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Spiegazione della Predica di Natale - (Luca 2,1-14)

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Amico

unread,
Dec 28, 2003, 2:34:53 PM12/28/03
to
Carissimi amici e fratelli in Cristo Gesù

Ho sentito il bisogno di fare gli auguri di Natale in modo del tutto
particolare e cioè, col presentare a voi tutti, se sentirete il desiderio di
collegarvi a questo news-group dell'amore, una Parola proveniente
direttamente dal Padre nostro.
Essa, donata già oltre 130 anni fa, è ancora misconosciuta, ma vuole
essere anche un'ancòra e una parola di consolazione a quanti Lo cercano
senza secondi fini, ovvero a quanti mettono da parte il proprio io e si
affidano alla Sua Misericordia, e al Suo Amore.
Voglia il Signore Gesù, sempre presente in tutte le cose, risvegliare il
palpito d'amore donato a ciascuno, al fine di rendersi degno di leggere tale
Parola e metterla anche in pratica.
Tutto ciò che di conseguenza verrà dopo, se ci si affida alla Sua
Volontà e si chiede la Sua Benedizione, allora sorgerà quale un 'sole' in
grado di illuminare i cuori dei più restii ad accettare una tale Parola d'
amore, affinché credano che Egli è sempre presente, risorto e vero.
Non dunque battibecchi insulsi e scialbi quali se ne trovano a migliaia
sui news-group, ma efficaci scambi di idee tratte dalla Sua Parola viva
contenuta nelle scritture conosciute e in quelle poco conosciute delle
cosiddette 'Rivelazioni'.

Tanti Auguri - Giam...@aruba.it

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(Tratto da "Le 53 Prdiche del Signore - di G. Mayerhofer)


Predica n. 5

La Predica di Natale.

(Luca - Capitolo 2, 1-14) Nascita di Gesù

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il
censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era
governatore della Siria Quirinio. E tutti andavano a farsi registrare,
ciascuno nella sua città. Ora, anche Giuseppe, che era della casa e della
famiglia di Davide, salì dalla Galilea in Giudea dalla città di Nazaret alla
città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria
sua sposa, che era incinta. E avvenne che, mentre si trovavano in quel
luogo, si compirono per lei i giorni del parto; ed ella diede alla luce il
suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose a giacere in una
mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo. C'erano in quella
regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro
gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del
Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma
l'angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che
sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore,
che è il Cristo Signore. E questo vi servirà di segno: troverete un bambino
avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». E subito apparve con
l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli
ama».

Trieste, 11 dicembre 1871

1. Questo capitolo tratta della Mia nascita, questa festa che voi, secondo
il costume della Chiesa Cattolica, celebrate ogni anno nel giorno 25
dicembre.

2. Io vi ho già dettato tempo fa qualche parola riguardo a questa festa, ed
i singoli fatti che accompagnarono la Mia nascita voi li conoscete in parte
dalla "Storia della Mia Infanzia e Fanciullezza", ed in parte dal Vangelo;
tuttavia vi sono ancora parecchie cose non chiarite in relazione a quest'
Atto della Mia prima apparizione visibile materialmente su questa Terra di
cui non conoscete il significato più profondo nel senso spirituale; ed è
perciò che Io, prendendo argomento da questo testo del Vangelo di Luca,
voglio darvene ora spiegazione più diffusa affinché voi, come pure tutti gli
altri Miei figlioli che in avvenire crederanno in Me, sia dato di conoscere
che: tutto quanto concerne Me e la Mia comparsa sulla Terra, anche la più
piccola cosa, ha un alto significato, e che tutto si ripeterà spiritualmente
al Mio ritorno su questa piccola stella, dimora dei Miei figliuoli in
divenire.

3. Come una volta, conformemente alle condizioni in cui si trovava la Terra,
era stato destinato precisamente quel dato periodo di tempo ed a quel dato
popolo per essere testimone del grande Atto di Grazia e d'Amore che Io ho
compiuto per voi e per tutto il Mio mondo dello spirito, così anche per la
Mia attuale venuta verranno destinati l'epoca ed il paese che maggiormente s
'adatteranno a tale Atto.

