vorrei approfittare della competenza di alcuni frequentatori del NG per
chiarirmi qualche dubbio e porre un p� di domande...
1.innanzitutto il fatto che anche la radice del nome chi concorda col
nostro ki, questo fa pensare a una relazione quantomeno indiretta, forse
a una concordanza di finalit� tra le due arti... forse un giapponese non
accetterebbe mai un concetto del genere e tantomeno un cinese... ma in
realt� un legame potrebbe esserci... sbaglio?
2. similitudini e diversit� nella pratica, nel senso che innanzitutto
entrambe le arti si basano sulle possibilit� umane, dunque hanno nella
posizione, nel respiro e nel fluire dell'energia ecc ecc, delle
similitudini anche se la pratica del tai chi � prima una pratica
individuale 'solitaria' e solo dopo una pratica 'in coppia', l'opposto
sembrerebbe dirsi per l'aikido perch� bench� l'aikitaiso e i vari
esercizi compiuti 'in solitario' ci siano e siano tanti la percezione
del praticante � che non rappresentino di per se il cuore tecnico
dell'aikido ma forse delle fondamenta tecniche esattamente come nel tai
chi il lavoro in coppia... questo porta il tai chi a lavorare molto pi�
sulla scientificit� della posizione, il controllo del respiro la
fluidit� intrinseca della propria posizionne della propria energia
personale e del metodo attraverso cui creare spinte e forze da
sviluppare nella azione mentre l'aikido a compiere questo lavoro
trattando tori e uke come una entit� unica laddove per� un accendo meno
forte viene dato alla scientificit� della propria posizione ma alla
dinamica finale collettiva della stessa e in effetti nella pratica sul
tatami capita spesso di vedere delle posizioni sbilanciate o in generale
sbagliate... ovviamente nel lavoro del praticante di tai chi per contro
si nota una staticit� incredibile nel lavoro in coppia come se la azione
finisca per risentire
3.pi� nello specifico mi chiedevo se nella pratica dell'aikido (sia
nella preatica in piedi che in ginocchio) sia necessario un lavoro in
una condizione di 'retroversione del bacino'
4.il lavoro delle gambe e delle braccia nell'aikido, si dovrebbe
sviluppare con un micromovimento a spirale?
(http://taijispot.files.wordpress.com/2008/08/chansijing_front.jpg)
5.esiste una compatibilit� tra i due stili di movimento e di lavoro?
6.come mai il metodo di insegnamento dell'aikido � pi� incentrato
sull'imitazione e la ricerca personale e spesso 'nasconde' in maniera un
p� ermetica certi 'dettagli'?
Chiedo scusa se ho scritto una marea di corbellerie ma se qualcuno mi
chiarisce le idee magari evito di dirne in futuro... grazie
jb
Allora:
punto 1) - Devi sapere che gran parte della cultura giapponese deriva
da quella cinese: arte, scrittura, religione, sistema politico e
fiscale ... insomma era di moda lo stile cinese quasi come è stato ( o
ancor oggi è) lo stile americano per noi altri. (famosa la canzone di
Carosone "Tu vo fa l'americano").
Poi come è ovvio le cose apprese hanno subito un loro corso e
trasformandosi sono arrivate ad avere una loro individualità (o
personalità)
Quindi secondo me non sbagli. Poi aspettiamo insieme qualc'uno che ci
illumini in modo diverso.
Punto 2) - Non vedo la domanda, pertanto ad una tua considerazione non
so cosa rispondere.
Sono metodi di allenamento determinati dal loro "fondatore" e hanno
pertanto una ragione loro.
Devi considerare però che il fondatore dell'aikido non praticava solo
nel dojo davanti ai sui allievi ma anche quando faceva il taglia
boschi o quando la mattina presto o a tarda notte con un Bokken o con
un Bo passava ore a percuotere un albero.
Proprio a ragione di quanto dici devi ammettere che la visione della
persona media, o cmq l'uomo comune, ritiene il tai chi un qualcosa di
più "spirituale" mentre l'aikido di più un "arte marziale".
