Articolo sul redshift cosmologico, che giustifica la tensione di Hubble, in costruzione

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Dino Bruniera

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Jul 4, 2024, 8:43:16 AM7/4/24
to free.it.scienza.fisica (senza troll e senza spammer)
 Come ho scritto nel 3D "Segnalazione delle ultime scoperte dovute alle osservazioni del telescopio spaziale JWST" del 30.5, verso la fine di un video viene affermato che "E' anche possibile che le nostre interpretazioni del redshift della luce siano sbagliate e che per decenni abbiamo misurato distanze errate all'interno del Cosmo".
Poiché sono anni che nei miei articoli sto affermando che il redshift cosmologico non indica il fattore di scala dell'espansione dell'Universo, come afferma la comunità scientifica, ma la velocità di allontanamento del ricevente dall'emittente, ho pensato di scrivere un articolo che dimostri solo questa mia affermazione.
Articolo che pubblicherò su vixra e su Academia, per una sua divulgazione.

Ora sto scrivendo l'introduzione e ho pensato di anticiparne un pezzo, un po' polemico, in questo NG, anche per riempirlo un po', dato che non è molto frequentato.

Ecco la prima parte dell'introduzione che sto scrivendo.

In un video che ho trovato in rete, per giustificare determinate osservazioni del telescopio WEBB, viene affermato che "E' anche possibile che le nostre interpretazioni del redshift della luce siano sbagliate e che per decenni abbiamo misurato distanze errate all'interno del Cosmo".
Ma questo è proprio ciò che io vado affermando da anni nei miei articoli, per cui ho pensato di scriverne uno col principale obiettivo di dimostrare che il Redshift Cosmologico (RC) non indica il fattore di scala dell’espansione dell’Universo, come sostiene la Comunità Scientifica (CS), ma la velocità di allontanamento della Terra dall’emittente.
Infatti se il RC indicasse veramente il fattore di scala, avrebbe un valore proporzionale alla distanza basata sulla luminosità apparente, mentre ha un valore inferiore, tanto che la CS ha giustificato l’incongruenza con un’incomprensibile espansione dell’Universo in accelerazione.

Ma se la CS avesse considerato ugualmente il RC come il fattore di scala, nel calcolo della costante di Hubble basata sul RC della Radiazione di Fondo (RF), avrebbe ottenuto delle distanze inferiori a quelle reali e quindi una costante di Hubble inferiore a quella reale. Perché, come ho dimostrato anche nel mio articolo dal titolo “Espansione dell'Universo in decelerazione e relatività” (14), nel passato la velocità di espansione dell’Universo era maggiore rispetto ad ora e, quindi, la distanza reale risulta maggiore di quella basata sulla sola velocità attuale. Il che potrebbe giustificare la cosidetta tensione di Hubble (o S8).  

Infatti se la distanza dai luoghi di partenza della RF risultasse inferiore a quella reale, anche la velocità dell’espansione risulterebbe inferiore a quella reale e quindi anche la costante di Hubble risulterebbe inferiore a quella reale. Il che spiegherebbe perché la costante di Hubble basata sulla luminosità apparente degli oggetti celesti e, quindi, reale, risulta di 74 km/s per mega parsec, mentre la costante basata sul RC della RF, e quindi inferiore a quella reale, risulta di 67 km/s per mega parsec.

Certo che sarebbe importante ottenere una risposta dai fisici della CS su questa ipotesi ma, come dimostrerò nel prossimo capitolo, si tratta di una cosa impossibile.

Dino Bruniera   

Dino Bruniera

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Jul 5, 2024, 4:16:43 AM7/5/24
to free.it.scienza.fisica (senza troll e senza spammer)
Il giorno giovedì 4 luglio 2024 alle 14:43:16 UTC+2 Dino Bruniera ha scritto:
 Come ho scritto nel 3D "Segnalazione delle ultime scoperte dovute alle osservazioni del telescopio spaziale JWST" del 30.5, verso la fine di un video viene affermato che "E' anche possibile che le nostre interpretazioni del redshift della luce siano sbagliate e che per decenni abbiamo misurato distanze errate all'interno del Cosmo".
Poiché sono anni che nei miei articoli sto affermando che il redshift cosmologico non indica il fattore di scala dell'espansione dell'Universo, come afferma la comunità scientifica, ma la velocità di allontanamento del ricevente dall'emittente, ho pensato di scrivere un articolo che dimostri solo questa mia affermazione.
Articolo che pubblicherò su vixra e su Academia, per una sua divulgazione.

Ho completato l'articolo, ma ora sono indeciso sul titolo da dargli.

Quello che avevo previsto inizialmente è:

Il Redshift Cosmologico non indica l’espansione dell’Universo, ma …

Ma ora ne ho pensato un altro, che è una frase che dovrebbe essere più stimolante, e cioè:

Il Redshift Cosmologico non indica un’espansione, ma una velocità, che spiega la tensione di Hubble.


E' un po' lunghetto, ma credo che incuriosisca di più del primo.

Dino Bruniera  
 
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