4. Non invano voi avete chiamato questa festa "La Notte sacra" cioè Natale.
Fu veramente una notte sacra quella in cui Io, per amor vostro e di tutto il
complesso della Creazione materiale, Mi consacrai Vittima all'Umiltà; notte
in cui Io, l'infinito Signore del Creato, Mi rivestii della caduca e
marcescibile spoglia umana di questa Terra, la quale al paragone di quella
degli uomini di altri mondi, sfigura immensamente per quanto concerne il
corporale prototipo d'un uomo, poiché in altri mondi, riguardo alla
struttura materiale dell'uomo, molti degli abitanti sono dotati così
meravigliosamente che l'uomo di questa Terra appare in loro confronto una
misera imitazione, di ciò che Io ho riposto in questa forma umana quale
Immagine del Mio Proprio Io. Ma, benché gli uomini viventi su altri mondi
sorpassino in molti riguardi gli abitanti della Terra, tuttavia questi
ultimi son chiamati nei riguardi spirituali a qualcosa di ben più grande che
non quelli che vivono sui mondi paradisiaci e sui Soli.

5. Anche se a loro sorride un'eterna primavera ed anche se vivono in
condizioni tali che la vostra fantasia non può neppure lontanamente
immaginare, essi mancano però d'una chiara conoscenza del Mio Io, dell'amor
Mio paterno e dell'essenza della Mia Creazione spirituale. Essi sono buoni
perché nulla li induce ad essere il contrario; essi riconoscono un Ente
supremo, Gli si prostrano dinanzi pieni di venerazione, ma nessuno ardisce
di pensare che questo Essere altissimo possa mai desiderare di stringere al
Suo petto una Sua creatura e di chiamarlo col felice e dolce nome di
"figlio", e questa possibilità di diventare figli di Dio è riservata su
questo pianeta soltanto a coloro che si saranno acquistati tale dignità con
la lotta e con la vittoria.

6. Là, dunque, dove c'è la scuola nella quale si educano tali figlioli, deve
trovarsi accanto alla maggior possibile elevatezza spirituale anche l'
opposto, cioè la massima possibile abiezione, ovvero il profondo inabissarsi
nelle tenebre maligne. Però, per dimostrarvi che fra questi poli opposti è
pur possibile un progresso verso il meglio, una vittoria su tutti gli
ostacoli immaginabili, Io stesso presi la veste di una fra le più infime,
delle meno considerate creature umane; per tale ragione discesi appunto Io
stesso sulla vostra oscura Terra, la quale per bellezza e vastità sta in
confronto agli altri mondi della Mia Creazione, circa come un infusorio - di
cui a migliaia abitano su di un'impura goccia d'acqua - paragonato al
pianeta Terra con tutte le sue bellezze e meraviglie.

7. Ma come ogni cosa nella Mia Creazione è formata con uguale cura, come l'
infimo infusorio è nel suo genere creato altrettanto perfettamente quanto l'
uomo, il re della Terra, così anche in quest'Atto si manifesta il Mio
principio creatorio che si rende visibile in tutti i gradi del Creato, vale
a dire: Che Io nell'infimo sono il Massimo, e che appunto nelle più piccole
cose Mi manifesto quale onnipotente Creatore e Signore.

8. E questa fu la ragione per cui Io scelsi uno dei più piccoli corpi
mondiali per manifestare tutta la Mia Grandezza, con ciò che Io attestai
così a tutto il Mio mondo spirituale ed animico che precisamente soltanto
nel minimo è possibile raggiungere il massimo, e che con la massima umiltà
può venir raggiunta la massima gloria, e che, Colui che tutto dà, è degno di
possedere tutto.

9. Ed è anche per tale ragione che Io non nacqui in una sontuosa magione, né
da genitori illustri per rango, bensì in condizioni umili e semplicissime;
tuttavia, in tutte quelle circostanze ed in quei fatti di allora doveva
rendersi ben chiara e marcata la sublimità spirituale della Mia nascita.

10. E fu così che appunto in quel luogo dovette essere imposto il censimento
del popolo e che Io così dovessi nascere non in una casa fabbricata dagli
uomini, bensì in una grotta naturale fabbricata da Me stesso.