Punto 3) - "retrovesione del bacino" ... non sono così esperto e
francamente non so a cosa ti riferisci ... ma molte arti fra cui anche
il karate è usanza spingere in avanti la parte bassa del bacino e
spingere indietro la parte alta. Il tutto vine eseguito contraendo
gli addominali e i glutei.
Se ti riferisci a questo penso che sia utile addottarlo anche in
aikido altrimenti rischi di avere il corpo su due direzioni diverse e
quindi avere una dispersione di energia che invece deve essere
canalizzata in un unica direzione.
Punto 4) - Non arrivo a tanto, ... spiegati meglio.
Punto 5) - definisci meglio compatibilità. Cmq dal punto 2 lo evidenzi
anche te che il lavoro è strutturato in maniera diversa.
Mi dai l'impressione di voler sottointendere che l'aikido sia (in
quanto giapponese) una evoluzione (senza giudizio pos o neg) del tai
chi. Puoi anche darsi ma stiamo parlando di due discipline che nella
miglire delle ipotesi hanno 800 anni di distanza trascorsi in due
nazioni diverse, se poi entriamo nella leggenda gli anni superano i
2500. Mi sembra un poco azzardato se è quello che vuoi intendere.
Punto 6) - perchè questo è il "difetto" di tutte le arti. Una parte
essoterica , cioè destinato al pubblico ed un altra esoterica , cioè
destinata a pochi e quindi segreta.
Comunque se fai un esempio di questi "dettagli" forse comprendiamo
meglio ciò che vuoi dire.
> Punto 2) - Non vedo la domanda, pertanto ad una tua considerazione non
> so cosa rispondere.
mi chiedevo se i due metodi di lavoro possano essere compatibili, in
definitiva usare lo studio scientifico della posizione del taichi nella
pratica dell'aikido e viceversa la dinamicit� dell'aikido nella pratica
del taichi...
> Punto 3) - "retrovesione del bacino" ... non sono cos� esperto e
> francamente non so a cosa ti riferisci ... ma molte arti fra cui anche
> il karate � usanza spingere in avanti la parte bassa del bacino e
> spingere indietro la parte alta. Il tutto vine eseguito contraendo
> gli addominali e i glutei.
si mi riferivo a questo e mi chiedevo proprio se nell'aikido andasse
utilizzata la retroversione sia in piedi che in ginocchio e durante tutte
le tecniche o meno...
> Punto 4) - Non arrivo a tanto, ... spiegati meglio.
mi riferisco allo zhan si jin che trovi qui:
http://www.menteprofonda.it/taiji_secrets/WangHaoDa.htm
ma � solo uno degli 8 principi che pensavo si potessero 'utilizzare'
anche nell'aikido.... magari in seguito possiao parlare degli altri...
> Punto 5) - definisci meglio compatibilit�.
mi riferivo proprio alla complementariet� che io presumo ci possa essere
tra le 2 arti,..
>
> Punto 6) - perch� questo � il "difetto" di tutte le arti. Una parte
> essoterica , cio� destinato al pubblico ed un altra esoterica , cio�
> destinata a pochi e quindi segreta.
se lo studio della posizione e gli 8 principi del taichi sono compatibili
con l'aikido perch� nell'aikido non viene offerto un impianto tecnico del
genere? ci si limita solo a praticare... senza pensare troppo a questo
tipo di lavoro tecnico... col risultato che spesso anche alti grado
conoscono la funzionalit� di certe cose ma non ne comprendono la natura
profonda...
faccio un esempio, dopo aver studiato un p� di taichi, ho provato a
domandare sul tatami di aikido, in certe posizioni dove dovesse essere il
peso o come dovesse essere ruotata la colonna o spostate le braccia...
il risultato � che spesso il praticante di aikido fa le cose, le sente,
ma non conosce la spiegazione razionale o funzionale di certi
movimenti... si limita a farli, magari con successo ma non ne conosce i
principi...
jb
---------omissis-------
>1.innanzitutto il fatto che anche la radice del nome chi concorda col
>nostro ki, questo fa pensare a una relazione quantomeno indiretta, forse
>a una concordanza di finalit� tra le due arti... forse un giapponese non
>accetterebbe mai un concetto del genere e tantomeno un cinese... ma in
>realt� un legame potrebbe esserci... sbaglio?
