The Last Hunter (Italian: L'ultimo cacciatore) is a 1980 Italian "macaroni combat" directed by Antonio Margheriti and starring David Warbeck and Tony King.[2] Initially made to capitalize on the success of The Deer Hunter, The Last Hunter was the first Euro War set during the Vietnam War, as opposed to World War II like all previous entries in the subgenre.
When The Deer Hunter was released in Italy, it was released under the title Il cacciatore (The Hunter).[5] When Margheriti's film was released in Italy, it was titled Cacciatore 2, which led to critic Kim Newman commenting that this was ironic, as the film was more derivative of Apocalypse Now.[5]
Lewis Gates, cacciatore famoso per la sua abilità nel seguire le tracce, è ingaggiato dal suocero, sceriffo, per rintracciare tre pericolosi evasi che sono fuggiti in una impervia zona montuosa del Montana. Gates ritrova le tracce dei latitanti, ha le prove che sono stati uccisi ma non rinviene i corpi, trovandosi quindi alle prese con un mistero. Accompagnato dall'antropologa Lillian Sloane, studiosa ed esperta dei nativi americani Cheyenne, Gates si avventura in montagna e viene catturato da alcuni guerrieri Cheyenne che sembrano usciti dal passato.
Attraverso un passaggio segreto sotto una cascata, Gates e Sloane scoprono un villaggio isolato abitato da una tribù di nativi americani Cheyenne sfuggiti ai massacri dei coloni bianchi di un secolo prima. Dopo la cattura da parte dei guerrieri pellerossa, Lewis e Lillian riescono gradualmente ad essere accettati all'interno della tribù ed essere considerati amici, anche per aver salvato un giovane Cheyenne ferito dai tre pericolosi evasi. Gates è costretto a ritornare tra i bianchi per procurarsi la penicillina necessaria per curare il ferito, ma lo sceriffo Deegan intraprende una battuta in montagna sulle tracce del genero; il cacciatore Gates e l'antropologa Sloane riescono ad impedire che la tribù venga massacrata, convincendo lo sceriffo a desistere da ogni azione cruenta.
Nelle Alpi di Ötztal, più di 5300 anni fa, un clan neolitico si è stabilito vicino a un torrente seguendo le indicazioni del capo Kelab. Un giorno, mentre il capo è a caccia, il clan viene attaccato e il solo a sopravvivere è un neonato. In preda al dolore e alla rabbia, Kelab medita una sola cosa: la vendetta. La ricerca degli assassini però si trasformerà per lui in un'odissea, che lo porterà a combattere per la sopravvivenza del bambino e contro le forze della natura. Un fatale errore, poi, lo trasformerà da cacciatore a preda.
In un Medioevo in cui la popolazione è vessata dalla piaga della peste, un manipolo di cavalieri decide di sfidare la congrega delle Streghe, causa della vasta epidemia, recandosi in territorio nemico per la definitiva resa dei conti. Nel gruppo di coraggiosi guerrieri vi è Kaulder, il The Last Witch Hunter - L'ultimo cacciatore di streghe del titolo, reduce dalla morte della moglie e della figlia per la tragica pandemia: proprio lui si trova ad affrontare la Regina delle Streghe, riuscendo sì ad ucciderla ma al contempo venendo maledetto con l'immortalità. Ai giorni nostri le arpie continuano a vivere nel nostro mondo senza dare troppo nell'occhio e la magia è ancora praticata all'oscuro dei comuni mortali, con un ordine segreto che si premura di controllare potenziali pericoli. Kaulder si trova a far parte di questa congrega e a operare sul campo, scoprendo che la sua antica nemesi, ritenuta sconfitta per sempre, stia in realtà per preparare il suo ritorno e minacciare l'intera umanità.
Un divertimento ludico che non si prende troppo sul serio è quello proposto da The Last Witch Hunter - L'ultimo cacciatore di streghe, action-fantasy flirtante con atmosfere horror che guarda e non poco al cinema di genere degli anni '90. Il regista Breck Eisner opta per un'ideale connubio tra gustosa ironia e contaminazioni fantastiche riuscendo a intrattenere per cento minuti sia grazie a un discreto background delle relative parti in causa che all'oculata gestione di interessanti figure secondarie. Se lo snodarsi degli eventi può risultare parzialmente prevedibile, è un male minore facilmente perdonabile.
Roma è battuta da una pioggia incessante. In un antico caffè, vicino a piazza Navona, due uomini esaminano lo stesso dossier. Una ragazza è scomparsa. Forse è stata rapita, ma se è ancora viva non le resta molto tempo. Uno dei due uomini, Clemente, è la guida. L'altro, Marcus, è un cacciatore del buio, addestrato a riconoscere le anomalie, a scovare il male e a svelarne il volto nascosto. Perché c'è un particolare che rende il caso della ragazza scomparsa diverso da ogni altro. Per questo solo lui può salvarla.
Con "Il cacciatore del buio" Donato Carrisi consacra definitivamente la sua verve immaginativa e il suo stile, pietre miliari con le quali gli altri scrittori dovranno confrontarsi. Una trama piena di svolte inattese, una scrittura ricca di immagini ammalianti e scorrevole al punto da essere travolgente: Carrisi ormai è una vera e propria "firma" che ha lasciato il segno nelle classifiche e nei lettori, non soltanto in Italia ma in tutto il mondo.
Si allunga la lista degli esopianeti scovati dal cacciatore di esopianeti Tess. L'ultimo è Hd 21749c, di dimensioni simili all Terra. I risultati sulla rivista scientifica Astrophysical Journal Letters
Ne avevamo parlato in questo articolo, datato 9 gennaio 2019. Adesso è arrivata la conferma. Possiamo affermare con certezza che Tess ha fatto poker. Dopo Pi Mensae c, Lhs 3884b e Hd 21749b, arriva, infatti, il quarto mondo alieno scoperto dal cacciatore di esopianeti.
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