mobilitazione nazionale in difesa della scuola pubblica: proposta:non pagare il contributo volontario----- Original Message -----From: Sent: Tuesday, February 16, 2010 6:25 PMSubject: mobilitazione nazionale in difesa della scuola pubblica: propostaCara collega, noi non ci conosciamo, io mi chiamo A.A., insegno lettere al liceo scientifico Pasteur di Roma e ho due figli, una al Mamiani e uno al Dante. Sto seguendo da due anni come cittadina, come insegnante e come madre le drammatiche vicende della scuola pubblica, depredata in termini di risorse culturali, umane ed economiche. Con le 'riforme' Gelmini e le recenti disposizioni finanziarie che, di fatto, congelano i crediti delle scuole (mentre le scuole paritarie continuano ad essere abbondantemente finanziate con un contributo alle famiglie che, oltretutto, prescinde dal reddito) abbiamo toccato il fondo: tutti i presidi stanno notevolmente aumentando la quota del 'contributo volontario' che in teoria dovrebbe finanziare l'ampliamento dell'offerta formativa ma in realtà, come sappiamo, copre molte altre spese. Addirittura hanno cominciato a chiederlo anche nelle scuole medie.BASTEREBBE CHE IN OGNI SCUOLA D'ITALIA ANCHE UN SOLO GENITORE DIFFIDASSE IL DIRIGENTE SCOLASTICO DALL'USO ILLEGITTIMO DEL CONTRIBUTO VOLONTARIO o, meglio ancora, che si lanciasse una campagna a livello nazionale del tipo "STOP AL CONTRIBUTO VOLONTARIO: IL GOVERNO TIRI FUORI I SOLDI CHE DEVE ALLE SCUOLE PUBBLICHE, AGLI STUDENTI E ALLE LORO FAMIGLIE" con adeguata risonanza sui media e credo proprio che scoppierebbe finalmente il caso: l'opinione pubblica vedrebbe concretamente che le scuole senza il nostro contributo 'volontario' chiudono i battenti, il governo farebbe la figura che merita. Dobbiamo fare leva sui genitori: sono loro l'unico interlocutore (di noi docenti non gliene frega niente, tanto sanno che non li voteremo mai) perchè sono MILIONI DI VOTI.Dobbiamo certo continuare a dire a tutti che la riforma della scuola elementare e adesso della scuola secondaria immiserisce l'offerta culturale e formativa dei nostri figli ma soprattutto, se vogliamo ottenere qualcosa, dobbiamo cominciare a parlare, l'espressione è orribile ma rende bene l'idea, alla pancia della gente: dobbiamo dire che mentre i soldi di chi paga le tasse finiscono nelle tasche dei politici corrotti e dei loro complici, per la scuola e per l'università pubblica non c'è più niente, per i nostri figli non c'è più niente, che non stanno erogando più neppure quei miseri fondi che le scuole ricevevano con anni di ritardo, invitando i presidi a firmare bilanci in rosso. I SOLDI CHE LO STATO DEVE ALLE SCUOLE SONO SOLDI NOSTRI, CE LI VUOLE RUBARE? LA SCUOLA SIAMO NOI: STUDENTI, GENITORI, LAVORATORI E QUEI SOLDI LI VOGLIAMO.Invitiamo a non pagare il contributo volontario.Usciranno allo scoperto. Anna Angelucci