> @maledettafisica ha risposto:
> Quando scrivi "ad una velocità diminuita
> di una quantità pari alla velocità del treno"
> tradotto in formule significa
> V' = V - Vt
> che è esattamente l'espressione della composizione
> galileiana delle velocità ricavabile direttamente
> dalle trasformazioni di Galileo. È quindi evidente
> che stai usando le trasformazioni di Galileo.
Che è come dire la scemenza che pur avendo usato la formula che consente di calcolare l'area del quadrato moltiplicando per 4 l'area di uno dei 4 triagoli che lo compongono, vuol dire che ho usato la formula A=l^2 perchè dalla prima possianmo ricavare la seconda formula.
> I passaggi per ricavarla li puoi trovare spiegati
> su qualunque testo di fisica del liceo o di fisica 1
> del primo anno di università.
Per confrontare il tempo che si impiega ad usare il mio ragionamento e quindi la relativa formula per arrivare al risultato numerico della simultaneità assoluta, con il tempo che invece occorre per arrivare al risultato applicando le trasformazioni di Galileo, ho chiesto all'intelligenza artificiale Gemini di fare il secondo calcolo, ebbene Gemini letteralmente non ci riesce, alla faccia di chi come te dice che è la stessa cosa muoversi come ho fatto io e come dobrebbe farsi usando le trasformazioni di Galileo.
> Fintanto che usi quelle trasformazioni per
> trattare fenomeni relativistici è ovvio che
> tutto ti appaia insensato.
Guarda che le trasformazioni di Lorentz sono una conseguenza della sedicente esistenza della simultaneità relativa, basta leggere le prime pagine del famoso articolo di Einstein del 1905, per cui non puoi difendere la prima utilizzando la seconda, a meno di ammettere che sono lecite le argomentazioni circolari.
> Ma una teoria che non è in accordo con
> l'esperienza è falsa.
Appunto.
> Tanto maggiore la velocità
> del treno, tanto più evidente che Galileo aveva
> torto.
Ripeto: io non ho usato le trasformazioni di Galileo.
> Grazie ad Einstein possediamo una teoria sempre
> in accordo con la nostra esperienza. Se utilizzi
> le corrette trasformazioni allora puoi star certo
> di trovare gli stessi risultati concettuali sia
> con raggi di luce che con proiettili.
Ripeto: senza usare ne le trasformazioni di Galileo e ne quelle di Lorentz ho dimostrato che la simultaneità è assoluta con un banale ragionamento con annessa relativa formula.
> Per concludere la discussione, una teoria in fisica
> è sostanzialmente una descrizione matematica di un
> fenomeno naturale. Distinguere tra teorie matematiche
> e fisiche lo trovo un controsenso.
Ripeto: la teoria tolemaica è sostanzialmente una descrizione matematica del fenomeno naturale: moto dei pianeti, eppure tutti sanno che è una teoria fisica falsa.
Giovanni.