Gaetano "Tano" Cariddi è interpretato da Remo Girone. Nato in un piccolo comune della Sicilia occidentale, è figlio illegittimo del boss mafioso Pietro Favignana, il quale, poco dopo la sua nascita, uccide la madre Maria Cariddi e affida il bambino a Salvatore Nele, un bracciante mafioso locale. Tano cresce così nella fattoria del suo padre adottivo, e nel frattempo Favignana continua a tenerlo d'occhio. Fin da piccolo, pur essendo analfabeta, dà segni della sua intelligenza ed esprime il desiderio di studiare. Ad esaudirlo ci pensa il barone Francesco Altamura, che per ringraziarlo di aver messo in salvo suo figlio Paul (rapito precedentemente da Pietro per ricattare la famiglia più ricca della zona) decide di prendere in casa sua il giovane Tano. Qui, Cariddi inizia ad appassionarsi di libri e diventa un vero genio soprattutto in matematica. Ma ancora una volta incombe su di lui la presenza del padre che stringendo un accordo con Altamura, lo riprende con sé. Tano impara così anche la violenza e le strategie mafiose. Conosce la nuova famiglia di Pietro, sua moglie Rosaria e la piccola Maria, ma ben presto si rende conto dei crimini commessi dal boss, tra cui quello della madre, e induce Rosaria a uccidere il marito. Si reca poi nuovamente dal barone Altamura e gli fa delle richieste: per sé stesso, la volontà di continuare a studiare e per la neonata sorella Maria un futuro in un istituto. Si trasferisce quindi in Inghilterra in un college privato dove, al fine di proseguire gli studi e garantirsi il futuro presso quel collegio, Tano studia tutti i giorni in biblioteca, anche di notte, senza mai concedersi un'amicizia, né una compagnia (confesserà ai membri della Cupola) e ciò è stato possibile perché ogni anno ha vinto l'unica borsa di studio messa a disposizione per gli studenti meno privilegiati. Tornato in Sicilia presso le dipendenze del vecchio banchiere Nicola Antinari, per il quale sbriga l'attività di "faccendiere", si laurea brillantemente in economia e commercio presso l'Università degli Studi di Palermo, e ormai divenuto adulto, Tano vive a Taormina, a fianco del suo padrone sino alla morte di quest'ultimo. Ma dietro un'apparente "devozione" nei confronti del padrone, si nasconde una forte ambizione personale. Tano approfitta della complicata situazione familiare degli Antinari per trarne benefici, mostrandosi disposto anche a uccidere. Uno alla volta assiste alla distruzione di ogni singolo componente della ricca famiglia, fino a diventare direttore della "Banca Antinari". S'interessa poi a una compagnia di assicurazioni: ricatta il proprietario, Filippo Rasi, spingendolo con astuzia al suicidio, e poi sposa la figlia di questo, Ester. In una così grande scalata al potere, Tano stringerà alleanze con la mafia e con spietati affaristi come Antonio Espinosa, il barone Giovanni Linori e il prof. Ottavio Ramonte. Ma si farà anche molti nemici, tra cui il coraggioso commissario Corrado Cattani, l'ex poliziotto Davide Licata e la giudice Silvia Conti.
Ne La piovra 8, verso la fine degli anni '50, Tano Cariddi, detto "Tanuzzo", interpretato da Primo Reggiani, è un adolescente di umilissime origini, e abita in una fattoria a Trettorri, in provincia di Siracusa (vista la vicinanza di Pantalica dove il piccolo Paul dovrebbe essere portato dalla masseria dove è rinchiuso per essere ucciso). Tano ha assistito da piccolo alla violenza e alla morte subita dalla madre, Maria Cariddi, costretta a prostituirsi da un mafioso locale, Pietro Favignana, padre naturale dello stesso Tano. Viene affidato alle cure di Salvatore Mele, un bracciante mafioso e successivamente, una volta adolescente, entra nelle simpatie del barone Francesco Altamura, nemico di Favignana. Infine, aiuta Rosaria Albanese, moglie di Pietro, a uccidere il malvagio padre, che si è macchiato, fra le altre cose, dell'omicidio del boss Don Calogero Albanese, padre di Rosaria. Con l'aiuto iniziale del barone Altamura, Tano si trasferisce all'estero e inizia a studiare in un college in Inghilterra, vincendo ogni anno una borsa di studio, e covando il momento in cui sarebbe diventato grande e avrebbe iniziato la sua scalata al potere, dapprima adottato dal banchiere Nicola Antinari.