specialmente se svantaggiati)
nella vita quotidiana, come potrà partecipare a una gestualità
devozionale, che esprime unità e pari consentimento?
la conclusione del discorso è ai vv. 33-34.

Per quanto riguarda la citazione di 2 Cor. 13:5 va contestualizzata
altrimenti si può far dire al testo altro.
Nei versetti precedenti, Paolo afferma che i corinzi lo sottoponevano
alla prova per sapere se Cristo parla per mezzo di lui, ma non hanno
che da mettere alla prova se stessi per vedere che Cristo è in loro,
vivente o operante. Se riconoscono questo non possono dubitare sul
fatto che Paolo, il loro padre spirituale, è un apostolo genuino di
Cristo, perché “la nostra lettera di raccomandazione siete voi” 2 Cor.
3:2 e “voi siete l’opera mia nel Signore”! 1 Cor. 9:1.
Paolo dicendo “esaminatevi per vedere si siete nella fede” li sta
esortando: Come amanti di Cristo, mettetevi alla prova. Fate un
inventario spirituale. Conoscete abbastanza il vostro cammino con Gesù
per sapere che siete amati da lui, che lui non si è allontanato da
voi, che siete redenti. Ma chiedetevi: com’è la mia comunione con
Cristo? Mi sto proteggendo con ogni diligenza? Mi sto affidando a lui
nei momenti difficili? Attenzione!!! non sta dicendo: testate se siete
credenti o se vi siete illusi di esserlo!!
Come dobbiamo esaminare noi stessi? Misurandoci con le meravigliose
promesse di Dio!! Dovremmo chiederci: Attingo alle risorse di Cristo
per resistere al diavolo? Ho accesso alla sua potenza per vincere il
peccato? Vivo continuamente nella gioia, nella pace e nel riposo che
Gesù ha promesso ad ogni credente, senza eccezione?
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