C'hi e Ki sono equivalenti; quindi un qualche legame sotto questo
punto di vista esiste sicuramente.
>
>2. similitudini e diversit� nella pratica, nel senso che innanzitutto
>entrambe le arti si basano sulle possibilit� umane, dunque hanno nella
>posizione, nel respiro e nel fluire dell'energia ecc ecc, delle
>similitudini anche se la pratica del tai chi � prima una pratica
>individuale 'solitaria' e solo dopo una pratica 'in coppia', l'opposto
>sembrerebbe dirsi per l'aikido perch� bench� l'aikitaiso e i vari
>esercizi compiuti 'in solitario' ci siano e siano tanti la percezione
>del praticante � che non rappresentino di per se il cuore tecnico
>dell'aikido ma forse delle fondamenta tecniche esattamente come nel tai
>chi il lavoro in coppia... questo porta il tai chi a lavorare molto pi�
>sulla scientificit� della posizione, il controllo del respiro la
>fluidit� intrinseca della propria posizionne della propria energia
>personale e del metodo attraverso cui creare spinte e forze da
>sviluppare nella azione mentre l'aikido a compiere questo lavoro
>trattando tori e uke come una entit� unica laddove per� un accendo meno
>forte viene dato alla scientificit� della propria posizione ma alla
>dinamica finale collettiva della stessa e in effetti nella pratica sul
>tatami capita spesso di vedere delle posizioni sbilanciate o in generale
>sbagliate... ovviamente nel lavoro del praticante di tai chi per contro
>si nota una staticit� incredibile nel lavoro in coppia come se la azione
>finisca per risentire
Quanto sopra � corretto e questo secondo me � conseguenza di una
codifica formale della pratica delle rispettive discipline, presente
nel Tai C'hi ed assente nell'Aikido.
>
>3.pi� nello specifico mi chiedevo se nella pratica dell'aikido (sia
>nella preatica in piedi che in ginocchio) sia necessario un lavoro in
>una condizione di 'retroversione del bacino'
L'espressione 'retroversione del bacino' non � applicabile alla
postura dell'Aikido.
Nella postura dell'Aikido si privilegia e prevale la capacit� di
generare kokyu: riferirsi ad esercizi posturali provenienti dalla
ginnastica occidentale concepiti secondo una pura ottica biomeccanica
� sicuramente limitante quando non anche fuorviante.
Nell'Aikido esiste una consolidata tradizione posturale che ha radici
profonde nella tradizione millenaria della cultura giapponese,
incentrata su Hara e Tanden.
La costruzione di un corretto hara che esprima un corretto tanden, �
compito degli istruttori di Aikido che dovrebbero essere all'altezza
di impostare correttamente la postura dei propri allievi.
Qui trovi una valida paginetta su quanto concerne il tanden:
http://it.wikipedia.org/wiki/Tanden
>
>4.il lavoro delle gambe e delle braccia nell'aikido, si dovrebbe
>sviluppare con un micromovimento a spirale?
>(http://taijispot.files.wordpress.com/2008/08/chansijing_front.jpg)
Sinceramente la figura del link � troppo sibillina per risponderti in
riferimento ad essa.
L'avvolgimento dell'uke in un movimento a spirale, pi� o meno marcato,
fa parte di alcune tecniche di aikido ma non saprei dire se questo �
il significato della tua domanda e comunque non mi pare abbia
collegamento con la figura segnalata nel link.
Un elemento di capitale importanza che posso per� affermare in ogni
caso, � che le braccia non devono mai muoversi da sole tenendo il
resto del corpo fermo: in soldoni, non si deve mai cercare di
"strizzare" l'avversario con il movimento delle braccia senza che vi
sia un contemporaneo movimento significativo di traslazione
dell'intero corpo e significativo spostamento dei piedi.
