Roberto Rosoni ha scritto:
> Leggo da parecchie parti in rete, ma la cosa me l'ha riportata anche
> un'amica insegnante di scienze alle medie inferiori, che il remo della
> barca è considerato una leva del secondo genere (come lo
> schiaccianoci, se non sbaglio):
Eh eh, anch'io non sono mai riuscito veramente a imparare (o
non ho voluto imparare) la classificazione delle leve nei tre generi
numerici; semmai, volendo proprio distinguere le forze applicate
alla leva come potenza e resistenza (ovviamente e' una classificazione
non fisica), preferirei parlare di leva interpotente o interresistente
o interfulcrata, che mi sembra una nomenclatura piu' chiara.
> fulcro in acqua, resistenza allo
> scalmo e potenza all'estremità in mano al marinaio.
>
> Io l'ho sempre pensato come una leva di primo genere: fulcro allo
> scalmo, e mi sposto in avanti grazie al terzo principio, per l'acqua
> che spingo all'indietro.
>
> Sulla Wiki c'è una specie di guerra sul tema, tra primo e secondo
> genere.
>
https://it.wikipedia.org/wiki/Remo_(nautica)
> La Treccani on-line è tassativa: secondo genere.
>
http://www.treccani.it/enciclopedia/remo/
>
> A me sembra assurdo definirlo di secondo genere, e ho pensato a questo
> esperimento mentale: Poniamo che io afferri il remo non all'estremità,
> bensì all'altezza dello scalmo.
> In questo caso dovrei avere una leva "neutra" cioè a metà strada tra
> il secondo e il terzo genere, in cui non ho effetto di amplificazione
> né della forza, né dello spostamento.
> Come afferrare lo schiaccianoci all'altezza della noce: se ho comunque
> abbastanza forza la noce la rompo, anche se non approfitto delle
> qualità della leva.
> Quindi farei più fatica, ma potrei navigare.
> Invece sono convinto che se facessi potenza sullo scalmo non mi
> muoverei manco di un millimetro.
Non ti muoveresti perche' sulla barca oltre che la forza esercitata
sullo scalmo agirebbe anche la forza uguale e opposta esercitata
da dorso e piedi del rematore...
Come si puo' definire una leva? Ad es. come un corpo rigido
che puo' ruotare liberamente intorno a un suo asse fisso
passante per il fulcro. Nel caso del remo dove si trova il
fulcro? *Dipende dalla scelta del riferimento*, se prendiamo
come riferimento quello solidale alla barca allora lo scalmo
e' il fulcro e la leva risulta di primo genere, se prendiamo
come riferimento quello dell'acqua allora la pala e'
*approssimativamente* in quiete rispetto all'acqua e
costituisce il fulcro e la leva e' di secondo genere.
Qualunque scelta si faccia del riferimento, la modellizzazione
del remo come una leva e' probabilmente troppo
semplicistica, dato che la remata e' un fenomeno dinamico
e non statico (come giustamente osservavi, nella descrizione
del fenomeno occorre utilizzare anche il terzo principio
della dinamica), quindi penserei che l'apparente
indeterminazione nella classificazione del remo come leva
di primo o secondo genere derivasse piuttosto dalla pretesa
eccessiva di descrivere il fenomeno dinamico o fluidodinamico
della remata con un modello inerente piuttosto alla statica.
Ciao
--
Giorgio Bibbiani