G.A.S. verso la massa critica.

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lorenzo

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Jun 15, 2008, 6:09:53 AM6/15/08
to GAS Arcobaleno Chiaravalle
Crescono sempre di più la fama e il successo dei Gas, i gruppi
d'acquisto solidali, anche al Centrosud.
Fonte: tratto da http://www.criticamente.it - 05 maggio 2005

Crescono sempre di più la fama e il successo dei Gas, i gruppi
d'acquisto solidali, anche al Centrosud. Agli italiani piacciono
perché i prodotti sono realizzati da aziende che assicurano condizioni
di lavoro dignitose, i prodotti sono biologici e forniti da piccoli
produttori locali e, spesso, sono realizzati da cooperative sociali
che danno lavoro a categorie svantaggiate o a chi opera in territori
difficili. E l'aumento del numero degli aderenti ai Gas fa sembrare
più vicini anche obiettivi che solo qualche anno fa apparivano
difficilmente raggiungibili, come per esempio la possibilità di
usufruire di servizi improntati sui criteri del consumo critico. Tra
questi i servizi telefonici, assicurativi e bancari, ma sono allo
studio anche alle produzioni culturali che potrebbero essere
finanziate dagli stessi Gas (Italia Oggi, 4 maggio 2005). Sono sempre
di più, insomma (interpretando i dati sul successo dei Gas, gli
italiani che riorientano il proprio stile di vita spostandosi verso
comportamenti più sobri. Ma non è solo la scarsità di mezzi finanziari
a dettare questo cambiamento: un numero ogni giorno maggiore di
persone è spinta dalla convinzione che proprio da piccole pratiche
quotidiane, come quella di cambiare le modalità d'acquisto di beni e
servizi, possa portare a un miglioramento della qualità della vita per
tutta la comunità.

Quanto è vasto questo fenomeno? Nella recente indagine di Lorenzo
Valera pubblicata nel suo libro Gas - Gruppi d'acquisto solidali (ed.
Terre di Mezzo) è contenuto un pronostico: ´Se il ritmo di crescita
rimane quello attuale possiamo prevedere che in una decina d'anni un
milione d'italiani si cibi in parte con prodotti acquistati in questo
modo'.Mica male per un'esperienza che ha preso avvio solo undici anni
fa a Fidenza e che per parecchio tempo ha toccato quasi esclusivamente
ambienti di persone già sensibili ai temi dell'ingiustizia sociale ed
economica, come pure della protezione dell'ambiente. Il fenomeno dei
Gas sta divenendo infatti una realtà sempre più consistente, che a
marzo 2005 contava circa 170 gruppi censiti dalla Rete Gas nazionale
più un numero indefinito di gruppi locali che non hanno sentito il
bisogno di aderire alla rete. Una piccola rivoluzione La fotografia (o
meglio le fotografie, data la varietà dell'universo Gas) scattata da
Valera fornisce le coordinate di una piccola rivoluzione dal basso che
per gemmazione (la scissione in piccoli gruppi da un Gas troppo
cresciuto) o per contagio (il tam tam personale tra partecipanti e
conoscenti) si va rapidamente espandendo in tutta Italia.Seppure le
grandi città del Nord siano la terra più fertile per la nascita di
nuovi Gas (nell'ultimo anno quelli della sola Lombardia sono aumentati
di due terzi, fino ad arrivare a contarne 60) il Centro e Sud Italia
non ne sono affatto immuni. Tra gli ultimi aderenti alla Rete Gas,
infatti, ci sono il gruppo Fiori di Zucca di Palermo e un Gas di
Matera promosso dall'associazione Cittadinanzattiva, impegnata tra
l'altro nella creazione di percorsi d'inclusione sociale e lavorativa
di categorie svantaggiate. Il che si coniuga perfettamente con la
filosofia dei gruppi d'acquisto solidali, dove è proprio l'aggettivo
che determina la distinzione dai gruppi d'acquisto tout court, ovvero
chi pratica acquisti collettivi con la sola finalità di tagliare il
conto della spesa.

Con il passare degli anni e il moltiplicarsi dei gruppi sul territorio
l'impegno verso la costruzione di un'altra economia non si è
annacquato, anzi sta andando verso il punto critico, come ha
sottolineato Andrea Saroldi, uno degli iniziatori del movimento, nel
suo saluto ai partecipanti all'ultimo convegno dei Gas, che si è
tenuto a Milano a metà marzo nell'ambito della fiera ´Fa la cosa
giusta'. Saroldi nota come in questo momento storico ´l'idea che
permea l'attività dei Gas sia sufficientemente forte e le condizioni
siano favorevoli per prevedere una esplosione del fenomeno'. ´Penso
che ci stiamo avvicinando a quella crisi di crescita che sta per
esempio interessando il commercio equo e solidale, una fase di
cambiamento verso qualcosa che facciamo fatica ad immaginare',
continua Saroldi. I gas si mettono in rete Tenendo saldamente i piedi
per terra, com'è uso dei Gas, una prima direzione di sviluppo che si
sta già percorrendo è la coordinazione tra diversi Gas per ampliare la
gamma dei prodotti forniti ai soci. Unendo le forze è infatti
possibile dare l'avvio a vere e proprie filiere produttive, dove è il
consumatore che detta al produttore le caratteristiche del prodotto
desiderato, dietro garanzia d'acquisto da parte dei Gas. Un esempio
fatto al convegno è quello del Gas di Fidenza che, coordinandosi con
quello di Lodi, ha concordato con un produttore la coltura di una
antica varietà di grano, dal cui raccolto, tramite un mulino ad acqua
(forse l'unico funzionante in Italia), viene prodotta farina venduta a
0,60€ al kg. In questo modo, oltre ad avere un prodotto d'alta
qualità, si sostiene la biodiversità e la continuazione dell'attività
di antiche strutture produttive a impatto zero sull'ambiente.Lo stesso
dicasi per il recupero dell'allevamento della tacchinella dei Colli
Euganei (che offre una carne con valori nutrizionali molto più alti
del pollo industriale), stimolato dalla domanda dei Gas padovani. A
volte per raggiungere i loro obiettivi i consumatori aderenti ai Gas
sono persino disposti a prefinanziare il produttore o l'allevatore.
Per esempio con i Bob (Buoni ordinari bovini) i gruppi possono
conoscere sin dalla nascita le condizioni di allevamento di un vitello
e decidere i tempi della fornitura di carne. Sempre in ambito
biologico, l'associazione Trentino Arcobaleno ha lanciato tra febbraio
e marzo la prenotazione di pomodori biologici fissando un prezzo di 50
centesimi al kg. Allo scadere del termine delle prenotazioni erano 350
le famiglie che si erano assicurate quasi 17 tonnellate di pomodori,
che verranno consegnate ai rispettivi Gas appena maturi. Insomma, la
filiera corta paga ed è in grado di spostare flussi.
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