>
>5.esiste una compatibilit� tra i due stili di movimento e di lavoro?
Quando il Tai C'hi diventa applicazione marziale a coppie, come ad
esempio si vede anche nei filmati del sito che hai citato per il link,
beh... queste applicazioni hanno la stessa base delle tecniche
dell'Aikido ed a volte sono anche quasi identiche nella forma, con un
maggiore uso degli atemi come elemento risolutivo e finale delle
tecniche (vedi ad esempio Lee Yingarn (2of2) : http://taijispot.com/)
>
>6.come mai il metodo di insegnamento dell'aikido � pi� incentrato
>sull'imitazione e la ricerca personale e spesso 'nasconde' in maniera un
>p� ermetica certi 'dettagli'?
L'apprendimento per imitazione del Maestro � una caratteristica
peculiare dell'Aikido.
Qui trovi una valida paginetta su questo aspetto dell'Aikido:
http://it.wikipedia.org/wiki/Aikido#La_pratica_dell.27Aikido
Ciao.
Claudio Pipitone
__________________________
Autore di *Endogenesi*
http://www.endogenesi.it/
>>4.il lavoro delle gambe e delle braccia nell'aikido, si dovrebbe
>>sviluppare con un micromovimento a spirale?
>>(http://taijispot.files.wordpress.com/2008/08/chansijing_front.jpg)
>
> Sinceramente la figura del link � troppo sibillina per risponderti in
> riferimento ad essa.
>
ho chiarito questa mia domanda nella ultima risposta a Max, se vuoi
troverai li anche un link con dei chiarimenti.
grazie per le altre risposte
jb
>>
>>3.pi� nello specifico mi chiedevo se nella pratica dell'aikido (sia
>>nella preatica in piedi che in ginocchio) sia necessario un lavoro in
>>una condizione di 'retroversione del bacino'
>
> L'espressione 'retroversione del bacino' non � applicabile alla
> postura dell'Aikido.
>
> Nella postura dell'Aikido si privilegia e prevale la capacit� di
> generare kokyu: riferirsi ad esercizi posturali provenienti dalla
> ginnastica occidentale concepiti secondo una pura ottica biomeccanica
> � sicuramente limitante quando non anche fuorviante.
>
> Nell'Aikido esiste una consolidata tradizione posturale che ha radici
> profonde nella tradizione millenaria della cultura giapponese,
> incentrata su Hara e Tanden.
>
> La costruzione di un corretto hara che esprima un corretto tanden, �
> compito degli istruttori di Aikido che dovrebbero essere all'altezza
> di impostare correttamente la postura dei propri allievi.
>
> Qui trovi una valida paginetta su quanto concerne il tanden:
> http://it.wikipedia.org/wiki/Tanden
>
>>
io pensavo che quando maestro Tada parla di lavoro con 'l'ano chiuso' si
potesse riferire proprio a qualcosa del genere, ovvero una posizione dove
una leggera contrazione del gluteo e dell'addominale porta il bacino
leggermente in avanti, ecco perch� mi chiedevo se ci fosse una
corrispondenza... in effetti ho usato un termine proveniente dalla
ginnastica occidentale ma lo stesso concetto si trova ad esempio nel taichi
come 'principio delle tre chiavi di controllo' e si riferisce proprio a
quello che in cina chiamano il dantian corrispondente del nostro tanden...
questa posizione (secondo le indicazioni del taichi) dovrebbe portare una
vantaggio nel radicamento a terra e nell'uso della respirazione
addominale...
jb
-----omissis-----
>io pensavo che quando maestro Tada parla di lavoro con 'l'ano chiuso' si
>potesse riferire proprio a qualcosa del genere
Se segui il Kinorenma Aikido del Maestro Tada non ci sono dubbi che
lui si riferisce al primo passo della triplice contrazione, che nello
Yoga si realizza con il "mula bandha"
(http://it.wikipedia.org/wiki/Bandha#Mula_Bandha)
Leggi anche l'articolo di fabrizio Ruta
http://www.aikikai.it/riviste/3501/pdf/5051.pdf
pubblicato sulla rivista Aikido, organo ufficiale dell'Aikikai
d'Italia.
