Il mio articolo dal titolo “Il redshift cosmologico non indica un’espansione, ..., non è corretto

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Dino Bruniera

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Jul 30, 2024, 3:50:56 AM7/30/24
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 Ho deciso di cancellare l’articolo dal titolo “Il redshift cosmologico non indica un’espansione, ma una velocità, che spiega la tensione di Hubble” che avevo pubblicato nei primi giorni di questo mese, sia su Academia che su vixra, in quanto non corretto.

Infatti ero stato preso da un entusiasmo "senile", quando in un video che ho trovato in rete, per giustificare certe incongruenze osservative, tra le quali vi è anche la tensione di Hubble, tra l'altro si afferma "E' anche possibile che le nostre interpretazioni del redshift della luce siano sbagliate e che per decenni abbiamo misurato distanze errate all'interno del Cosmo".
Che è ciò che io vado affermando da anni.
Per cui ho scritto e pubblicato l'articolo, senza pensarci molto.
Ecco il link del video:
https://www.youtube.com/watch?v=pqP1lcN25rQ&t=631s

In verità nel post di presentazione dell’articolo avevo anche scritto di non aver potuto accedere agli articoli scientifici che dimostrano l'esistenza della tensione di Hubble, ma che mi ero basato solo su quanto affermato nel video, e cioè che la velocità dell'espansione dell'Universo basata sulla radiazione di fondo, è inferiore a quella basata sulla luminosità apparente degli oggetti celesti. Per cui ho intuito che se il redshift della radiazione di fondo viene considerato come un indicatore di distanza (mentre indica una velocità), questa risulterà inferiore a quella reale, in quanto nel passato la velocità dell'espansione era maggiore di quella attuale, dato che l'espansione dell'Universo sta decelerando (come ho dimostrato nei miei articoli).
Quindi il fatto che la costante di Hubble basata sul redshift cosmologico, risulti inferiore a quella basata sulla luminosità apparente, avrebbe potuto essere dovuto proprio a questa giustificazione non corretta del redshift cosmologico.

Ma successivamente, per scrupolo, ho cercato in rete gli articoli scientifici sopra citati, ed ho trovato il calcolo della costante di Hubble basato sulla luminosità apparente, dove ho scoperto che per calcolare la velocità di allontanamento (o recessione) degli oggetti celesti, il redshift cosmologico viene considerato come un indicatore di velocità (e non un indicatore del fattore di scala dell’espansione dell’Universo, come viene affermato in tutti i libri di fisica che ho letto) e che viene applicata la formula Doppler che vede la Terra ferma e l’emittente in moto, tramite la quale, come ho dimostrato nei miei articoli, viene trovata la velocità apparente e non quella reale, che risulta ben inferiore.
Per cui anche la costante di Hubble reale risulta inferiore a quella calcolata dalla comunità scientifica, che quindi risulta sbagliata.

In pratica ho scoperto che nella comunità scientifica vi sono due interpretazioni del redshift cosmologico, quella degli astronomi, che lo considera un indicatore di una velocità anche se è quella apparente, e quella dei relativisti, che lo considera come un indicatore del fattore di scala dell’espansione dell’Universo, e quindi non una velocità.
Ma nessuna delle due è giusta, come ho dimostrato nei miei articoli. La prima perché risulterebbe un Universo osservabile con un raggio di più di 15.000 miliardi di anni luce (che è un valore troppo elevato, in quanto dovrebbe essere stato percorso in meno di 14 miliardi di anni), la seconda perché risulta incompatibile con la luminosità apparente degli oggetti celesti.
In ogni caso il calcolo della costante di Hubble, fornisce un risultato sbagliato.

Comunque continuerò a fare delle ricerche in rete, per trovare ulteriori informazioni in merito, tipo quella del calcolo della costante di Hubble in base alla radiazione di fondo, e prima o poi scriverò un altro articolo nel quale “denuncerò” l’esistenza di due interpretazioni della comunità scientifica, per lo stesso fenomeno, nessuna delle quali è corretta, e inoltre dimostrerò che la costante di Hubble sostenuta dalla comunità scientifica, è sbagliata.
Ma tanto i fisici della comunità scientifica possono dire ciò che vogliono, senza dover rispondere ad eventuali critiche, dimostrazioni, osservazioni o altro.
Ma per quanto tempo ancora?

Dino Bruniera   

gino-ansel

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Jul 31, 2024, 10:29:56 AM7/31/24
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Il giorno martedì 30 luglio 2024 alle 09:50:56 UTC+2 Dino Bruniera ha scritto:
.., il redshift cosmologico viene considerato come un indicatore di velocità
i famosi 370km/s ?
(e non un indicatore del fattore di scala dell’espansione dell’Universo, come viene affermato in tutti i libri di fisica che ho letto) e che viene applicata la formula Doppler che vede la Terra ferma e l’emittente in moto
se si tratta dei 370 avevo capito che era un moto della Terra assieme al Sole (tempo fa lo scrisse pure Fabri)
 
, tramite la quale, come ho dimostrato nei miei articoli, viene trovata la velocità apparente e non quella reale, che risulta ben inferiore.
Per cui anche la costante di Hubble reale risulta inferiore a quella calcolata dalla comunità scientifica, che quindi risulta sbagliata.
arabo per me
 