11. Testimoni della Mia nascita non furono né imperatori né re e nemmeno
degli altri uomini comuni, ma soltanto degli animali, creature che, non
corrotte, seguivano ancora la via da Me tracciata loro nel crearli, e che si
conservavano tali e quali erano usciti dalla Mia mano. Però milioni di
spiriti angelici cantavano l'inno di lode: "Gloria a Dio nel più alto dei
Cieli e pace all'uomo sopra la Terra!"

12. A causa del censimento, Maria dovette intraprendere il viaggio alla
volta di Betlemme, affinché Io nascessi colà e si adempisse la Scrittura.
Per la stessa ragione la Mia nascita non poteva rimanere inosservata, e
doveva precisamente regnare anche il crudele Erode, quale governatore e
tetrarca in Gerusalemme, per rendere maggiormente difficile la Mia
educazione e la Mia futura Missione, affinché, col superare tutti quegli
ostacoli, venisse dimostrato che, sebbene Io stesso Mi fossi posto in tali
infime condizioni, avrei tuttavia assolto il Mio compito al cospetto del Mio
mondo spirituale; compito questo che consisteva, oltre che nell'esempio dell
'umiltà e dell'abnegazione, nel rendere questa piccola Terra una palestra di
educazione e di irrobustimento per i Miei figlioli, i quali sono chiamati ad
educare a loro volta, un giorno, quegli esseri che abitano le altre stelle,
acciocché questi, nell'Immagine del Grande Spirito e Creatore di tutta la
Natura visibile - in Cui essi riconoscono il loro Dio - imparino a
riconoscerMi anche quale Padre amoroso.

13. Quello che Io avevo prestabilito già da infinità di tempi prima, e che
avevo dato inizio da quasi duemila anni, si avvicina ora al compimento. La
mia Dottrina spirituale, la Mia Parola - alla quale nulla di meglio può
essere sostituito, per quanto gli uomini si affatichino a pensare ed a
fantasticare - la Mia Legge d'Amore, deve essere universalmente
riconosciuta. Soltanto l'Amore deve regnare! E tutte le passioni del cuore
umano - le quali furono da Me riposte in esso soltanto allo scopo di
permettere all'uomo, mediante la lotta contro di esse, di poter acquistare e
raggiungere tale Amore - tutte, ripeto, tutte queste passioni del cuore
umano devono alla fine giacere debellate ai piedi dell'altare dell'Amore!

14. L'odio, la vendetta, la cupidigia, la superbia e tanti altri potenti
incitatori al male che si trovano quanto mai nell'uomo devono tutti
ammutolire; la Croce dalla quale Io, inchiodato, impetrai un giorno il
perdono per l'umanità traviata, questo simbolo di riconciliazione deve
essere da tutti riconosciuto e non maledetto e, nelle dure prove della vita,
portato almeno con rassegnazione, a ricordo di quella Via da Me stesso
intrapresa ed indicata quale l'unica e sola che può condurre l'uomo all'
elevazione spirituale.

16. Così come alla fine del Mio pellegrinaggio terreno tutte le circostanze
Mi si facevano apparentemente avverse ed esteriormente sollecitavano la Mia
sconfitta e la Mia morte, eppure ad onta di ciò dovettero invece condurre al
Mio maggiore trionfo ovvero all'adempimento della Mia Missione sulla Terra
con la Resurrezione dalla materia ed il ritorno al Mio Regno d'Amore e di
Pace spirituale, così anche adesso, per gli uomini, aumentano esteriormente
le calamità e si moltiplicano gli indizi di catastrofi spaventose, affinché
in loro, come nel caso della leggendaria Fenice, dalle ceneri delle
distrutte concezioni e pregiudizi mondani, risorga quale prodotto spirituale
il vero uomo, figlio d'un Padre spirituale ancor più sublime.

16. Ogni cosa tende a tale mèta, ed è a questa che viene spinto
involontariamente tutto il genere umano, come in una nave senza governo in
mezzo al mare in balia dei venti; cosicché, tutti i ripari artificiali di
cui la ragione umana ha recintato come corazze di ferro attorno al cuore
dell'uomo, creato per i soli palpiti d'Amore, devono venire infranti, e le
barriere di rango della nascita, ed una scienza che tende esclusivamente al
potere ed alle cose mondane, devono venire annientate. L'uomo deve anzitutto
sentire col cuore, e perciò deve imparare ad amare, affinché il fuoco dell'
amore possa riscaldare la sua anima, e solo in seguito, la sapienza, quale
stimolo regolatore dell'amore, può mettere a questo il freno. Però anche nel
senso opposto, in questo mondo fatto di materia, è necessario che l'amore
debba temprare la sapienza, la quale comprende in sé la giustizia
inesorabile, la quale vuole che lo spirito caduto rimanga prigioniero nella
materia, mentre l'amore lo vuole liberato da questa schiavitù attraverso la
purificazione e possa conseguire la redenzione, e possa venir ricondotto al
Padre, all'eterno Amore. Tutto il mondo è stato creato dall'Amore, però la
Sapienza ne ha regolato le condizioni.

