Lo Straordinario Viaggio Di T.S. Spivet Movie Mp4 Download

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Kym Cavrak

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Jul 11, 2024, 12:09:40 PM7/11/24
to gelicata

Se il piccolo Kyle Catlett ce la mette tutta a creare empatia con il pubblico nei panni di T.S., tra pianti e momenti di innocuo stupore, è soprattutto la madre entomologa di Helena Bonham Carter a dare un motivo in più per vedere Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet.

Ah, che bello. Ogni tanto ci vuole proprio, un film leggero, dolce, onesto, che si racconta in maniera gioiosa e semplice senza per questo schivare necessariamente argomenti che possono farti sudare gli occhi. Ci vuole in particolar modo, poi, dopo che te ne sei tornato a casa dalla visione di Maggie, che veramente guarda è una botta d'allegria che non ti dico. Ma di quello ne parliamo un'altra volta. Oggi, invece, si parla del nostro amico Spivet, ultimo film di quello scombinato mentale di Jean-Pierre Jeunet, che quasi quindici anni dopo l'esperienza di Alien - La clonazione è tornato in zona USA. Certo, l'ha fatto con una coproduzione tra Francia, Australia e Canada e, considerando che il film è in buona sostanza un'appassionata lettera d'amore agli Stati Uniti, credo questo dica molto della sua opinione sull'esperienza con gli studi hollywoodiani. Ma insomma, poco importa. Quel che importa è che Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet è un gran bell'esempio di film per ragazzi che non tratta il suo pubblico come un branco di rincretiniti. Pare poco, non lo è.

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Intendiamoci, Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet non è certamente un capolavoro, anzi, ha i suoi momenti che non funzionano poi così bene. La sequenza con Dominique Pinon sembra un po' appiccicata ed è difficile non pensare che stia lì solo perché Jeunet non può fare a meno di infilarlo dappertutto. Il finale, forse, gestisce le cose in maniera un po' troppo semplicistica, ma insomma, tutto sommato si incastra bene nel tono generale di un film che racconta una favola deliziosa e toccante e lo fa appoggiandosi su una serie di cartoline fantastiche. Jeunet riprende gli Stati Uniti con una potenza esplosiva di colori, suoni, omaggi e riferimenti incrociati, infilando in ogni dove trovate visive e assurdità assortite, trasportandoti nella mente dei suoi personaggi, raccontando con delicatezza, umorismo e forza una fra le tragedie più grandi che possano capitare in una famiglia. E ne viene fuori un gran bel film.

Con Il favoloso mondo di Amélie ha conquistato tutti per la sua creatività surreale e la cura estetica. Dopo L'esplosivo piano di Bazil, Jean-Pierre Jeunet torna con Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet, film dal 28 maggio al cinema con Microcinema. Il regista francese adatta il romanzo Le Mappe dei miei Sogni, opera prima dello statunitense Reif Larsen. "Sono rimasto colpito dal protagonista, un personaggio straordinario, e dalla sua toccante storia, dalla ricchezza di particolari presenti nella storia, dall'ambiente descritto, dai treni, dal Montana, dagli ampi spazi aperti...", racconta Jeunet. Gli spazi del Montana sono però stati riprodotti in Canada.
Il cast mescola attori di varie nazionalità anglofone: l'unico americano è il bambino protagonista Kyle Catlett, poi c'è la divina Helena Bonham Carter, inglese, Judy Davis che è australiana; gli altri attori (da Robert Maillet a Jakob Davies) sono tutti canadesi.

Il Film Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet è uno dei capolavori di Jean-Pierre Jeunet. Il regista ed autore francese, nato nel 1953, era al suo settimo lavoro che, come gli altri del resto, si dimostrò un capolavoro di fantasia ed emozione. Un evento unico ed irripetibile, in grado, come i migliori critici hanno sostenuto, di toccare il cuore allo spettatore. Vediamo un pò di informazioni riguardanti il film e la nostra opinione a riguardo.

Anche questo Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet è un'altrettanto straordinario spettacolo per gli occhi, grazie anche al 3D con il quale finalmente il regista si cimenta, e lo fa a modo suo ovvero mirando all'eccellenza: niente trucchi posticci in post produzione, tutto nativo e l'effetto si vede, sottolineato dai boati di stupore e dagli applausi a ogni scena dei tanti ragazzi delle scuole presenti all'anteprima del Festival di Roma. Il romanzo Le mappe dei miei sogni di Reif Larsen del resto sembrava essere scritto apposta per diventare un film di Jeunet e per riproporre la sua estetica surreale e barocca di un mondo colorato e variopinto tra sogno e realtà, con la consueta carrellata di personaggi strambi come le marionette con cui Jeunet ha cominciato nella sua cucina.

Forse perché troppo spesso accusato di guardare più alla forma che al contenuto e di non riuscire veramente ad emozionare con i suoi film, questa volta Jeunet tenta di costruire insieme al caleidoscopio delle immagini anche una drammaturgia più forte con la quale coinvolgere emotivamente lo spettatore: il viaggio in treno del piccolo T.S., lo straordinario Kyle Catlett visto nella serie The Following, diventa una sorta di road movie che non è altro che la faticosa elaborazione di un lutto da parte del bambino che tenta di esorcizzare il suo bisogno d'amore, ma serve soprattutto a Jeunet per fotografare alla grande gli sconfinati spazi del Montana canadese, con il risultato che le malinconie del protagonista vengono soffocate dalle patinature dei troppi tramonti rosa. Alla ricerca della lacrima facile Jeunet vira troppo verso il film per famiglie, eccedendo con qualche romanticheria di troppo che non si amalgama completamente con lo stile cartoonesco e bizzarro messo in scena nella prima parte. L'empatia col protagonista non si completa mai dal punto di vista emotivo e le sue riflessioni durante il viaggio restano sospese. "Perche le gocce d'acqua prendono sempre la strada con la resistenza minore al contrario degli esseri umani?". Forse Jeunet ha cercato di complicarsi un po' la vita, l'indagine umana e la credibilità magari non sono il suo forte, ma gli rimane sempre la fantasia e il film è comunque un piacere per gli occhi.

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