In pratica ho scoperto che nella comunità scientifica vi sono due interpretazioni del redshift cosmologico, quella degli astronomi, che lo considera un indicatore di una velocità anche se è quella apparente,
 
Apparente? Cosa significa?
Comunque non capisco come la radiazione di fondo si possa considerare in moto.
Provo ad immaginare
-Milardi di anni fa c'erano degli elettroni che sputavano fotoni tutt'iattorno, anche verso un punto dove oggi si trova la Terra.
-Cominciò l'inflazione: materia e spazio si gonfiarono a velocità super-super-luminale lasciandosi indietro la radiazione (visto che ci arriva solo oggi)
-Se la radiazione è rimasta indietro continuando a procedere a velocità c, la sua lunghezza d'onda non dovrebbe essere cambiata, invece mi pare che lo sia

e quella dei relativisti, che lo considera come un indicatore del fattore di scala dell’espansione dell’Universo, e quindi non una velocità.
 
se si tratta dei 370 anche Fabri scrisse che era una velocità della Terra. Chissà cosa significa "fattore di scala"
 
Francamente non ci capisco nulla: perchè non scrivi come spiegano la situazione astronomi, fisici e (ovviamente) Bruniera?
Ciao
PS Il fisico "gentile" è passato a dirmi dell'asino ad ogni piè sospinto :-)
Anzi, pare che abbia chiso il rubinetto.
Ariciao (notizie di Yoda? un po' mi manca anche lui mi dava dell'asino, ma ermeticamente, non si capiva mai bene cosa diceva)

Dino Bruniera

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Jul 31, 2024, 1:29:35 PM7/31/24
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Il giorno mercoledì 31 luglio 2024 alle 16:29:56 UTC+2 gino-ansel ha scritto:


Il giorno martedì 30 luglio 2024 alle 09:50:56 UTC+2 Dino Bruniera ha scritto:
.., il redshift cosmologico viene considerato come un indicatore di velocità
i famosi 370km/s ?
No.
Quella era la velocità della Terra rispetto all'etere, che viene considerato come un moto peculiare.
Questa è la velocità di allontanamento della Terra dall'oggetto celeste emittente della luce, dovuta all'espansione dello spazio. 

(e non un indicatore del fattore di scala dell’espansione dell’Universo, come viene affermato in tutti i libri di fisica che ho letto) e che viene applicata la formula Doppler che vede la Terra ferma e l’emittente in moto
se si tratta dei 370 avevo capito che era un moto della Terra assieme al Sole (tempo fa lo scrisse pure Fabri)
Come ti ho già detto sopra, non si tratta dei 370. 
 
, tramite la quale, come ho dimostrato nei miei articoli, viene trovata la velocità apparente e non quella reale, che risulta ben inferiore.
Per cui anche la costante di Hubble reale risulta inferiore a quella calcolata dalla comunità scientifica, che quindi risulta sbagliata.
arabo per me

Se ti vuoi interessare di astrofisica, dovresti leggere un libro divulgativo. 

 
In pratica ho scoperto che nella comunità scientifica vi sono due interpretazioni del redshift cosmologico, quella degli astronomi, che lo considera un indicatore di una velocità anche se è quella apparente,
 
Apparente? Cosa significa?

Si tratta della velocità di allontanamento dell'emittente rispetto alla Terra, considerando la velocità della luce isotropa rispetto alla Terra e, quindi, la Terra ferma e tutto l'Universo in moto, così come viene considerato dalla RR. 
Quindi non può essere reale, ma apparente.
 
Comunque non capisco come la radiazione di fondo si possa considerare in moto.
 
La radiazione di fondo è composta da fotoni che quindi si muovono a 300.000 km/s rispetto all'etere. 
 
Provo ad immaginare
-Milardi di anni fa c'erano degli elettroni che sputavano fotoni tutt'iattorno, anche verso un punto dove oggi si trova la Terra.
-Cominciò l'inflazione: materia e spazio si gonfiarono a velocità super-super-luminale lasciandosi indietro la radiazione (visto che ci arriva solo oggi)
-Se la radiazione è rimasta indietro continuando a procedere a velocità c, la sua lunghezza d'onda non dovrebbe essere cambiata, invece mi pare che lo sia
 
Mi pare che fai un sacco di confusione.
Provo a rispiegarti.
I fotoni della radiazione di fondo si sono formati subito dopo l'inizio dell'Universo.
Ma non riuscivano a muoversi liberamente nello spazio che stava espandendosi, perché si "scontravano" con i nuclei e con gli elettroni, che non avevano ancora formato atomi.
Fino a circa 400.000 anni dall'inizio.
Poi man mano che si formavano gli atomi della materia, hanno iniziato a muoversi alla velocità della luce nello spazio in espansione, che faceva allontanare gli oggetti celesti che si stavano via via formando, tra di essi, ad una velocità anche ben superiore a quella della luce. 
Cioè gli oggetti celesti più vicini si allontanavano tra di essi  a velocità inferiori a quella della luce, ma quelli più lontani a velocità ben superiori a quella della luce. 
Però i fotoni della radiazione di fondo hanno iniziato fin da subito ad arrivare a detti oggetti celesti, iniziando da quelli partiti da luoghi vicini (dato che si stavano allontanando a velocità inferiori a quella della luce) e poi via via da quelli più lontani.
In pratica ora stanno arrivando i fotoni della radiazione di fondo partiti da luoghi lontani dal luogo dove in seguito ci sarebbe stato il sistema solare, e in futuro arriveranno i fotoni partiti da luoghi ancora più lontani.


