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Conseguenze sociali della violenza dei preti cattolici!

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franco Santin

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Jun 5, 2007, 1:06:25 PM6/5/07
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Al di là di come i magistrati accerteranno i fatti, l'articolo è
sicuramente
un esempio dei problemi che la società civile dovrà affrontare per
l'attività di stupro di minori dei preti cattolici.
Uno ei problemi delle violenze dei preti cattolici è che non è "pinco
pallino" che fa il prete che violenta, ma è il prete cattolico che
violenta
in quanto prete cattolico e spesso, tale prete, racconta che fa quello
che
vuole Gesù (vedi dichiarazioni nella trasmissione di Santoro). E' il
prete
che violenta, non l'uomo.
http://www.stregoneriapagana.it

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo


Dal sito:
http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Sara-al-giudice:-%C2%ABLa-mia-vita-un-incubo%C2%BB/1633287
Alto Adige
Sara al giudice: «La mia vita, un incubo»
Gianfranco Piccoli
«Ho subito abusi sessuali Nel '94 volevo uccidere papà»

TRENTO. Non è stato un interrogatorio, ma un racconto di un'ora
durante il
quale Sara Bolner ha rievocato i fantasmi del passato. Non si sa dove
finisca la realtà e dove comincino le «fantasie» legate ad una
presunta
patologia. Ma la donna, accusata dell'omicidio della figlia di sei
anni,
ieri ha detto al gip La Ganga di essere stata ricoverata una prima
volta nel
1994, dopo aver tentato di accoltellare il padre. L'aspetto più
agghiacciante riguarda però gli abusi sessuali subiti per dieci anni -
così
ha detto la Bolner - da un sacerdote.
Ieri, durante l'interrogatorio di convalida, erano presenti Vasco
Chilovi,
avvocato difensore di Sara Bolner, il Gip Marco La Ganga e Carmine
Russo, il
pm che ha in mano l'inchiesta sulla morte della piccola Marialisa.
La donna di 44 anni, in carcere da giovedì pomeriggio, è arrivata a
Trento
da Verona intorno alle 10.30, a bordo di un mezzo della polizia
penitenziaria. Durante l'interrogatorio Sara Bolner - consapevole di
aver
procurato la morte della figlia ma ancora in uno stato di grave choc
psichico - non ha ripercorso gli attimi dell'omicidio (già confessato
poche
ore dopo al pm), ma ha rievocato gli anni dell'infanzia e i momenti in
cui
si è manifestato con chiarezza il suo disagio psichico.
Un racconto duro, dai risvolti forse più umani che giudiziari. In
attesa di
riscontri, gli inquirenti si mantengono prudenti di fronte alle
dichiarazioni della donna, dichiarazioni che coinvolgono anche i
familiari
più stretti. Domani è previsto un vertice in procura tra il magistrato
e i
carabinieri del reparto operativo: insieme valuteranno le parole
dell'indagata.
Sara Bolner ha raccontato al Gip di essere stata ricoverato nel
reparto di
psichiatria dell'ospedale di Mezzolombardo nel 1994. E su questo non
ci sono
dubbi, la data indicata corrisponde alla realtà. «Mi ricoverarono dopo
che
io tentati di accoltellare mio padre. Allora mi sono fermata solo
perché
sono svenuta poco prima di colpirlo», ha detto. Ma la donna ha parlato
anche
di abusi sessuali che avrebbe subito tra il 1968 e il 1977, tra i 5 e
i 14
anni di vita: «Un sacerdote (morto da anni ndr) si approfittava del
mio
corpo - ha detto Sara al giudice - io l'avevo detto ai miei familiari.
Non
mi credevano e, anzi, le ho anche prese quando raccontavo queste cose.
Mio
marito era a conoscenza di questa vicenda, gliene ho parlato tante
volte.
Avevo paura che la stessa cosa potesse accadere a mia figlia, avevo
paura
che nessuno la difendesse dagli abusi: per questo l'ho uccisa». Sara
Bolner
ha poi descritto un clima familiare tutt'altro che felice, «nonostante
le
apparenze».
Cosa c'è di vero nelle affermazioni di Sara Bolner? Certo, il suo
racconto
definirebbe il quadro (orribile) all'interno del quale è poi esplosa
la
furia omicida. Ma quanta verità e quanta «follia» ci sono nelle sue
parole?
Possono i recenti casi di pedofilia che hanno coinvolto i sacerdoti -
con
vasta eco sui media - ad aver influenzato la sua mente? Solo la
perizia
psichiatrica, già chiesta dal pm (potrebbe essere fatta con la formula
dell'incidente
probatorio), potrà dare delle risposte. E, naturalmente, i familiari
potrebbero sapere se Sara ha riferito dettagli corrispondenti alla
realtà.
Ieri il marito Elio Concadoro, in merito alle dichiarazioni della
moglie, ha
risposto affidando un comunicato stampa ai suoi avvocati, Marcello e
Maristella Paiar: «Il signor Concadoro e la sua famiglia sono chiusi
nel
loro immenso dolore. La famiglia - si legge nel comunicato - non è a
conoscenza del contenuto né del tenore delle dichiarazioni rilasciate
stamattina dalla signora Sara. Si ribadisce che nulla, né nel
comportamento,
né nell'indole della signora Sara, poteva far presumere la
possibilità, pur
remota, di quanto avvenuto. Il signor Elio e la sua famiglia
comprendono il
dolore, la confusione e la difficoltà della signora Sara. Si augurano
che
lei sia curata ed aiutata. La famiglia chiede tranquillità per sé e
per gli
inquirenti e umana pietà per tutti. Si esprime - conclude la nota -
piena
fiducia nella magistratura».
Dopo l'interrogatorio di convalida, Sara Bolner è tornata a Verona,
ma
nelle prossime ore il Gip potrebbe decidere di disporre la custodia
cautelare presso una struttura (il reparto di psichiatria del Santa
Chiara
o, in alternativa, l'ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione
delle
Stiviere) in grado di affrontare le condizioni psichiche della donna:
si
teme anche un gesto estremo. Il ricovero in una struttura psichiatrica
è la
richiesta formulata anche dall'avvocato Chilovi.
(03 giugno 2007)
---
Da altro n. g.
Ciao
Franco Santin

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