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MODUS OPERANDI
\nHo scaricato Dishonored: La morte dell\u2019Esterno da PlayStation Store grazie a un codice review e l\u2019ho installato e giocato su una PlayStation 4 Pro collegata a un TV 4K/HDR Samsung KS7000 da 55\u2019\u2019 (il download \u00e8 di circa 24 GB). Questo DLC, doppiato e sottotitolato in italiano e disponibile anche per PC e Xbox One, \u00e8 di tipo stand-alone e non richiede quindi Dishonored 2 per essere giocato. La mia run si \u00e8 conclusa dopo circa 9 ore a livello difficile, ma contando che ho lasciato per strada due o tre missioni secondarie, si possono superare benissimo le 10 ore di gioco.
Speriamo che la prossima settimana Phil Spencer annunci la morte della politica delle esclusive, almeno per Xbox. Sarebbe un passo in avanti enorme, dal punto di vista concettuale e non solo, per l'industria tutta.
Quello delle esclusive un concetto eminentemente commerciale che non ha alcun valore a livello ludico. una leva all'acquisto, non una caratteristica: mi interessa il gioco X, allora dovr avere una piattaforma che riesca a farlo girare. Se la piattaforma in questione solo la Scatostascion 6 o la BuBox 540 indifferente per il gioco in s, a meno che non si tratti di un'opera mirata all'hardware, ossia fruibile al meglio solo con certe periferiche (esempio: Half-Life: Alyx ha senso solo con un visore VR).
I produttori hardware si sono dati battaglia per anni sul punto. Gi all'epoca delle primissime console, come l'Atari 2600, c'era chi aveva capito che per spingere le vendite delle console c'era bisogno di titoli che interessassero il pubblico. Se il gioco acclamato dalle masse sulla mia macchina e non su quelle rivali, la gente la comprer, quindi pago per averlo in esclusiva. Nintendo con il NES attu tattiche a dir poco aggressive per evitare che alcuni titoli raggiungessero le console concorrenti e cos stato per tutte le generazioni successive, compresa quella che stiamo vivendo, nonostante con gli anni gli editori terzi si siano sempre pi allontanati da questo sistema, perch poco conveniente per i loro affari.
Come tutte le politiche economiche, anche quella delle esclusive totali possibile solo in presenza di un mercato che la supporti e, semplicemente, il mercato attuale non la supporta pi: i costi di produzione crescono di anno in anno, mentre la base utenti stagnante. Inoltre la domanda viene incalzata da un'offerta talmente diffusa, che diventato difficile focalizzarla. Quando un gioco per recuperare i costi di produzione deve ormai vendere quasi dieci milioni di copie, significa che non puoi pi permetterti di mirare a un pubblico ristretto.
Xbox ha provato un nuovo modello, puntando tutto sui servizi in abbonamento con il Game Pass. Sostenibile o non sostenibile? Domanda ingenua. Un prodotto sostenibile se rispetta i target fissati in fase di pianificazione. Mettiamo: erano stati stimati 40 milioni di abbonati in 5 anni? Sono stati raggiunti? Allora sostenibile. Non sono stati raggiunti? Allora potrebbe non esserlo, o essere meno conveniente di quello che sembrava (sto semplificando all'osso, ma il concetto dovrebbe essere chiaro).
Xbox va bene o male con la pianificazione attuale? Difficile fare i conti senza stime. Sappiamo che Starfield ha raggiunto un certo numero di giocatori, per fare un esempio, ma non sappiamo quanti ne fossero stati stimati prima del lancio, se i costi di produzione siano stati recuperati, se i margini siano stati considerati accettabili, quanto costa il supporto per aggiornamenti e future espansioni e quant'altro. Insomma, in generale ci mancano troppi dati per dare giudizi lapidari sul successo o meno del gioco o sulla sostenibilit di progetti simile.
Quello che sappiamo per che a un certo punto qualcosa non deve essere andato come pianificato (non per Starfield in particolare) e qualcuno avr chiesto a Spencer e i suoi di fare di pi. Come gi detto, Xbox gi un editore multipiattaforma. Lo nei fatti e solo chi ossessionato da un modello morente come quello delle esclusive a tutti i costi non se n' accorto. Quindi ha gi una grande quantit di prodotti mirati verso l'altra met del cielo del mercato console, in particolare dopo l'acquisizione di Activision Blizzard King. Inoltre sono anni che considera l'hardware come un prodotto secondario, da vendere pi per presenza del marchio che per guadagnarci, puntando soprattutto all'affermazione dell'ecosistema nel suo complesso. Il passo successivo quale altro poteva essere se non uscire completamente dalla console war? Continuare una politica di chiusura totale facendo finta che sia ancora vivo un mercato che non esiste quasi pi? Del resto, un gioco diventa pi brutto se lo pu giocare anche un vicino di casa con una console diversa dalla propria? Avowed, per fare un esempio, diventa meno interessante perch c' la possibilit che arrivi su PS5?