e quella dei relativisti, che lo considera come un indicatore del fattore di scala dell’espansione dell’Universo, e quindi non una velocità.
 
se si tratta dei 370 anche Fabri scrisse che era una velocità della Terra. Chissà cosa significa "fattore di scala"

Il fattore di scala dell'espansione dell'universo indica quanto si è espanso lo spazio dalla partenza all'arrivo dei fotoni e viene indicato dal simbolo z.
Per esempio con z = 0,1, significa che la distanza tra l'emittente e il ricevente, è aumentata del 10 % durante il viaggio dei fotoni.
Naturalmente secondo i relativisti.


 
Francamente non ci capisco nulla: perchè non scrivi come spiegano la situazione astronomi, fisici e (ovviamente) Bruniera?

Premetto che vi sono due tipologie di redshift, quello cosmologico che è dovuto all'espansione dell'Universo e quello "peculiare" che è dovuto al moto dell'oggetto celeste rispetto allo spazio (e cioè i famosi 370 km/s per la Terra). 
Gli astronomi considerano il redshift (sia peculiare che cosmologico)  come un indicatore della velocità di allontanamento dell'emittente dalla Terra, considerando la Terra ferma.
I relativisti considerano il redshift peculiare come dovuto ad una velocità e il redshift cosmologico come dovuto al fattore di scala dell'espansione dello spazio.
Poi c'è Bruniera, che considera il redshift come gli astronomi, solo che considera l'emittente fermo e la Terra in moto. 

Ciao
PS Il fisico "gentile" è passato a dirmi dell'asino ad ogni piè sospinto :-)
Anzi, pare che abbia chiso il rubinetto.
Ariciao (notizie di Yoda? un po' mi manca anche lui mi dava dell'asino, ma ermeticamente, non si capiva mai bene cosa diceva)

Non so se Yoda legga i post su USENET, comunque non mi risulta che abbia più postato. 
 
Ciao.

Dino Bruniera

gino-ansel

unread,
Aug 1, 2024, 5:07:48 AM8/1/24
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Quanto mi dici conferma che non sono in grado di seguirti (ma mi pare impossibile che non si spossano schematizzare le cose)..

Mi limito a chiederti conferma di quanto ho letto in
https://it.wikipedia.org/wiki/Radiazione_cosmica_di_fondo

Anisotropia di dipolo Questa anisotropia non è di natura intrinseca ma è dovuta al moto del nostro sistema di riferimento (il sistema solare) rispetto al sistema di riferimento della radiazione di fondo che può essere considerato come un sistema in quiete.

E' qui che saltano fuori i 370km/s, no?

La Terra ha i suoi moti (di rivoluzione e nell'orbita). Poi il Sole si muove nella Galassia. E la Galassia farà le cose sue . Tutti questi moti si combineranno e mi pare evidente che la combinazione porta a detti 370 (che sembrebbero costanti nel tempo) rispetto alla radiazione di fondo. Il sistema di riferimento della  radiazione può avere una sua velocità che si combini con quei 370? Sembra che Wiki dica di no. Pertanto a me pare che quei 370 siano reali e propri della Terra. Certo la radiazione viaggia a c,  ma la radiazione una volra emessa non può cambiare la sua velocità come non risente del moto dell'emittente (De Sitter).

Lo dico erchè quel fisico che mi dà dell'asino non è daccordo.

Tu che ne pensi?

Aggiungo che l'ipotesi etere non mi pare che cambierebbe le cose: se l'etere ci fosse potremmo mai sapere se anche lui si sta muovendo? e rispetto a cosa? Al massimo si potrebbe dire che è un mezzo anche per la radiazione di fondo, quindi sarebbe un doppione per la medesima.

Tutto questo mi serve per l'ipotetico test che potrebbe confermare one-way che il il tempo di volo (non la velocità) non cambia se l'osservatore si muove rispetto al segnale in arrivo. Lo so che a te non interessa perchè non discriminerebbe fra TEL e RR. Però potrei dire  a chi mi da dell'asino che l'asino potrebbe essere lui.

Ciao


Dino Bruniera

unread,
Aug 1, 2024, 4:45:21 PM8/1/24
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Il giorno giovedì 1 agosto 2024 alle 11:07:48 UTC+2 gino-ansel ha scritto:
Quanto mi dici conferma che non sono in grado di seguirti (ma mi pare impossibile che non si spossano schematizzare le cose)..

Mi limito a chiederti conferma di quanto ho letto in
https://it.wikipedia.org/wiki/Radiazione_cosmica_di_fondo

Anisotropia di dipolo Questa anisotropia non è di natura intrinseca ma è dovuta al moto del nostro sistema di riferimento (il sistema solare) rispetto al sistema di riferimento della radiazione di fondo che può essere considerato come un sistema in quiete.

E' qui che saltano fuori i 370km/s, no?

Si.
Salvo che come sistema di riferimento della radiazione di fondo, io considero l'etere o lo spazio. 

