1 Corinzi 1:17-31 Sapienza di Dio e pazzia della predicazione

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Beccio

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Feb 1, 2011, 3:12:30 AM2/1/11
to Gruppo Giovani vigna vecchia
vv. 17) Battezzare & evangelizzare?

Qui Paolo usa la parola “infatti”: questo fa si che bisogna leggere
tale versetto tenendo ben presente quelli che lo precedono. In
apparenza l’affermazione fatta da Paolo potrebbe sembrare
contraddittoria ma è chiaro che senza evangelizzazione (portare la
novità del Vangelo agli altri) non avrebbe senso battezzare. Anche dal
Vangelo secondo Marco (16:15-16) si vede come Gesù, affidando ai
discepoli la missione di predicare il vangelo, ponga questo mandato a
monte del battezzare. Più precisamente riguardo a Paolo, si può
leggere il capitolo 9 degli Atti: al vv. 15 si vede chiaramente come
Paolo sia uno strumento scelto dal Signore per portare il Suo nome, e
quindi il messaggio salvifico di Gesù, alle persone.

vv. 21) Salvare i credenti con la pazzia della predicazione?

La pazzia della predicazione viene legata al fatto che, per coloro che
non hanno il cuore pronto ad accettare Cristo, tutta la Sua opera
salvifica non rimane altro che follia. La parte finale del versetto
“salvare i credenti con la pazzia della predicazione” ha una possibile
chiave di lettura nei vv. 23-24. Infatti si può leggere “i credenti” o
“quelli che credono” del vv. 21 come “quelli che sono chiamati” del
vv. 24. Questo conferma il fatto che coloro che provano ad usare la
propria sapienza per trovare Dio, difficilmente si faranno trovare dal
Signore dato che la Sua straordinaria opera di salvezza apparirà loro
come pura follia.

vv. 22) E’ sbagliato chiedere miracoli o cercare sapienza?

Se contestualiziamo il versetto vediamo come il discorso ruoti attorno
al cercare Dio con una mente umana e limitata. Con tutti gli sforzi
della mente l’uomo non è in grado di capire veramente l’opera di Dio
così, cercare la sapienza umana (e non quella che viene dall’alto) non
equivale a cercare Dio e avvicinarsi a Lui. Per quanto riguarda i
miracoli il Signore agì, ha agito e agisce con segni prodigiosi. Molte
persone credettero a Gesù per via di numerosi miracoli ma in realtà il
vero gesto principale e meraviglioso che il Signore ha fatto nei
nostri confronti è stato quello di morire per i nostri peccati e
risorgere al terzo giorno, proprio quel segno che viene ritenuto
pazzia da molte persone.

vv. 25) Pazzia di Dio?! Debolezza di Dio?!

Anche qui una contraddizione salta all’occhio. La pazzia più saggia di
qualcosa? E la debolezza più forte di qualcos’altro? E’ un versetto
sicuramente difficile e propone un’immagine davvero forte e ribaltata
di quello che ci si aspetteremo. Ma in effetti il messaggio del
Vangelo, recepito come follia da molti, è proprio questo: Dio si è
abbassato fino a diventare un uomo, uno di noi, per prendere su di se
le nostre colpe, morire e riscattarci come suoi figli. Quindi
l’apparente pazzia di Dio nel far morire Gesù sulla croce è più saggia
degli uomini visto che tale gesto li riscatta. Allo stesso modo
l’apparente debolezza di Dio, morto inerme sulla croce, è nettamente
superiore alla forza degli uomini, al peccato e alla morte.

vv. 27) Cosa si intende e quali sono le cose pazze del mondo?

Questa affermazione rientra in una lunga serie di altre attestazioni
che terminano con “Dio ha scelto le cose che non sono per ridurre al
niente le cose che sono.” Le cose pazze si possono vedere come anche
le cose che non hanno senso, quelle che apparentemente non sembrano
avere una spiegazione logica. Quindi non ha alcun senso che Dio abbia
sacrificato Gesù per noi? Questa è follia?! Ebbene, il Signore ha
fatto proprio questo e tramite un semplice falegname di Nazaret, ha
svergognato i sapienti dell’epoca (Marco 6:1-3) e ha portato a
compimento il piano salvifico per l’umanità. Allo stesso modo
guardando il vv. 26 si vede come Paolo ricordi ai destinatari della
lettera come non ci siano molti sapienti secondo la carne fra di loro
(fra di noi) ma che nonostante tutto la grandezza e l’amore di Dio
possano essere compresi a prescindere da questa caratteristica
terrena.
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