>..........................................................................................., ovvero una posizione dove
>una leggera contrazione del gluteo
No: i glutei debbono restare sempre ben rilassati.
La contrazione a cui ti riferisci riguarda esclusivamente lo sfintere
anale e corrisponde alla tecnica "aswini mudra" che si pratica nello
Yoga.
Gli sfinteri sono dei muscoli interni preposti ad aprire e chiudere
gli orifizi dei nostri organi interni e non solo quelli del basso
ventre...
L'esercizio che il Maestro Tada fa fare a terra con il bacino
sollevato ed il corpo disteso appoggiato sui talloni e sulle mani, �
appunto una variante di "aswini mudra"... ;-)
>................................................................... e dell'addominale porta il bacino
>leggermente in avanti,
No: non si tratta di muovere il bacino in avanti.
Questa contrazione consiste nella distensione del rachide lombare con
trazione dall'alto sulle vertebre del coccige per realizzare il
fissaggio posturale della zona corporea che si estende dal perineo
alla regione del coccige fino ad arrivare a circa 4 centimetri al di
sotto dell'ombelico.
E' la stessa postura del rachide che si realizza quando ci si siede
sullo zafu in zazen per la meditazione zen.
E' possibile realizzarla anche nel normale seiza, avendo cura di
realizzare la trazione dall'alto su coccige mediante l'allineamento
delle vertebre cervicali spingendo convenientemente il mento verso il
petto come se si spingesse verso il cielo con la parte superiore del
capo e fissando bene nel contempo gli sfinteri anale ed urogenitali.
Attento per� che non si tratta solo di postura meccanica, perch�
occorre vivificare la postura attraverso la respirazione che attivi la
circolazione delle energie interiori, altrimenti fai la fine di uno
stoccafisso e basta... ;-)
Devi anche sapere che si riesce a trasferire nella dinamica del
movimento dell'Aikido solamente una ridotta percentuale di quanto si
realizza con gli appositi esercizi svolti a terra, nel seiza o nello
zazen, per cui per avere un beneficio apprezzabile nella pratica
dell'Aikido occorre dedicare assai pi� ore di allenamento in questi
esercizi.
Per fortuna questi esercizi li puoi fare anche tranquillamente a casa
tua (magari comprandoti solamente uno zafu) perch� � necessario
dedicare un rapporto di ore all'incirca di 10 a 1 fra l'allenamento
posturale e quello di Aikido sul tatami.
Quando sei sul tatami approfittarne per seguire la prassi insegnata
dal Maestro Tada che a casa � difficile da fare per una questione di
spazio: dopo l'esercizio a terra con il bacino sollevato ed il corpo
disteso appoggiato sui talloni e sulle mani (la variante aikidoistica
di "aswini mudra"...) alzati senza "mollare la presa" e sempre
mantenendo saldo il fissaggio posturale del tanden attraverso il
serraggio degli sfinteri inizia subito a fare il movimento rapido dei
passi in tutte le direzioni come si insegna nell'Aikikai d'Italia.
E' l'esercizio pi� efficace che puoi pensare di fare in fatto di
velocit� per quanto concerne quel trasferimento posturale del tanden
dalla pratica statica a quella dinamica a cui ho accennato sopra.
> Se segui il Kinorenma Aikido del Maestro Tada non ci sono dubbi che
> lui si riferisce al primo passo della triplice contrazione, che nello
> Yoga si realizza con il "mula bandha"
> (http://it.wikipedia.org/wiki/Bandha#Mula_Bandha)
>
> Leggi anche l'articolo di fabrizio Ruta
> http://www.aikikai.it/riviste/3501/pdf/5051.pdf
> pubblicato sulla rivista Aikido, organo ufficiale dell'Aikikai
> d'Italia.