La Terra ha i suoi moti (di rivoluzione e nell'orbita). Poi il Sole si muove nella Galassia. E la Galassia farà le cose sue . Tutti questi moti si combineranno e mi pare evidente che la combinazione porta a detti 370 (che sembrebbero costanti nel tempo) rispetto alla radiazione di fondo. Il sistema di riferimento della  radiazione può avere una sua velocità che si combini con quei 370? Sembra che Wiki dica di no. Pertanto a me pare che quei 370 siano reali e propri della Terra. Certo la radiazione viaggia a c,  ma la radiazione una volra emessa non può cambiare la sua velocità come non risente del moto dell'emittente (De Sitter).

Lo dico erchè quel fisico che mi dà dell'asino non è daccordo.

Tu che ne pensi?

Penso che fai confusione per niente.
Tu considera solo che i 370 km/s riguardano la velocità della Terra rispetto all'etere.
Però poiché detta velocità varia in funzione della posizione della Terra nell'orbita attorno al Sole, si preferisce considerare il moto del nostro sistema solare (e cioè del suo centro che sarebbe il  Sole). 
Poi è chiaro che poiché il Sole si muove attorno al centro della Via Lattea, c'è da considerare anche quella variazione di moto, che però avviene in milioni, se non miliardi, di anni.
Però l'anisotropia di dipolo che viene osservata in un determinato momento, riguarda la velocità della Terra rispetto all'etere, in quel determinato momento.

Aggiungo che l'ipotesi etere non mi pare che cambierebbe le cose: se l'etere ci fosse potremmo mai sapere se anche lui si sta muovendo? e rispetto a cosa? Al massimo si potrebbe dire che è un mezzo anche per la radiazione di fondo, quindi sarebbe un doppione per la medesima.

Come ho scritto sopra il sistema di riferimento della radiazione di fondo, è l'etere stesso. 

Tutto questo mi serve per l'ipotetico test che potrebbe confermare one-way che il il tempo di volo (non la velocità) non cambia se l'osservatore si muove rispetto al segnale in arrivo. Lo so che a te non interessa perchè non discriminerebbe fra TEL e RR. Però potrei dire  a chi mi da dell'asino che l'asino potrebbe essere lui.

 Io credo di essere in grado di dimostrare in diversi modi che il tempo di volo reale cambia in funzione del movimento dell'osservatore rispetto all'etere.
Ma purtroppo tutti i relativisti coi quali mi sono confrontato su questo argomento, in un modo o nell'altro hanno abbandonato il campo, magari considerandomi un crackpot col quale non si può ragionare.

Ciao.

Dino Bruniera

gino-ansel

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Aug 2, 2024, 5:18:55 AM8/2/24
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Il giorno giovedì 1 agosto 2024 alle 22:45:21 UTC+2 Dino Bruniera ha scritto:

Tu che ne pensi?

Penso che fai confusione per niente.
Tu considera solo che i 370 km/s riguardano la velocità della Terra rispetto all'etere.
Però poiché detta velocità varia in funzione della posizione della Terra nell'orbita attorno al Sole, si preferisce considerare il moto del nostro sistema solare (e cioè del suo centro che sarebbe il  Sole). 
Poi è chiaro che poiché il Sole si muove attorno al centro della Via Lattea, c'è da considerare anche quella variazione di moto, che però avviene in milioni, se non miliardi, di anni.
Però l'anisotropia di dipolo che viene osservata in un determinato momento, riguarda la velocità della Terra rispetto all'etere, in quel determinato momento.

tu dai per scontata la presenza dell'etere, ma il mio interlocutore la nega

 Io credo di essere in grado di dimostrare in diversi modi che il tempo di volo reale cambia in funzione del movimento dell'osservatore rispetto all'etere.
Ma purtroppo tutti i relativisti coi quali mi sono confrontato su questo argomento, in un modo o nell'altro hanno abbandonato il campo, magari considerandomi un crackpot col quale non si può ragionare.

mal comune mezzo gaudio, ma non mi pare che tu abbia proposto un'osservazione che possa dimostrare la variazione del tempo di volo in funzione del moto dell'osservatore (e non capisco perchè tu aggiunga "rispetto all'etere"). Anche dal tuo punto di vista mi pare controproducente insistere sull'etere

Comunque, tornando a quei 370, a chi mi diceva che essendo il moto relativo non è detto che sia la Terra a muoversi, avrei dovuto ribattere che immaginare la Terra "ferma" mentre si sposta la radiazione di fondo  sarebbe come dire che un treno in moto in realtà è fermo e che è la Terra ad aver modificato  i suoi moti per far sembrare il treno in moto.

sulla simultaneità provo a punzecchiare
https://www.youmath.it/lezioni/fisica/teoria-della-relativita-ristretta/3412-relativita-del-tempo-simultaneita-degli-eventi.html

Ciao

Dino Bruniera

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Aug 2, 2024, 9:32:16 AM8/2/24
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Il giorno venerdì 2 agosto 2024 alle 11:18:55 UTC+2 gino-ansel ha scritto:
Il giorno giovedì 1 agosto 2024 alle 22:45:21 UTC+2 Dino Bruniera ha scritto:

Tu che ne pensi?