Del resto la strada questa, non solo per Microsoft. Sony non ci ancora arrivata completamente, ma piano piano sta gi potenziando la sua offerta su PC e si parla dell'arrivo di un applicazione cloud per fruire alcuni giochi PlayStation senza dover per forza acquistare una console. Presto pubblicher un gioco sul Game Pass al lancio, per dire.
Il sistema delle esclusive funziona ancora praticamente solo per Nintendo perch non corsa dietro al potenziamento tecnologico con Nintendo Switch, puntando tutto sulle sue propriet intellettuali, indubbiamente fortissime, e sulla sostenibilit dello sviluppo. Sarebbe comunque sciocco non ricordare che dopo il tonfo di Wii U Nintendo aveva pensato eccome ad allargarsi ad altre piattaforme, tanto che aveva tentato la via del mobile, tornando sui suoi passi quando Nintendo Switch ha iniziato a vendere come il pane. Possiamo quindi supporre che, in caso di insuccesso o successo moderato della prossima console, sulla quale i costi di sviluppo saranno comunque pi alti che su Nintendo Switch, qualche apertura possa arrivare anche dalla casa di Mario.
Luoghi d'altri tempi che ancora possibile vedere in titoli come la serie Yakuza (che trovate su Amazon) e che, soprattutto in Occidente, sono sempre pi un retaggio del passato.
L'azienda li ha chiusi un anno fa per cederne la propriet a GiGo, che le ha trasformate pi in sale slot che videogiochi. Ma ora Bandai Namco torna alla carica, aprendo un palazzo nuovo di zecca che ospiter delle sale dedicate ai videogiochi.
Come ha riportato inizialmente SoraNews24, il publisher nipponico si fatto avanti per riacquisire lo stabile di GiGo ed aprire la sua prima sala giochi dedicata chiamata Namco Akihabara.
Si trover all'interno dell'Ichigo Akihabara Ekimae Building, proprio di fronte all'angolo sud-ovest della stazione JR di Akihabara, e diventer una delle nuove sale giochi del quartiere. Per rendere economicamente sostenibile la struttura ci saranno altre attivit, oltre alle sale giochi con titoli di Bandai Namco come Tekken 7 o Mario Kart Arcade.
Namco Akihabara offrir una variet di opzioni di intrattenimento orientate agli otaku, sfruttando la fusione di Namco con Bandai per il divertimento sia lato gaming che lato anime. Ci saranno eventi per i fan e promozioni per giochi popolari, con i sei piani di Namco Akihabara che avranno giochi di ogni tipo e anche i classici gashapon con prodotti Bandai, Banpresto e Bandai Spirits, e tanto altro.
Un piccolo ritorno al passato, quindi, per un tipo di intrattenimento che rischiava di essere solo un easter egg di giochi come Persona 5 Royal (da godere anche su Switch ora).
Un legame che supera la morte e unisce umani e animali, senza distinzione. la storia di Bamboo e Carla, due cani bresciani, compagni di giochi divisi dal destino. Bamboo non vuole lasciare andare la sua amica, scomparsa dopo una breve malattia, e veglia sulla tomba realizzata dalla sua padrona nel posto che pi amava.
A raccontare la storia stata Giulia Pulcini, titolare della Scuderia Ippokampo, un centro equestre a Borgosatollo, alle porte della citt di Brescia. proprio l che nasce l'amicizia tra un pastore australiano e un pastore tedesco. Bamboo lui, Carla lei.
Carla per si ammala e a soli nove anni, il 18 settembre, si spegne nonostante le cure amorevoli della sua padrona. "Hai sempre rubato il cuore di tutti quelli che hai incontrato e con te se ne andato un pezzo del mio", l'ha salutata Pulcini con un post sui social, raccogliendo alcuni video che la ritraggono giocare spensierata insieme a Bamboo e agli altri suoi amici ospiti della scuderia.
Ma a soffrire della perdita non sono solo gli esseri umani, anche Bamboo si trovato improvvisamente a non avere pi la sua compagna di giochi. Dopo essere arrivato in scuderia, appena sceso dalla macchina della sua padrona, il pastore australiano andato a sdraiarsi sulla tomba della sua amica. Un gesto immortalato in un video pubblicata sui social che ha intenerito tutta la rete.
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