>
CUT
> E' l'esercizio pi� efficace che puoi pensare di fare in fatto di
> velocit� per quanto concerne quel trasferimento posturale del tanden
> dalla pratica statica a quella dinamica a cui ho accennato sopra.
>
> Ciao.
>
> Claudio Pipitone
>
spiegazione perfetta
grazie
jb
>>"Max.Donati" <dona...@gmail.com> in un momento di scarsa lucidit�
>>disse:
--------omissis--------
>> Punto 6) - perch� questo � il "difetto" di tutte le arti. Una parte
>> essoterica , cio� destinato al pubblico ed un altra esoterica , cio�
>> destinata a pochi e quindi segreta.
>
>se lo studio della posizione e gli 8 principi del taichi sono compatibili
>con l'aikido perch� nell'aikido non viene offerto un impianto tecnico del
>genere?
L'Aikido non pu� assoggettarsi ad una codificazione tecnica poich�
perderebbe la sua caratteristica principale e peculiare, quella di
esprimere il movimento in funzione, in dipendenza e come diretta
conseguenza dell'ispirazione del momento che proviene al praticante
dalla comunione con la circostanza e le condizioni (comunione con
l'Ai-Ki) in cui si viene a trovare.
Il Fondatore ripeteva esplicitamente che l'Aikido non ha kamae e non
ha kata e con questo intendeva proprio stabilire quest'assoluta
incompatibilit� dell'Aikido con una forma didattica codificata e con
una pratica che sia vincolata a regole od a forme tecniche
prestabilite.
>................ ci si limita solo a praticare... senza pensare troppo a questo
>tipo di lavoro tecnico... col risultato che spesso anche alti grado
>conoscono la funzionalit� di certe cose ma non ne comprendono la natura
>profonda...
No non � cos�, hai ricevuto una sensazione sbagliata: conosco molto
bene l'insegnamento del Maestro Tada essendo stato uno dei suoi primi
allievi diretti in Italia ed avendo praticato per 15 anni direttamente
sotto la sua guida e posso assicurarti che le indicazioni tecniche che
il Maestro Tada ha portato in Italia sono molto chiare e precise.
Nel contempo per� ti posso confermare che nel momento in cui il
Maestro Tada ha fornito gli strumenti tecnici che nella sua intenzione
costituiscono la base attraverso cui apprendere i principi della
pratica, la sua prescrizione e quella di accumulare il pi� possibile
ore su ore di allenamento, perch� solamente quando la mente abbandona
il ricordo degli strumenti tecnici che hanno costituito la base
ricevuta dal Maestro, avendo ormai il corpo imparato lui stesso,
assimilato e sedimentato la forma tecnica del movimento nella
istintualit� automatica della propria natura profonda, allora l'Aikido
inizia a germogliare in modo spontaneo nel campo fecondo cos�
preparato.
Come ho affermato nel miei post precedenti, "fare Aikido" significa
muoversi con naturalezza e spontaneit� agendo con azione appropriata
alla circostanza della situazione in cui l'azione stessa si svolge.
Quando si fa Aikido l'azione precede e prescinde dal pensiero e la
mente non ha bisogno di pensare il movimento che il corpo compie,
perch� � il corpo stesso che ha memorizzato nel profondo della propria
istintualit� come muoversi a seconda delle sensazioni che riceve "a
pelle" dalle circostanze e dalle situazioni esterne in cui viene a
trovarsi.
Questa estrema libert�, possibile solamente quando si agisce sotto
l'ispirazione artistica (l'Ai-Ki) fornita dalla comunione con
l'ambiente circostante, � essa stessa creatrice della forma migliore,
pi� giusta ed appropriata, atta a rispondere alla sollecitazione
dinamica proveniente dall'azione dell'avversario.
>
>faccio un esempio, dopo aver studiato un p� di taichi, ho provato a
>domandare sul tatami di aikido, in certe posizioni dove dovesse essere il
>peso o come dovesse essere ruotata la colonna o spostate le braccia...