Penso che fai confusione per niente.
Tu considera solo che i 370 km/s riguardano la velocità della Terra rispetto all'etere.
Però poiché detta velocità varia in funzione della posizione della Terra nell'orbita attorno al Sole, si preferisce considerare il moto del nostro sistema solare (e cioè del suo centro che sarebbe il  Sole). 
Poi è chiaro che poiché il Sole si muove attorno al centro della Via Lattea, c'è da considerare anche quella variazione di moto, che però avviene in milioni, se non miliardi, di anni.
Però l'anisotropia di dipolo che viene osservata in un determinato momento, riguarda la velocità della Terra rispetto all'etere, in quel determinato momento.

tu dai per scontata la presenza dell'etere, ma il mio interlocutore la nega

Invece di denominarlo etere, si può denominare come spazio, oppure mezzo nel quale si manifesta la luce, dato che è un fenomeno ondulatorio che ha bisogno di un mezzo per manifestarsi.
Comunque prova a chiedere al tuo interlocutore come si manifesta la luce, senza un mezzo.



 Io credo di essere in grado di dimostrare in diversi modi che il tempo di volo reale cambia in funzione del movimento dell'osservatore rispetto all'etere.
Ma purtroppo tutti i relativisti coi quali mi sono confrontato su questo argomento, in un modo o nell'altro hanno abbandonato il campo, magari considerandomi un crackpot col quale non si può ragionare.

mal comune mezzo gaudio, ma non mi pare che tu abbia proposto un'osservazione che possa dimostrare la variazione del tempo di volo in funzione del moto dell'osservatore (e non capisco perchè tu aggiunga "rispetto all'etere"). Anche dal tuo punto di vista mi pare controproducente insistere sull'etere

Allora provo chiederlo anche a te, se la luce non si manifesta tramite un mezzo, come si manifesta?
Quindi controproducente oppure no, non si può proprio fare a meno dell'etere.
Perfino Einstein ha ammesso la sua esistenza, solo che l'ha denominato come spazio e gli ha assegnato delle proprietà impossibili.

Comunque, tornando a quei 370, a chi mi diceva che essendo il moto relativo non è detto che sia la Terra a muoversi, avrei dovuto ribattere che immaginare la Terra "ferma" mentre si sposta la radiazione di fondo  sarebbe come dire che un treno in moto in realtà è fermo e che è la Terra ad aver modificato  i suoi moti per far sembrare il treno in moto.

sulla simultaneità provo a punzecchiare
https://www.youmath.it/lezioni/fisica/teoria-della-relativita-ristretta/3412-relativita-del-tempo-simultaneita-degli-eventi.html

Ho letto qualche riga dell'articolo, finché ho trovato i verbo "apparire", che quindi ammette che il fenomeno non è reale.

Ciao.

Dino Bruniera 

gino-ansel

unread,
Aug 2, 2024, 12:38:16 PM8/2/24
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Il giorno venerdì 2 agosto 2024 alle 15:32:16 UTC+2 Dino Bruniera ha scritto:
Il giorno venerdì 2 agosto 2024 alle 11:18:55 UTC+2 gino-ansel ha scritto:
Il giorno giovedì 1 agosto 2024 alle 22:45:21 UTC+2 Dino Bruniera ha scritto:

Tu che ne pensi?

Penso che fai confusione per niente.
Tu considera solo che i 370 km/s riguardano la velocità della Terra rispetto all'etere.
Però poiché detta velocità varia in funzione della posizione della Terra nell'orbita attorno al Sole, si preferisce considerare il moto del nostro sistema solare (e cioè del suo centro che sarebbe il  Sole). 
Poi è chiaro che poiché il Sole si muove attorno al centro della Via Lattea, c'è da considerare anche quella variazione di moto, che però avviene in milioni, se non miliardi, di anni.
Però l'anisotropia di dipolo che viene osservata in un determinato momento, riguarda la velocità della Terra rispetto all'etere, in quel determinato momento.

tu dai per scontata la presenza dell'etere, ma il mio interlocutore la nega

Invece di denominarlo etere, si può denominare come spazio, oppure mezzo nel quale si manifesta la luce, dato che è un fenomeno ondulatorio che ha bisogno di un mezzo per manifestarsi.
Comunque prova a chiedere al tuo interlocutore come si manifesta la luce, senza un mezzo.

sfondi una porta aperta, però se parli di etere quelli si irrigidiscono nonostante quello che scrisse Einstein al riguardo.
Pensa che Smolin (amico, anzi ex-amico di Rovelli perchè non crede più nella gravità quantistica come non crede più delle stringhe) scrive  in "La rinascita del tempo" a pag. 231 che il *movimento* di una palla da tennis consiste nel salto delle sue particelle da un "atomo di spazio” all’altro e così farebbe pure la luce (pag. 227). Eppure non osa pronunciare la parola etere. E' un tabù, e la tribù ti si rivolta contro.