17. Dunque, quando Io, durante il Mio pellegrinaggio terreno, invocavo il
Padre nei Cieli, era sempre la Sapienza che invocava l'Amore, affinché
Questo volesse guidare le opere della Sapienza e le ispirasse all'Amore; e
come l'Amore e la Sapienza devono procedere uniti per il compimento di opere
fruttuose, così Io, quale il Cristo, (la Sapienza), ero una cosa sola col
Padre Mio (l'Amore); "Amore e Sapienza" uniti costituiscono propriamente il
Mio Io ed in Me hanno il loro Tipo originario più perfetto; così anche l'
uomo, quale Mio discendente, deve diventare l'espressione dell'Amore e della
Sapienza. Egli deve anzitutto ed in primo luogo amare, ed appena in seguito
imparare ad esser saggio, per poter riconoscere ed intendere Me, la Mia
Creazione e la sua propria missione.

18. A questo scopo tendono le cure che Io Mi prendo di voi; tutti gli eventi
vi spingono a far sì che il ritorno del vostro Gesù si compia innanzi tutto
in voi, nel vostro cuore, affinché in esso, quale Espressione di Sapienza e
d'Amore, Egli vi guidi e vi conduca fino a che, tra breve, appunto questo
Creatore di tutto il mondo visibile, questo Signore di tutti i dominii
celesti, quale Padre e quale Figlio, l'Amore e la Sapienza uniti, possa
apparire in Persona su questa Terra, visibilmente per quei Suoi figlioli che
saranno idonei a vederLo con gli occhi dello spirito, e fino a che Egli
possa in questo tempo proferire per la seconda ed ultima volta le parole da
Lui dette sulla Croce quasi duemila anni or sono, cioè: "E' Compiuto!".

19. Compiuta la grande Opera d'espiazione Io ho dimostrato ai Miei spiriti
come ciò che per loro era impossibile sia stato reso possibile; Io indicai
col Mio esempio la Via, seguendo la quale i piccoli esseri umani di questa
Terra possono assurgere alla dignità di grandi cittadini del Mio sconfinato
Regno e divenire Miei figliuoli. E' compiuto quello che Io iniziai un dì
quale Bambino in una grotta presso Betlemme e che colà fu magnificato dal
canto di milioni di spiriti angelici, ma che non fu compreso dagli uomini,
ad eccezione di qualche singolo con un lieve presentimento.

20. Io ho compiuto l'opera dell'espiazione, dell'Amore e del perdono, però
ora verrà mondata la Terra da ogni impura scoria dell'egoismo, e se anche le
tribolazioni abbatteranno il corpo terreno dell'uomo, esse nulla potranno
contro l'uomo spirito; questo invece sorgerà sublime sopra l'accasciato uomo
terreno, ed esso stenderà le sue braccia verso il divin Salvatore, il Quale,
come già una volta, dirà nuovamente a tutti: "Venite, voi tutti che siete
oppressi, acciocché Io vi tolga il vostro peso e vi conforti; venite a Me,
voi tutti che lottaste per l'Amore e la Sapienza; vostra sia la corona della
vita e dinanzi a voi si aprano i Cieli Miei, affinché possiate vedere come i
cori angelici intonino nuovamente un cantico di lode al Signore e Padre con
le stesse parole di una volta: "Gloria a Dio nel più alto dei Cieli, e pace
agli uomini in sulla Terra". Egli è venuto nei Suoi dominii, ed i Suoi
figliuoli ora l'hanno riconosciuto". - Amen!

Amico

unread,
Dec 30, 2003, 6:09:18 PM12/30/03
to

"Amico" <giampi...@libero.it> ha scritto nel messaggio news:...
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