Tough to Kill (Italian: Duri a morire) is a 1978 Italian action film shot in the Dominican Republic written and directed by Joe D'Amato and starring Luc Merenda and Donald O'Brien.[1][2]
A hit man joins a band of mercenaries for a mission in an African jungle during a civil war. His goal is to bring back a wanted mercenary dead or alive, for whom a huge reward has been offered. The members of the squad all wind up fighting with each other over the prize.
Interpretato da Bruce Willis, Samuel L. Jackson e Jeremy Irons, si tratta del terzo capitolo della saga che vede protagonista il poliziotto John McClane; è preceduto da Trappola di cristallo e 58 minuti per morire - Die Harder, e seguìto da Die Hard - Vivere o morire e Die Hard - Un buon giorno per morire.
Die Hard - Duri a morire è stato distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi dal 19 maggio 1995. In Italia è uscito in anteprima estiva a Ostia il 19 agosto dello stesso anno, all'interno della rassegna di film "Il cinema al mare, il mare nel cinema",[2] per poi essere distribuito in tutte le sale del Paese dal successivo 27 ottobre.[2]
Costituisce il quarto capitolo della saga interpretata da Bruce Willis e dedicata al poliziotto John McClane, preceduto da Trappola di cristallo, 58 minuti per morire - Die Harder e Die Hard - Duri a morire, e seguito a sua volta da Die Hard - Un buon giorno per morire.
L'azione, a differenza dei primi due episodi, Trappola di cristallo e 58 minuti per morire - Die Harder, si svolge per la stragrande maggioranza nell'ambiente cittadino e raramente in ambienti chiusi. Da questo punto di vista infatti il quarto episodio rassomiglia a Die Hard - Duri a morire, con McClane che non si ritrova più da solo a fronteggiare i terroristi. Anche la trama generale del film ricalca in buona parte quanto già visto nel terzo episodio: il poliziotto si trova a collaborare con un civile per fronteggiare un'organizzazione terroristica che sta gettando scompiglio nella società, apparentemente senza un fine preciso.
Tony Brubaker Walter Scott Terry Leonard Danny Aiello III Steven Geray Peter Bucossi Shawn Howell Matt Birman Dean Jeffries Gus Williams Dick Durock Jeannie Epper Bill Anagnos John-Clay Scott Troy Brown Tony Lee Boggs Frank Ferrara Michael Russo Bob Minor Brad Bovee John Cenatiempo Bobby McLaughlin Jeff Ramsey Terry Jackson Harry Wowchuk Jim Wilkey Matt Leonard Jeff Ward William Washington Keii Johnston Shelby Swatek Kerry Rossall Dale Frye Manny Perry Chris Cenatiempo Ralph Ferrara Janet Paparazzo Jack Carpenter Malosi Leonard Patrick M. Walsh Andree Gibbs Hugh Aodh O'Brien Brian Burrows Deborah Watkins Bobby Aldridge Dana Bertolette Kurtis Epper Kym Washington Longino Chris Branham Danny Wong Dwayne McGee Richard Washington David D. Darling Hal Burton Teri Garland R.J. Chambers Bonnie Happy Jimmy Lewis Jr. Gwynn Turnbull Weaver Gary Dionne
Mentre McTiernan si diverte a proseguire nei suoi curiosi omaggi a Stanley Kubrick (in Trappola di Cristallo tramite Hans aveva suonato la nona sinfonia di Beethoven per citare Arancia Meccanica, qui sfrutta Simon per riproporre il tema When Johnny Comes Marching Home che accompagnava Il Dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba), compie un lavoro altrettanto sottile sul nuovo antagonista a livello metaforico.
Se l'Hans Gruber di Alan Rickman nel primo Die Hard rappresentava il passato, col suo piano da colonialista europeo che dalla Germania arrivava in America in cerca di nuove fortune, il Simon di Jeremy Irons è invece il futuro.
Da straniero in terra straniera dimostra di essersi integrato negli Stati Uniti al punto da averne individuato limiti e falle, speranze e contraddizioni, pregi e deficienze, così da poter usare tutto a proprio favore. Da buon europeo non puritano, appena può corre a celebrare la (momentanea) riuscita del suo grande piano con una notte passionale, ed è la sua boria da suprematista del Vecchio Continente a spingerlo a sottovalutare la mediocrità del grezzo e volgare americano medio. Che però in questo caso, per sua sfortuna, si dimostra particolarmente duro a morire.
Propr. Walter B. W. Attore statunitense. Ex suonatore di armonica a bocca, ex barista ed ex guardiano notturno in una centrale nucleare, viene lanciato a metà degli anni '80 dalla serie televisiva Moonlighting ed esordisce nel cinema nel 1987 nella commedia Appuntamento al buio di B. Edwards. Diventa improvvisamente la nuova icona del cinema d'azione interpretando il detective MacClane in Trappola di cristallo (1988) di J. McTiernan, film teso ed esemplare nel quale unisce alla perfezione muscoli, cervello e una discreta ironia. Nel 1990 è ancora MacClane nel mediocre 58 minuti per morire di R. Harlin e uno spietato e alcolizzato giornalista in Il falò delle vanità di B. De Palma. Ormai consacrato come uno dei più apprezzati divi hollywoodiani, torna a toni più leggeri con Hudson Hawk - Il...
Die Hard - Duri a morire è il film che va in onda questa sera alle 21.00 su Iris. Uscito in sala nel 1995, il film rappresenta il terzo capitolo della saga cinematografica firmata da John McTiernan e incentrata sul personaggio di John McClane, l'iconico personaggio portato sul grande schermo da Bruce Willis.
Dal momento che anche Die Hard - Duri a morire era incentrato su attentati dinamitardi, a lungo si pensò che l'attentato avrebbe avuto ripercussioni sull'uscita della pellicola. Invece, come si legge su Spokesman, la 20th Century Fox dichiarò di non avere alcun piano riguardo un eventuale ritardo sulla data di uscita. Martin Groove, critico cinematografico, commentò cosi la notizia: "Le persone sono di certo consapevoli che c'è una trama incentrata sulle bombe in Die Hard - Duri a morire. Ma ovviamente il film non è ispirato in nessun modo ai recenti eventi ed è stato realizzato molto prima che la tragedia colpisse l'Oklahoma." Come forma di rispetto per le vittime, però, Bruce Willis decise, secondo quanto riportato da IMDB, che in fase di promozione e conferenza stampa non avrebbe risposto a nessuna domanda inerente l'attentato, proprio per non correre il rischio di "romanticizzare" o pubblicizzare un evento traumatico e doloroso.
That would be the TAG Heuer Professional 3000 Quartz. This is a hybrid chronograph with a dive-time bezel. The dial is gray with applied markers, and the bezel is done in steel with the numerals inlaid into the bezel itself. An interesting design choice of that bezel is the fact that it has twelve sides, making it dodecagonal (say that five times fast). The watch features three subsidiary dials, a magnified date window, and the text organized on the right hand side of the dial. Of course, it's powered by a quartz movement (as the name suggests) which tracks with the kind of watches the brand was producing in the post-Heuer days. It had a relatively short production run, from 1984 to 1990. TAG was arguably at the height of its powers during the tail end of the '80s, cornering the tool watch market with prices more affordable than Rolex.
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