 Io credo di essere in grado di dimostrare in diversi modi che il tempo di volo reale cambia in funzione del movimento dell'osservatore rispetto all'etere.
Ma purtroppo tutti i relativisti coi quali mi sono confrontato su questo argomento, in un modo o nell'altro hanno abbandonato il campo, magari considerandomi un crackpot col quale non si può ragionare.

mal comune mezzo gaudio, ma non mi pare che tu abbia proposto un'osservazione che possa dimostrare la variazione del tempo di volo in funzione del moto dell'osservatore (e non capisco perchè tu aggiunga "rispetto all'etere"). Anche dal tuo punto di vista mi pare controproducente insistere sull'etere

Allora provo chiederlo anche a te, se la luce non si manifesta tramite un mezzo, come si manifesta?
Quindi controproducente oppure no, non si può proprio fare a meno dell'etere.
Perfino Einstein ha ammesso la sua esistenza, solo che l'ha denominato come spazio e gli ha assegnato delle proprietà impossibili.

ho risposto prima,
vedo che non hai un esperimento da proporre, come faresti quella dimostrazione?

Comunque, tornando a quei 370, a chi mi diceva che essendo il moto relativo non è detto che sia la Terra a muoversi, avrei dovuto ribattere che immaginare la Terra "ferma" mentre si sposta la radiazione di fondo  sarebbe come dire che un treno in moto in realtà è fermo e che è la Terra ad aver modificato  i suoi moti per far sembrare il treno in moto.

sulla simultaneità provo a punzecchiare
https://www.youmath.it/lezioni/fisica/teoria-della-relativita-ristretta/3412-relativita-del-tempo-simultaneita-degli-eventi.html

Ho letto qualche riga dell'articolo, finché ho trovato i verbo "apparire", che quindi ammette che il fenomeno non è reale.

non l'ho trovata, quale fenomeno non sarebbe reale? Comunque  in quel sito s'inchinano ad Eintein e soci.
ho scritto, se rispondono ti farò sapere

Ciao.

Dino Bruniera 

Dino Bruniera

unread,
Aug 2, 2024, 5:17:00 PM8/2/24
to free.it.scienza.fisica (senza troll e senza spammer)
Il giorno venerdì 2 agosto 2024 alle 18:38:16 UTC+2 gino-ansel ha scritto:
Il giorno venerdì 2 agosto 2024 alle 15:32:16 UTC+2 Dino Bruniera ha scritto:
Il giorno venerdì 2 agosto 2024 alle 11:18:55 UTC+2 gino-ansel ha scritto:
Il giorno giovedì 1 agosto 2024 alle 22:45:21 UTC+2 Dino Bruniera ha scritto:

Tu che ne pensi?

Penso che fai confusione per niente.
Tu considera solo che i 370 km/s riguardano la velocità della Terra rispetto all'etere.
Però poiché detta velocità varia in funzione della posizione della Terra nell'orbita attorno al Sole, si preferisce considerare il moto del nostro sistema solare (e cioè del suo centro che sarebbe il  Sole). 
Poi è chiaro che poiché il Sole si muove attorno al centro della Via Lattea, c'è da considerare anche quella variazione di moto, che però avviene in milioni, se non miliardi, di anni.
Però l'anisotropia di dipolo che viene osservata in un determinato momento, riguarda la velocità della Terra rispetto all'etere, in quel determinato momento.

tu dai per scontata la presenza dell'etere, ma il mio interlocutore la nega

Invece di denominarlo etere, si può denominare come spazio, oppure mezzo nel quale si manifesta la luce, dato che è un fenomeno ondulatorio che ha bisogno di un mezzo per manifestarsi.
Comunque prova a chiedere al tuo interlocutore come si manifesta la luce, senza un mezzo.

sfondi una porta aperta, però se parli di etere quelli si irrigidiscono nonostante quello che scrisse Einstein al riguardo.
Pensa che Smolin (amico, anzi ex-amico di Rovelli perchè non crede più nella gravità quantistica come non crede più delle stringhe) scrive  in "La rinascita del tempo" a pag. 231 che il *movimento* di una palla da tennis consiste nel salto delle sue particelle da un "atomo di spazio” all’altro e così farebbe pure la luce (pag. 227). Eppure non osa pronunciare la parola etere. E' un tabù, e la tribù ti si rivolta contro.
 
Però usa il termine "spazio", che è una denominazione diversa dell'etere, come anche Einstein ha affermato. 
E come anch'io lo denomino nei miei articoli. 




 Io credo di essere in grado di dimostrare in diversi modi che il tempo di volo reale cambia in funzione del movimento dell'osservatore rispetto all'etere.
Ma purtroppo tutti i relativisti coi quali mi sono confrontato su questo argomento, in un modo o nell'altro hanno abbandonato il campo, magari considerandomi un crackpot col quale non si può ragionare.

mal comune mezzo gaudio, ma non mi pare che tu abbia proposto un'osservazione che possa dimostrare la variazione del tempo di volo in funzione del moto dell'osservatore (e non capisco perchè tu aggiunga "rispetto all'etere"). Anche dal tuo punto di vista mi pare controproducente insistere sull'etere

Allora provo chiederlo anche a te, se la luce non si manifesta tramite un mezzo, come si manifesta?
Quindi controproducente oppure no, non si può proprio fare a meno dell'etere.
Perfino Einstein ha ammesso la sua esistenza, solo che l'ha denominato come spazio e gli ha assegnato delle proprietà impossibili.

ho risposto prima,
vedo che non hai un esperimento da proporre, come faresti quella dimostrazione?

Quale dimostrazione?
 


