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Cassazione, suore cattoliche e stupro!

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franco Santin

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Sep 23, 2007, 4:54:16 PM9/23/07
to
Anche le suore di Brescia Imitano Christo!
La Corte di Cassazione ha rigettato l'assoluzione della Corte
d'Appello di
Brescia. Ricordo come Di Noto sia intervenuto nella vicenda difendendo
a
spada tratta le suore per occultare la loro attività!
http://www.stregoneriapagana.it

Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo

http://notizie.alice.it/notizie/cronaca/2007/09_settembre/22/cassazione_appello_bis_per_suore_accusate_di_abusi_su_bimbi,13177748.html
CASSAZIONE: APPELLO BIS PER SUORE ACCUSATE DI ABUSI SU BIMBI
Minore può essere fonte di prova
postato 1 giorno fa da APCOM

Roma, 22 set. (Apcom) - I bimbi che in tenera età, dichiarano di aver
subito
abusi sessuali possono essere una fonte di prova e le dichiarazioni
dei
genitori sui fatti loro riferiti dai figli hanno il peso di una
testimonianza.
Per questo la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 35224 del 21
settembre
2007, ha accolto il ricorso della Procura di Brescia presentato
contro
l'assoluzione disposta dalla Corte territoriale nei confronti di due
suore
accusate di aver abusato sessualmente di alcuni alunni nella scuola
materna
dove insegnavano.

Il Tribunale di Bergamo, in primo grado, nel febbraio del 2003 le
aveva
condannate a 9 anni e 6 mesi di reclusione per violenza sessuale.
Verdetto,
questo, rovesciato dai giudici di secondo grado che le avevano
prosciolte
con la motivazione che tutta la vicenda era da attribuirsi alla
suggestione
di cui i piccoli e i loro genitori erano stati vittima.

Contro questa decisione la pubblica accusa ha fatto ricorso in
Cassazione e
lo ha vinto: dovrà essere celebrato l'appello bis nei confronti delle
due
orsoline. Con la sentenza depositata due giorni fa la Suprema Corte
ha
fornito indicazioni importanti sul valore da attribuire alle
dichiarazioni
dei minori, fra i tre e i cinque anni, che potrebbero servire a
risolvere
altri casi di presunti abusi sui bambini come quelli sospettati nella
scuola
Olga Rovere di Rignano.

In particolare, si legge nella sentenza, che "è perfettamente
configurabile
e ammissibile la possibilità che il giudice consideri il bambino una
fonte
di prova". Anche se, precisa il collegio, "è ormai un dato
indiscutibile nel
panorama della giurisprudenza una più rigorosa circospezione
nell'acquisizione della prova riguardante le dichiarazioni di minori e
di
bambini: anche perché è lo stesso legislatore a prescrivere certe
cautele
nelle audizioni protette".

Non basta. "Nella letteratura di un certo peso dottrinario -spiegano
ancora
i giudici del Palazzaccio - non è agevole pensare a quei piccoli come
a
piccole persone capaci di sofisticate bugie e fantasticherie, perchè
la
regola è che un bambino di quell'età è strutturalmente incapace di
occultare
o di riprodurre falsamente i fatti di quelle sue prime esperienze".

Sul fronte delle testimonianze dei genitori, il collegio di
legittimità ha
spiegato che questi "non si sono riferiti alla conoscenza che essi
avevano
avuto dei fatti di causa tramite altre persone, ma ad una loro
cognizione
diretta per essere stati diretti e immediati depositari delle
confidenze dei
figli".

--
Ciao
Franco Santin
http://www.federazionepagana.com/radiopagana/
http://www.federazionepagana.it/boscosacro.html

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