>il risultato � che spesso il praticante di aikido fa le cose, le sente,
>ma non conosce la spiegazione razionale o funzionale di certi
>movimenti... si limita a farli, magari con successo ma non ne conosce i
>principi...
E' giusto, se domandi la spiegazione di un movimento ad una cintura
nera di grado elevato � molto probabile che lui ti risponda facendo la
tecnica prendendoti come uke per farti "sentire", farti provare il
ritmo, lo squilibrio, la scansione del tempo dell'esecuzione,
l'impulso da imprimere al movimento, generandoti l'atmosfera corretta
dentro cui ripetere il movimento lasciandoti portare da
quell'atmosfera stessa.
Ricorda: l'Aikido s'impara per emulazione ed imitazione di chi � pi�
bravo di te e che spartisce con te la sua esperienza pratica, andando
al sodo ed al concreto fornendo l'esempio di come si fa.
Se invece chiedi ad un tuo compagno di dojo di grado inferiore che
magari su quella tecnica � anche lui ancora alle prese con il problema
del proprio coordinamento mente/corpo, facilmente da lui otterrai gran
dovizia di parole che accompagnano la spiegazione puntuale, esatta e
razionale di come si esegue il movimento, peccato che per� la tecnica
non riesca ancora molto bene, fluida, efficace...
Con questo non voglio dire che non si debba passare dalla fase in cui
si cerca di memorizzare e visualizzare il movimento con la mente,
razionalizzarlo per capire come e dove agire, dico solo che questa
fase non � "fare Aikido" e quindi sbagliano coloro che appena iniziano
ad eseguire con una certa famigliarit� e scioltezza un movimento,
pensano di aver gi� imparato quella tecnica e fremono per passare alle
tecniche successive ed a passare di grado.
Costoro rischiano di non arrivare mai a fare Aikido, perch� se appena
appena si sono appiccicati nel labile ricordo della memoria come si
eseguono dei movimenti, passano subito a quelli successivi impegnando
la memoria e la mente su nuovi movimenti, senza che il corpo abbia a
sua volta assorbito i precedenti nella propria istintualit� a suon di
ore su ore di ripetizione degli stessi movimenti fino alla nausea,
quel praticante si trover� sempre dibattuto nel doversi ricordare
questo o quest'altro particolare di quello o quell'altro movimento e
non arriver� mai a provare il piacere di "fare Aikido", perch� sar�
sempre troppo occupato a pensare cosa fare mentre l'avversario lo
incalza togliendogli il gusto di avere il controllo della situazione
ed anzich� far ruotare gli eventi attorno a s� � lui ad essere in
balia degli eventi.
> L'Aikido non pu� assoggettarsi ad una codificazione tecnica poich�
> perderebbe la sua caratteristica principale e peculiare, quella di
> esprimere il movimento in funzione, in dipendenza e come diretta
> conseguenza dell'ispirazione del momento che proviene al praticante
> dalla comunione con la circostanza e le condizioni (comunione con
> l'Ai-Ki) in cui si viene a trovare.
>
> Costoro rischiano di non arrivare mai a fare Aikido, perch� se appena
> appena si sono appiccicati nel labile ricordo della memoria come si
> eseguono dei movimenti, passano subito a quelli successivi impegnando
> la memoria e la mente su nuovi movimenti, senza che il corpo abbia a
> sua volta assorbito i precedenti nella propria istintualit� a suon di
> ore su ore di ripetizione degli stessi movimenti fino alla nausea,
> quel praticante si trover� sempre dibattuto nel doversi ricordare
> questo o quest'altro particolare di quello o quell'altro movimento e
> non arriver� mai a provare il piacere di "fare Aikido", perch� sar�
> sempre troppo occupato a pensare cosa fare mentre l'avversario lo
> incalza togliendogli il gusto di avere il controllo della situazione
> ed anzich� far ruotare gli eventi attorno a s� � lui ad essere in
> balia degli eventi.
>
> Ciao.
>
> Claudio Pipitone
>
> __________________________
> Autore di *Endogenesi*
> http://www.endogenesi.it/
capito :)
grazie
jb