Comunque, tornando a quei 370, a chi mi diceva che essendo il moto relativo non è detto che sia la Terra a muoversi, avrei dovuto ribattere che immaginare la Terra "ferma" mentre si sposta la radiazione di fondo  sarebbe come dire che un treno in moto in realtà è fermo e che è la Terra ad aver modificato  i suoi moti per far sembrare il treno in moto.

sulla simultaneità provo a punzecchiare
https://www.youmath.it/lezioni/fisica/teoria-della-relativita-ristretta/3412-relativita-del-tempo-simultaneita-degli-eventi.html

Ho letto qualche riga dell'articolo, finché ho trovato i verbo "apparire", che quindi ammette che il fenomeno non è reale.

non l'ho trovata, quale fenomeno non sarebbe reale? Comunque  in quel sito s'inchinano ad Eintein e soci.

Ma a volte anche i relativisti, senza volerlo, usano il verbo apparire.
Ma se gli facessi notare che così danno torto a Einstein, rischi di essere denunciato per diffamazione.
Ecco dove viene usato il verbo apparire.
Sotto il paragrafo:

Effetti della relatività del tempo sulla simultaneità degli eventi.

La relatività del tempo ha una strana conseguenza: due eventi che appaiono simultanei ....  non appaiono ....

Ma usando il verbo apparire, praticamente ammettono che il fenomeno per il quale due eventi simultanei in un sistema di riferimento, non sono simultanei anche per un sistema di riferimento diverso, non è reale.

gino-ansel

unread,
Aug 3, 2024, 2:00:08 AM8/3/24
to free.it.scienza.fisica (senza troll e senza spammer)
Il giorno venerdì 2 agosto 2024 alle 23:17:00 UTC+2 Dino Bruniera ha scritto:

Però usa il termine "spazio", che è una denominazione diversa dell'etere, come anche Einstein ha affermato. 
E come anch'io lo denomino nei miei articoli. 
appunto, lui è più prudente di te (è un fisico importante)


 Io credo di essere in grado di dimostrare in diversi modi che il tempo di volo reale cambia in funzione del movimento dell'osservatore rispetto all'etere.
Quale dimostrazione?
Quella

Ma usando il verbo apparire, praticamente ammettono che il fenomeno per il quale due eventi simultanei in un sistema di riferimento, non sono simultanei anche per un sistema di riferimento diverso, non è reale.
la tua è un'interpreazione troppo forzata 
 
IO-  ho scritto, se rispondono ti farò sapere
poichè è improbabile che rispondano, ti riporto un pezzetto di ciò che ho scritto (e che il fisico "gentile" ha giudicato essere una cazzata). Questo per moderare le tue speranze d'essere ascoltato.

******************************************
oggetto: Critica di Einstein al concetto di simultaneità come da “Relatività esposizione divulgativa”
Poichè non mi sconquinfera, propongo di semplificare le cose per ragionarci sopra meglio

Supponiamo che la luce si muova come una lumaca, (non è vero ma questi sono esperimenti mentali dove tutto è lecito escluso le cose impossibili, illogiche e quelle dimostrate false da esperimenti credibili).
Esplode un’auto in piazza (caso propedeutico al successivo)
1)- Io sto a 100 metri dall’auto, tu a 200 (ma noi non lo sappiamo). Siamo equidistanti dall’orologio della piazza e prendiamo nota dell’ora dell’esplosione. Se ci confrontiamo crederemo che il fatto sia avvenuto in momenti diversi.
2)- Ora io sono fermo, tu ti stai muovendo sulla linea che va dall’esplosione passando attraverso di me: quando io vedo lo scontro tu mi stai passando accanto, ovvio che anche tu vedi lo scoppio nello stesso istante in cui lo vedo io (qui l’orologio non serve perché entrambi esclamiamo “guarda che botta”)
3)- Come in 2, ma lo scoppio avviene quando tu mi passi accanto (ancora non serve l’orologio perché lo testimonierà un terzo osservatore equidistante dall’auto e da noi due). Ovvio che tu vedrai lo scoppio dopo di me.
Quindi nessuno può dire che ci sono stati due scoppi anche se in 1) e in 3) noi abbiamo visto lo scoppio in momenti diversi
Due auto scoppiano in testa e in coda di un treno in movimento. A metà del treno ci sta M’, sulla banchina il signor M (fermo). Quando M’ passa accanto a M, M vede esplodere le due auto
4)- M, sapendo che M’ era a metà distanza fra le auto, deduce che anche lui era a metà distanza e avendo veduto le esplosioni in contemporanea considera il fatto simultaneo.
5)-Per lo stesso motivo esposto in 3) M’ non può vedere le auto esplodere nello stesso istante (va verso il segnale di una delle esplosioni e si allontana dall’altro).
Questo è lo stesso caso proposto da Einstein e la conclusione è identica: M crede che le esplosioni siano contemporanee, M’ non lo crede.
Quindi i problemi di simultaneità che c'ha visto Einstein non esistono: la diversa opinione di M e di M’ dipende solo dal fatto che le informazioni visive (come tutte le informazioni) richiedono tempo per essere consegnate.....
********************************************

se un fisico ti dice che questa è una cazzata i casi a me paiono due:
o  è davvero una cazzata (in tal caso ti prego d'illuminarmi)
o il fisico è un somaro a meno che non voglia evitare di mettersi nei guai

