HO INTERVISTATO L'AI GEMINI SUI DAZI DI TRUMP (5.04.2025)
IO: Da me sollecitato, hai risposto che la formula matematica di Trump non sembra essere una formula matematica economica standard o preesistente, precisando che è principalmente uno strumento politico per comunicare e giustificare la sua strategia commerciale, piuttosto che un modello economico rigoroso. Pertanto, dico io, si tratta di un azzardo dato che non esistono precedenti, che dunque non esclude che possa funzionare rispetto al fine di Trump di riportare le imprese manifatturiere in USA.
GEMINI: È vero che l'approccio di Trump, con la sua formula matematica non convenzionale, può essere considerato un "azzardo" nel senso di una strategia che si discosta dalle pratiche standard dell'economia del commercio internazionale e che non aveva precedenti diretti.
Tuttavia, sebbene non si possa escludere categoricamente a priori che qualcosa possa funzionare in un modo o nell'altro, ci sono diverse ragioni per cui la maggior parte degli economisti ha espresso scetticismo sulla capacità di questa specifica formula matematica di raggiungere l'obiettivo di riportare le imprese manifatturiere negli Stati Uniti in modo efficace e sostenibile
IO: Percentualmente, secondo te, quante possibilità ha Trump di raggiungere l'obiettivo che si è posto ?
GEMINI: Invece di una percentuale, potrei dire che le probabilità si collocano probabilmente nella fascia bassa o medio-bassa. È possibile che alcune aziende, a causa dei dazi o di altre pressioni, decidano di riportare una parte della produzione negli Stati Uniti, ma un cambiamento radicale e su vasta scala sembra improbabile con le sole politiche finora proposte e implementate, soprattutto se basate su una formula matematica controversa come quella discussa.
Per raggiungere un obiettivo così ambizioso, sarebbero probabilmente necessari approcci politici più ampi e coordinati che affrontino i molteplici fattori che influenzano le decisioni di localizzazione delle imprese.
IO In base alla probabilità non numerica che hai fornito, non pensi anche tu che il mondo globale della finanza debba assecondare tale azzardo, favorendone il successo ?
GEMINI: Mentre alcuni attori finanziari potrebbero trovare opportunità nelle politiche di Trump e adattarsi di conseguenza, è improbabile che ci sia un consenso generale nel "mondo globale della finanza" per assecondare attivamente una strategia percepita come rischiosa o non convenzionale, solo per favorirne il successo politico. Le decisioni finanziarie sono generalmente basate su valutazioni economiche e finanziarie, non su un desiderio di sostenere un particolare "azzardo" politico.
IO: Ma se il mondo globale della finanza assecondasse Trump, il corrispondente raggiungimento dei fini di Trump con il ricollocamento delle industrie manifatturiere in USA, porterebbe si o no benefici economici in tutto il mondo?
GEMINI: Sebbene un'economia statunitense forte possa potenzialmente avere effetti positivi a cascata sul resto del mondo, è più probabile che un ricollocamento forzato e su larga scala delle industrie manifatturiere negli USA, ottenuto attraverso politiche protezionistiche come i dazi, porterebbe a interruzioni, inefficienze e potenziali danni economici per molti altri paesi. I benefici per gli USA potrebbero arrivare a scapito di altri, e l'effetto netto sull'economia globale è tutt'altro che certo che sia positivo. È più probabile che si creerebbero vincitori e vinti a livello globale.
Giovanni.