 

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Dino Bruniera

unread,
Aug 4, 2024, 7:00:15 AM8/4/24
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Il giorno sabato 3 agosto 2024 alle 08:00:08 UTC+2 gino-ansel ha scritto:
Il giorno venerdì 2 agosto 2024 alle 23:17:00 UTC+2 Dino Bruniera ha scritto:

Però usa il termine "spazio", che è una denominazione diversa dell'etere, come anche Einstein ha affermato. 
E come anch'io lo denomino nei miei articoli. 
appunto, lui è più prudente di te (è un fisico importante)


 Io credo di essere in grado di dimostrare in diversi modi che il tempo di volo reale cambia in funzione del movimento dell'osservatore rispetto all'etere.
Quale dimostrazione?
Quella

 Ci sarebbe da fare una lista dei modi coi quali si dimostra che il tempo di volo reale cambia in funzione del movimento dell'osservatore rispetto all'etere.
Ma tanto i relativisti continueranno a dire che non è sufficiente.
1. Con la logica: La luce è un fenomeno ondulatorio che ha bisogno di un mezzo per manifestarsi, per cui la sua velocità può essere isotropa solo rispetto al mezzo e, quindi, non anche ....
2. Tramite l'anisotropia di dipolo della radiazione di fondo, come ho dimostrato nei miei articoli.
3. Con i conti, che dimostrano che la differenza dei tempo di volo è coperta dalla differenza dello scorrere del tempo tra i due orologi.
4. Dal video che ho segnalato tempo fa, che dimostra che per far funzionare il sistema GPS, basta che sia la media delle velocità di andata e ritorno, ad essere isotropa.
5. Ecc..
Ma non vale la pena perder tempo a fare dimostrazioni a chi non vuole saperne.
Perché probabilmente ha altri interessi per la testa.



Ma usando il verbo apparire, praticamente ammettono che il fenomeno per il quale due eventi simultanei in un sistema di riferimento, non sono simultanei anche per un sistema di riferimento diverso, non è reale.
la tua è un'interpreazione troppo forzata 
 
IO-  ho scritto, se rispondono ti farò sapere
poichè è improbabile che rispondano, ti riporto un pezzetto di ciò che ho scritto (e che il fisico "gentile" ha giudicato essere una cazzata). Questo per moderare le tue speranze d'essere ascoltato.

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oggetto: Critica di Einstein al concetto di simultaneità come da “Relatività esposizione divulgativa”
Poichè non mi sconquinfera, propongo di semplificare le cose per ragionarci sopra meglio

Supponiamo che la luce si muova come una lumaca, (non è vero ma questi sono esperimenti mentali dove tutto è lecito escluso le cose impossibili, illogiche e quelle dimostrate false da esperimenti credibili).
Esplode un’auto in piazza (caso propedeutico al successivo)
1)- Io sto a 100 metri dall’auto, tu a 200 (ma noi non lo sappiamo). Siamo equidistanti dall’orologio della piazza e prendiamo nota dell’ora dell’esplosione. Se ci confrontiamo crederemo che il fatto sia avvenuto in momenti diversi.
2)- Ora io sono fermo, tu ti stai muovendo sulla linea che va dall’esplosione passando attraverso di me: quando io vedo lo scontro tu mi stai passando accanto, ovvio che anche tu vedi lo scoppio nello stesso istante in cui lo vedo io (qui l’orologio non serve perché entrambi esclamiamo “guarda che botta”)
3)- Come in 2, ma lo scoppio avviene quando tu mi passi accanto (ancora non serve l’orologio perché lo testimonierà un terzo osservatore equidistante dall’auto e da noi due). Ovvio che tu vedrai lo scoppio dopo di me.
Quindi nessuno può dire che ci sono stati due scoppi anche se in 1) e in 3) noi abbiamo visto lo scoppio in momenti diversi
Due auto scoppiano in testa e in coda di un treno in movimento. A metà del treno ci sta M’, sulla banchina il signor M (fermo). Quando M’ passa accanto a M, M vede esplodere le due auto
4)- M, sapendo che M’ era a metà distanza fra le auto, deduce che anche lui era a metà distanza e avendo veduto le esplosioni in contemporanea considera il fatto simultaneo.
5)-Per lo stesso motivo esposto in 3) M’ non può vedere le auto esplodere nello stesso istante (va verso il segnale di una delle esplosioni e si allontana dall’altro).
Questo è lo stesso caso proposto da Einstein e la conclusione è identica: M crede che le esplosioni siano contemporanee, M’ non lo crede.
Quindi i problemi di simultaneità che c'ha visto Einstein non esistono: la diversa opinione di M e di M’ dipende solo dal fatto che le informazioni visive (come tutte le informazioni) richiedono tempo per essere consegnate.....
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se un fisico ti dice che questa è una cazzata i casi a me paiono due:
o  è davvero una cazzata (in tal caso ti prego d'illuminarmi)
o il fisico è un somaro a meno che non voglia evitare di mettersi nei guai

A mio parere il problema è sempre lo stesso, e cioè che i relativisti non vogliono distinguere il reale dall'apparente.

Ciao.

Dino Bruniera 
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